Ciao sono fioredargento
Vedi il mio profilo


Tag sethgecko

Broken Wings parte 4

di fioredargento

06/06/2007 - 00:28

Disclaimer e note nella prima parte

Avrebbe dovuto mandarla via.
Essere il bastardo che era sempre stato ed allontanarla.

Seth guardava Kate esaminare le sue armi, con l’occhio clinico di una professionista, mentre lui allacciava la cintura porta paletti.

Avrebbe dovuto mandarla via, invece, si era ritrovato a passare una giornata intera con lei, seduto su un divano le cui molle gli avevano tatuato il culo, dopo esserci stato seduto sopra per ore, a chiacchierare…a parlare, solo per rendersi conto che aveva parlato maledettamente poco negli ultimi sei anni. Non che fosse stato logorroico prima, ma c’era sempre stato qualcuno…Richie, o un compagno di cella…o persino Jacob Fuller con cui parlare.

Dopo la notte al Titty Twister, era stato solo…o in compagnia di donne che non aveva certo scelto per conversare.

Nessuno sapeva di quello che faceva di notte…tranne gli ammazza vampiri ed erano persone, quelle, con le quali non amava parlare…avevano tutti storie strappalacrime alle spalle, si sentivano tutti dei crociati …ed erano generalmente troppo schizzati per fare conversazione.

Aveva parlato con Kate perché con lei non c’era stato bisogno di preamboli…lei era stata lì, con lui, quando tutto era cominciato.
Lei capiva il perché desse la caccia ai vampiri, capiva…perché provava le stesse cose.

Era cambiata Kate: l’acciaio in lei, una durezza che era stata solo accennata sei anni prima, era ora evidente nel suo modo di fare, di parlare, di muoversi.

Lo sguardo di Kate Fuller era freddo, ghiaccio puro sembrava brillarle nelle iridi nocciola, ma Seth aveva scorto fuoco dentro di lei, fuoco danzare nella piega delle sue labbra, dietro la spessa parete di ghiaccio dietro la quale si proteggeva.

Kate aveva parlato come un uomo, bevuto come un uomo, maneggiato armi come un uomo…mentre le sue labbra carnose, labbra che si era ritrovato a fissare, si erano piegate in sorriseti maliziosi o bronci.

Sei anni prima aveva provato ad essere nobile…aveva saputo che Kate gli si sarebbe gettata tra le braccia e sarebbe stato fottutamente sbagliato…aveva visto quel film, aveva letto il libro…sarebbe stato un disastro.

Ed, inoltre, quando si era allontanato in macchina, aveva pensato davvero di potersi gettare tutto alle spalle. Lui, Seth Gecko, non si sarebbe certo fatto cambiare la vita da un branco di succhiasangue del cazzo!

Lui, Seth Gecko, non si sarebbe portato dietro una ragazzina sconvolta, a ricordargli che ad El Rey  doveva andarci con suo fratello…e suo fratello era morto…gli aveva ficcato un palo nel cuore e lo aveva visto esplodere.

Lui, Seth Gecko, non aveva avuto bisogno di nessuno…se l’era sempre cavata da solo.

Cazzate.

Tutte cazzate.

O, almeno, così pensava in quel momento…mentre ancora, però, si chiedeva perché non avesse mandato via Kate e perché si apprestassero a fare una ronda insieme.

E cosa sarebbe accaduto dopo la ronda? Kate Fuller non era più una ragazzina…e lui era ancora un uomo. E lui provava qualcosa per lei…probabilmente sin da quando gli aveva salvato il culo, nel cesso del suo camper, sei anni prima.
 
Sbuffò, ignorando l’occhiata incuriosita della ragazza, e decise di pensare a una cosa alla volta: prima avrebbero fatto fuori un po’ di vampiri e poi si sarebbe concentrato sul resto. Posto che uno dei succhiasangue non li uccidesse.

Seth non si illudeva di vivere per sempre, non gli interessava vivere per sempre…voleva solo andar via combattendo. Si domandò se anche per Kate valesse la stessa cosa.

“Hai già in mente dove andare?” Domandò qualche minuto dopo, mentre si avviavano alla porta.

Kate si strinse nelle spalle: “C’è un locale in periferia. Volevo ripulirlo prima di andarmene dalla città…”

“Quanti ne sono?” Domandò.

“Una ventina…” Rispose lei. 

Seth ammiccò leggermente. Venti vampiri…più un numero imprecisato di casualità come avventori vampirizzati sul posto.

Sorrise: “Sembra divertente…sicura che siano vampiri?”

“No, Seth…sono psicopatici…psicopatici che si trasformano quando hanno fame…” Replicò lei con un mezzo sorriso.

<Erano vampiri!. Gli psicopatici non esplodono alla luce del sole, non me ne frega un cazzo di quanto pazzi siano! >

Sorrise, di nuovo, alle parole della ragazza e disse: “Diamo un’occhiata…non mi va di andare alla cieca…”

Kate si strinse nelle spalle, annuendo leggermente alle sue parole. Seth vide che si stava trattenendo dal parlare, probabilmente per sollevare obiezioni…aveva lavorato da sola per anni, e se la reputazione che si era fatta rispondeva alla verità – e non aveva motivo per dubitarne – quella non sarebbe stata la prima volta per lei, eppure, lasciò che prendesse lui il comando.

Come quella notte.

“Dopo aver dato un’occhiata” Disse, sorpreso dal tono gentile nella sua voce: “Faremo un bel po’ di baldoria…”

Kate lo guardò sorpresa, ma non commentò le sue parole.

Erano in strada, ormai, Seth le indicò la sua auto, una Ford che aveva visto di gran lunga giorni migliori e lei scosse la testa, entrandovi.

“Cosa?” Domandò una volta entrato in auto.

“Mi avevi detto di star tenendo il profilo basso…non immaginavo intendessi alla lettera…”

In un altro momento, un’altra epoca, avrebbe reagito con rabbia, forse, a quelle parole invece si ritrovò a sorridere.

Grandioso, in che cosa si stava trasformando?

O, meglio, in cosa si era trasformato, senza neanche rendersene conto?

Quello non era il momento, però, di pensare a stronzate sentimentali e psicoanalitiche. Doveva sgomberare la mente e farlo in fretta, anche. Non poteva permettersi distrazioni…non quando si apprestava ad uccidere vampiri…un bar pieno di vampiri.

Azzardò un’occhiata a Kate: il suo volto era serio, il ghiaccio nei suoi occhi spesso, la ragazza si voltò a guardarlo per un istante e Seth fu sorpreso nel realizzare che lei aveva probabilmente formulato i suoi stessi pensieri.

Vampiri da uccidere, prima.
Loro due, dopo.

Vota questo post

Broken Wings parte 3

di fioredargento

04/05/2007 - 01:30


Disclaimer e note nella prima parte.

 

 

Sole.
Fù il sole a svegliare Kate Fuller. Non che quella fosse esattamente una novità ...la novità stava nel fatto che quello nel quale si trovava non era il suo letto.

La ragazza aprì gli occhi e sollevò piano la testa, guardandosi attorno, aggrottando la fronte per qualche secondo.

Dove diavolo si trovava?

Le ci volle qualche secondo, prima che gli eventi della notte precedente le tornassero alla mente.

Seth.

Seth Gecko era sbucato dal nulla la notte prima e le aveva salvato la vita, distraendo il vampiro che stava per ucciderla. Istintivamente si portò una mano al collo e, pur sapendo di non essere stata morsa, non poté trattenere un sospiro di sollievo.

Era svenuta. Caduta come un sacco di patate.

Kate Fuller non era mai svenuta. Mai.

Non era svenuta quando sua madre era morta, non era svenuta quando Seth e Richie le avevano puntato una pistola alla testa, non era svenuta neanche quando la sua vita era andata a puttane al Titty Twister.

Aveva passato gli ultimi sei anni della sua vita completamente sola, a combattere, e non aveva mai perso i sensi. Evadere con la mente ed andare a caccia di farfalle? Quello sì, le era accaduto...
Ma svenire? Lei? Mai!
Fino alla notte precedente!

Che cazzo le era preso la notte prima?

Scosse la testa. Non importava...ormai era accaduto, ed aveva imparato molto tempo prima a non piangere sul latte versato.

Abbassò la testa, notando che era ancora vestita, le uniche cose che mancavano erano le armi, il cappotto e gli anfibi che, scoprì subito, erano appoggiati su una sedia poco lontana dal letto.

Non si stupiva. Seth Gecko era un assassino, un bastardo per molti versi, ma era a suo modo  un gentiluomo.
Anche quando tutto era andato a farsi fottere, quella notte di sei anni prima, con lui si era sentita al sicuro.

Un piccolo sorriso le increspò le labbra mentre si alzava, solo per poi ammiccare quando si rese conto di due cose: aveva dormito tutta la notte, senza sogni...ed aveva fame.

Kate aveva davvero fame...per la prima volta da anni. Negli ultimi sei anni, parte della disciplina che si era imposta era stata il cibo. Doveva essere forte, non poteva permettersi di digiunare, non se voleva essere efficiente. Il fatto che il cibo la disgustasse, che non ne avvertisse il sapore, era del tutto ininfluente.

Si infilò le scarpe mentre, ancora, il sorriso non abbandonava le sue labbra. Era strano sorridere. Strano sentire le sue labbra distendersi in qualcosa che non fossero smorfie di dolore dopo i suoi allenamenti o dopo le ronde.

Rimase per un attimo immobile, mentre considerava se prendere o meno la pistola, decidendo, poi, di farlo. Quella pistola era stata la sua migliore amica negli ultimi sei anni, l'unico oggetto al quale tenesse...le aveva salvato la vita in più di un'occasione...
Ed era di Seth.

Uscì dalla piccola camera da letto solo per fermarsi quando vide Seth addormentato sul divano, i piedi su una sedia, la testa reclinata in avanti.

Era più pallido rispetto a sei anni prima, quasi come se non avesse passato molto tempo al sole. Kate aveva notato le due pistole e la cintura che contava una discreta quantità di paletti, aveva intravisto il crocefisso. Possibile che...anche lui desse la caccia ai vampiri?

Fece un altro passo nella stanza e sobbalzò quando Seth scattò in piedi, producendo dal nulla una piccola pistola e puntandogliela contro.

"Cazzo, Kate, stavo per spararti!" Disse lui.

Kate sollevò un sopracciglio: "Buon giorno anche a te, Seth..." Disse.

Seth sbatté gli occhi per un secondo, prima di riporre la pistola nella tasca posteriore dei pantaloni.

Kate fece un altro passo, avvicinandosi a lui. Aveva sognato...a dispetto di se stessa quel momento per sei anni, aveva sperato per sei anni di rivederlo..ed ora che era nella stessa stanza con quell'uomo, non riusciva a spiccicare una parola.

Avrebbe voluto colpirlo, per averla lasciata sola...dopo averle fottuto la vita.
Avrebbe voluto gettarsi tra le sue braccia e baciarlo fino a farlo rimanere senza fiato.
Avrebbe voluto ringraziarlo per averle salvato la vita, la notte prima.

Invece, si schiarì la gola, ed ancora non riuscì a parlare.

Fu Seth a farlo, mentre si dirigeva nella parte della stanza che fungeva da cucinino domandò: "Hai dormito bene?"

Kate annuì leggermente: "Come un sasso...". Si strinse nelle spalle, affondando le mani nelle tasche dei jeans mentre aggiungeva: "Grazie per ieri sera...sai per..."

Seth inarcò un sopracciglio commentando: "Mi trovavo a passare..."

"Il Canada è un bel po' lontano da El Rey" Disse lei.

Seth si strinse nelle spalle, mentre recuperava da uno stipo una confezione di merendine al cioccolato e l'apriva, lanciandogliene poi un paio.

"El Rey non era un granché..." Disse, prendendo a sua volta un paio di merendine e tornando nel salotto.

Kate masticò lentamente la prima merendina, assaporandone il sapore dolce, dopo qualche secondo mormorò: "Sembrava essere la cosa più importante del mondo per te..."

Il volto di Seth si rabbuiò per un istante, l'uomo gettò la merendina, alla quale aveva dato solo un morso su un tavolino, e disse: "La vita è fottutamente strana...lo sai, no?"

Kate appallottolò l'involucro della merendina bofonchiando: "Dillo a me..."

Altro silenzio. Kate non sapeva se piantare una pallottola in mezzo agli occhi dell'uomo, o chiudere la distanza che li separava e ficcargli la lingua in gola.

C'erano stati uomini...in quei sei anni. Scopate consumate nei sedili posteriori di auto, o nel retro di furgoncini, o in camere di motel. C'erano stati uomini senza nome, di cui non aveva conosciuto che il corpo, per poche ore. Al pari degli allenamenti, erano stati modi per tenere a bada sogni ed incubi, per passare le ore che la separavano dalla notte e dall'uccidere vampiri. Li aveva desiderati quegli uomini? Non ne era sicura.

Desiderava Seth?

Sì. Lo desiderava...ma desiderare non era un lusso che poteva concedersi, accantonò quindi i suoi pensieri, soprattutto quando Seth disse: "Così...dai la caccia ai fottuti vampiri?"

Kate scrollò le spalle. "Già..." Disse solo. Si lasciò cadere sul divano e fu sorpresa quando Seth fece qualche passo e si mise a sedere accanto a lei mentre chiedeva: "Perché?"

"Perché no?" Domandò lei di rimando.

Seth la guardò come se le fosse improvvisamente spuntata una seconda testa...o un terzo occhio in mezzo alla fronte.

"Perché..." Cominciò lui, prima di sollevare le mani in aria e scrollare le spalle.

"Non era quello che volevo..." Cominciò lei.

S'interruppe. Come poteva spiegarglielo? Forse Seth aveva creduto che lei fosse tornata negli Stati Uniti, avesse finito la scuola...e ci aveva pensato, per qualche ora, fino al tramonto...quando si era ritrovata a combattere altri vampiri, incazzati neri per quanto era accaduto la notte prima.

Dopo la seconda notte, della quale conservava un ricordo estremamente nebuloso, combattere i vampiri era stata l'unica cosa sensata da fare, l'unica cosa che riusciva a fare bene. L'unica cosa che le importasse fare.

"E tu?" Domandò invece.

"Io cosa?" Chiese Seth.

"Giri sempre con un crocefisso e dei paletti o li tieni con te in caso servano...?"

Seth si strinse nelle spalle. "Detesto quei figli di troia..." Disse a bassa voce, come se spiegasse tutto...ed incredibilmente, era così. Le bastò un'occhiata, per scorgere dettagli che le erano sfuggiti fino a qualche secondo prima, dettagli del viso di Seth, che contava rughe dannatamente simili alle sue...rughe derivate da troppe ronde, troppi incubi e troppa paura.

"Sono stato ad El Rey per qualche mese...finiti i vampiri della zona, sono riuscito ad andarmene da quel cesso ed ho cominciato a girare..."

Kate annuì alle parole dell'uomo. Ricordava come Seth avesse combattuto quella notte...come avesse rifiutato di arrendersi, fino all'ultimo. Ricordava di come si fosse stretta a lui, mentre erano circondati da vampiri.

Se n'era andato via a bordo di una convertibile rosso sangue, solo per continuare quello che aveva cominciato quella notte. Cosa che aveva fatto anche lei.

 Sì, pensò, la vita era fottutamente strana

"E così ti sei ritrovato in Canada?" Domandò.

"Ho sentito parlare di una colonia piuttosto grossa..." Spiegò lui.

Kate sorrise, per un istante, prima di dire: "Anch'io...sono arrivata qui una decina di giorni fa"

Seth annuì brevemente alle sue parole: "Arrivare qui è stato un casino, e come se non bastasse fino a questo momento... " Si strinse nelle spalle: "nada de nada..."

Quando, in seguito, Kate si ritrovò a pensare a quella mattina, ricordò soprattutto di come Seth e lei, si fossero ritrovati a parlare, per ore, delle loro esperienze negli ultimi sei anni, dei vampiri che avevano ucciso, di quelli che volevano uccidere...delle armi che preferivano.

Si ritrovò a pensare al fatto che avessero sorriso, entrambi.

Si ritrovò a pensare che erano state due persone maledettamente sole per troppo tempo...e che entrambi, si erano sentiti per la prima volta da tantissimo tempo, a casa.

Vota questo post

Broken Wings part 2

di fioredargento

27/04/2007 - 00:59

Perché la sua vita doveva essere sempre, sempre così fottutamente complicata?

Seth Gecko digrignò i denti, sistemandosi contro il torace la donna svenuta.

Doveva essere una ronda di routine, prima di andare a dormire. Aveva adocchiato il figlio di puttana quella sera, quando lo aveva visto uscire da un locale con la vittima prescelta per la notte: la solita oca bionda, che avrebbe dovuto sapere che rimorchiare sconosciuti nei locali, soprattutto in certi locali, era una stronzata.

Aveva seguito il vampiro - perché aveva avvertito subito che si trattava di un vampiro, i peli della nuca gli si erano rizzati, allertandolo del pericolo - pronto a ficcargli un palo nel cuore e concludere così, la serata.

Avrebbe dovuto essere una ronda di routine ed, invece, si era ritrovato davanti il volto di una ragazza che aveva sperato di non vedere mai più, una alla quale aveva fottuto la vita sei anni prima.

Aveva provato a dimenticare.

Aveva passato i primi due mesi dopo quella notte al Titty Twister, pieno di alcool fino agli occhi...cercando di dormire... senza riuscirvi.

Lui un assassino...aveva avuto paura del buio.
Lui un assassino... aveva avuto paura di chiudere gli occhi.
Lui un assassino... aveva passato due mesi con gli occhi sbarrati, nel buio, a bere alcool che non riusciva a stordirlo.

Aveva cercato di tornare alla sua vita normale, ma la sua mente continuava a bloccarsi, a fermarsi a quella notte...e a Kate.

Aveva detto di essere un bastardo, ma non tanto bastardo. Aveva continuato a pensare a quelle parole anche quando, mesi dopo averle pronunciate, aveva cominciato a cercarli, a cercare vampiri, forsennatamente...pensando che solo in quel modo sarebbe riuscito a riposare... Ed incredibilmente, aveva avuto ragione.

Ucciso il primo cazzo di vampiro, aveva poi dormito come un bambino.

Uccidere vampiri era diventato il suo personale sonnifero, meglio di un valium(, meglio di tutto il Jack Daniel's(  del mondo.

Era stato presto introdotto in un mondo del quale non aveva mai neanche immaginato l'esistenza... quello dei cacciatori di vampiri. Era un mondo sotterraneo con regole che, neanche a dirlo, ignorava bellamente, un mondo fatto di gente che dormiva poco, sognava troppo ed uccideva succhiasangue come fosse la cosa più normale del mondo.

Aveva tenuto un profilo basso, nel mondo del crimine, aveva imparato presto a prendere ai succhiasangue soldi, armi, auto, oltre che le loro cazzo di vite.

Aveva girato tutto il Sud America, eliminando vampiri con la stessa freddezza, la stessa precisione, con la quale aveva ucciso esseri umani. Aveva girato tutto il Sud America, prima di dirigersi verso Nord.

Con la mente tornava spesso alla notte al Titty Twister, alla morte di suo fratello...e alla famiglia Fuller.

Tutti morti per colpa sua, e di tutte le morti di cui era responsabile, quelle erano le uniche di cui gli importasse davvero qualcosa.

Si era domandato per molto tempo se Kate fosse riuscita a sopravvivere o se, invece, avesse baciato la canna della pistola che aveva buttato a terra poco prima che se ne andasse a bordo di quella cazzo di convertibile rosso sangue.

Non aveva cercato di informarsi, che senso avrebbe avuto?
Aveva lasciato una ragazzina, da sola, in Messico.

Aveva lasciato una ragazzina che aveva appena perso la sua famiglia, fingendo di essere nobile.
Che cazzo di senso avrebbe avuto?

Poi, un paio di anni prima, aveva cominciato a sentire voci su una ragazza, una ragazza che andava in giro su un vecchio camper, una ragazza che spaventava i cacciatori di vampiri, per quanto era fredda, per quanto era spietata.

Non gli ci era voluto molto per capire che quei racconti parlavano tutti della stessa ragazza, tutti di Kate Fuller.

Non l'aveva cercata...aveva, anzi, provato a starle alla larga.

Fino a quella sera.

L'aveva vista...mentre seguiva il cazzone...aveva visto il suo corpo magro muoversi silenziosamente, aveva visto i capelli di lei, incredibilmente lunghi, raccolti in una coda di cavallo con un elastico, aveva visto i jeans logori, ed il cappotto troppo largo.

E poi l'aveva vista combattere...ed era rimasto senza parole. La ragazza aveva avuto potenziale sei anni prima: era stata agile e dai riflessi pronti, ma troppo piena di paura.

La donna che aveva visto combattere era stata fredda, senza paura.
Gli aveva ricordato se stesso...

E poi, il figlio di troia dalla faccia da gatto aveva quasi avuto la meglio...ed era stato allora che era intervenuto.

Aveva ricordato la promessa fatta a Jacob Fuller sei anni prima. Aveva promesso che non avrebbe permesso che facessero del male a Kate.

Si, d'accordo, lo aveva promesso in relazione a suo fratello...ma Seth Gecko manteneva sempre le sue promesse.

O, almeno, questo era quanto si era detto, mentre distraeva il vampiro permettendo a Kate di ucciderlo. 

Il volto di Kate quando si era voltata, dopo aver udito la sua voce, mentre le si avvicinava, gli era sembrato troppo pallido...vecchio e giovane insieme. Era rimasto immobile come un perfetto idiota, mentre lei faceva lo stesso.

E poi, era svenuta.

Detestava quando le donne svenivano....e detestava soprattutto quando lo facevano in una strada semideserta, dopo aver fatto fuori un vampiro.

Abbassò la testa e, a dispetto della rabbia, si ritrovò a sorridere. Aveva sempre avuto un debole per Kate Fuller ...

Non che avesse passato gli ultimi sei anni a sospirare come un fottuto liceale alla fottuta prima cotta...o che avesse passato sei anni in castità...quello che provava per la ragazzina era una cosa solo sua...una cosa sulla quale non amava soffermarsi, una cosa che entrava nei suoi sogni, e che gli faceva alzare le tende quando si parlava dell'ammazza vampiri che girava in un camper.

Camminò fino alla sua auto. L'aveva presa ad un succhiasangue qualche settimana prima, in una città di cui non ricordava neanche il nome. Cambiava auto quanto più spesso possibile, gli ultimi sei anni gli avevano davvero insegnato qualcosa quanto a tenere un profilo basso.

Cazzo, gli ultimi sei anni gli avevano insegnato un sacco di cose, riguardo ad argomenti di cui avrebbe preferito ignorare l'esistenza!

Sapeva uccidere vampiri in migliaia di modi, sapeva quanto ci mettevano a trasformarsi, i loro punti di forza, quelli deboli. Sapeva che il loro sangue puzzava e che ci volevano almeno due docce prima di togliersi quelle schifezze dalla pelle.

Sapeva che in ogni città nella quale si trovasse, per quanto in culo al mondo, poteva contare di trovarne sempre qualcuno...ed insieme a loro i cacciatori di vampiri.

Sapeva che i cacciatori di vampiri erano tutti uguali: vestivano di nero, erano troppo pallidi, e lo sguardo nei loro occhi era sempre leggermente allucinato, quasi come se si fossero fatti un trip finito male.

Si chiese per un momento se anche sul suo, di viso, ci fosse quell'espressione allucinata di chi aveva visto cose da incubo.

Decise di fottere quel pensiero sul nascere mentre sistemava Kate sul sedile accanto al suo. Avrebbe scaricato la ragazzina da qualche parte, magari in casa di qualche ammazza vampiri ed avrebbe tagliato la corda alla velocità della luce.

Questo si disse, quelli erano i piani formati dalla sua mente, eppure, si ritrovò fuori lo stabile dove viveva, senza capire il perché.

Così come senza capire il perché, la prese tra le braccia e la portò in casa, adagiandola poi sul suo letto.

Perché doveva sempre incasinarsi la vita?

Inclinò la testa di lato, cercando di rilassare i muscoli tesi del collo, prima di sfilarsi il cappotto. Continuò a gettare un'occhiata verso il letto, mentre si liberava delle armi che portava sempre con se: due pistole, la 44 per gli umani e quella speciale, quella con proiettili sui quali incideva croci per poi farli benedire da qualcuno dei preti ammazza vampiri, posò la cintura porta paletti ed infine la croce...

Se qualcuno gli avesse detto che avrebbe girato, un giorno, con un crocefisso, gli avrebbe probabilmente piantato una pallottola in mezzo agli occhi.

Kate dormiva profondamente, ora. Era passata dall'incoscienza al sonno senza aprire gli occhi neanche per un secondo, e Seth scosse la testa, mentre usciva dalla camera da letto per recuperare una birra dal piccolo frigo portatile.

Quello dove viveva non era che un buco: una piccola camera da letto, un salottino-cucina ed un bagno. Lo aveva scelto perché il padrone di casa non aveva fatto domande, i vicini non rompevano le palle e perché era vicino ad una chiesa...rendeva più semplice recuperare l'acqua santa.

Si fermò con la bottiglia di birra a qualche centimetro dalla sua bocca. In cosa cazzo si era trasformato? Quando, esattamente, aveva cominciato a far ruotare la sua vita attorno ai vampiri e al modo di ucciderli?

Sapeva che doveva farlo...e non per ragioni altruistiche...doveva uccidere vampiri, altrimenti non riusciva a dormire e mentre teneva gli occhi sbarrati nel buio, le ombre divenivano mostri...le ombre divenivano Richie, dal volto distorto, le ombre divenivano Jacob Fuller, il cui sguardo, una volta divenuto vampiro era stata la cosa più terribile che avesse mai visto. Le ombre divenivano Sex Machine, Santanico Pandemonium, le ombre divenivano il corpo di Scott, il fratello di Kate, mentre veniva martoriato dai vampiri.

Le ombre divenivano Kate, ed il suo corpo magro, stretto al suo, le ombre divenivano le braccia di lei che si avvinghiavano alle sue, implorandolo di non lasciarla, mentre venivano accerchiati dai vampiri.

Doveva uccidere quei cazzo di demoni. Non aveva altra scelta.

Tutto il resto, si rese conto, aveva smesso di avere significato...quand'era stata ultima volta che aveva fatto una rapina? Quand'era stata l'ultima volta che aveva ucciso un essere umano?

Non lo ricordava.

Digrignò i denti, bevendo un sorso dalla bottiglia.

Avrebbe aspettato il risveglio di Kate, si sarebbe assicurato che non intendesse svenire di nuovo e poi le avrebbe indicato la porta.

Si lasciò cadere sullo sgangherato divano, tenendo tra le mani la bottiglia.
Doveva solo aspettare.

Sì, ma perché, perché era sempre tutto così fottutamente complicato?

Vota questo post




Broken Wings: Kate & Seth
~ seguito di “From Dusk Till Dawn”~

 Autore: Anna

E-Mail: dueuominieunagatta@hotmail.com

Disclaimer: Seth Gecko, Kate Fuller ed i personaggi di “From Dusk Til Dawn” da me citati in questa fan-fiction, appartengono a Robert Kutzman, Quentin Tarantino, Robert Rodriguez (aka DA MAN…guys, by the way, Sin City rocked my world!) e chiunque detenga i diritti sul film.
I personaggi che non ricordate di aver visto nel film sono, invece, una mia creazione. Non scrivo a scopo di lucro e non intendo violare alcun copyright. Broken Wings appartiene agli Alterbridge e a Mark Tremonti, autore delle parole e delle musiche della canzone. Anche in questo caso non intendo violare alcun copyright, né intendo lucrare sulla canzone, contenuta nell’album: “One day remains”

Rating: NC17 per la quantità industriale di parolacce, sangue e per situazioni sessuali. Angst.

Sommario: sei anni dopo gli eventi che hanno cambiato le loro vite per sempre, le strade di Seth Gecko e Kate Fuller si incrociano nuovamente, per un’altra battaglia. Passato, prsente e futuro sono in gioco per i due. Riusciranno a sopravvivere? Riusciranno a sconfiggere nuovi demoni e vecchi fantasmi?

Nota: From Dusk Til Dawn è uno dei miei film di genere horror preferiti, ne ho adorato i personaggi, le situazioni…quindi, dopo la duecentesima visione del film (siano benedetti i DVD!), ho deciso di provare a scrivere qualcosa in merito. Questo qualcosa, prima che me ne rendessi conto, ha finito col trasformarsi in questo mostro che ha abbondantemente superato le cento pagine! Ho cercato di essere fedele allo spirito dei personaggi e spero di esserci riuscita. Per la cronaca, io non ho mai pensato che Seth Gecko fosse pazzo. E mi permetto di dissentire con l’interpretazione data Quentin Tarantino della scena finale del film, contenuta nello spassosissimo commentary al film, disponibile nel DVD…perché se c’è qualcuno che può cavarsela ad El Rey, quello non può essere che Seth Gecko! Tanto più se si considera che ondine sono disponibili versioni diverse della stessa scena. A questo proposito: per scrivere Seth mi sono attenuta al suo comportamento nel corso del film e ad informazioni tratte dalla sceneggiatura originale di FDTD. Parto inoltre dall’assunto che gli avvenimenti del film possano essere stati una sorta di catalizzatore per Seth, per cambiare un po’. Dal momento che ritengo Quentin Tarantino uno sceneggiatore eccezionale, mi sento molto a disagio nel provare a continuare una sua storia, posso solo sperare di rendere con questa fan-fiction, l’amore che provo per i personaggi da lui creati.
Altre note alla fine della fan-fiction.(sì, ce ne sono altre!)

Oh, e George Clooney versione Seth? He’s hot! Way hot!

Oh, e si, sono un diesel, way slow on the uptake especially about George Clooney, so what?


?indicano sogni? ; <indicano pensieri > ; *indicano enfasi*

A Maria, che mi incoraggia ad inseguire i miei sogni e le mie passioni, che mi fa scoprire nuovi mondi ogni giorno, che si sorbisce le mie visioni delle repliche di ER pur detestando il telefilm e che, come me, aveva notato l’alchimia tra George Clooney e Juliette Lewis in From Dusk ‘Till Dawn…ti voglio bene tesoro, un mondo di bene!


Capitolo 1
- L’incontro -


Fight the fight alone
When the world is full of victims
Dims a fading light
in our souls
Leave the peace alone
Now we all are slowly changing
Dims a fading light
in our souls

“Posso essere un bastardo, ma non sono un bastardo fottuto”

Sebbene fossero passati sei anni, ricordava ancora quelle parole. Kate Fuller si guardò attorno, mentre il suo passo diveniva più concitato.

Kate ricordava i raggi del sole e come avessero picchiato contro la sua pelle, ricordava ancora di come il tanfo di sangue, umano e di vampiri sui suoi vestiti, tra i suoi capelli, sulla sua pelle, fosse divenuto più pungente.

Nonostante le sue parole, non vi erano state lacrime, né allora, né dopo.
Non per quell’uomo. Non per quell’addio.

Era rimasta sola. Ma non c’erano state lacrime…perché il tempo delle lacrime era terminato. O, forse, erano state le lacrime a finire.

Sei anni.

La sua vita era cambiata dopo quella notte, cambiata tanto radicalmente che nessuno avrebbe potuto riconoscerla…se solo fosse rimasto qualcuno.
Ma Kate era sola.
Sola, a vagare di città in città. Sola, a dormire in un camper comprato da suo padre per una vacanza.
Sola…a dormire di giorno, con una croce stretta in pugno ed una pistola sotto il cuscino.
Sola, a lavorare nei locali più infimi con occhi ed orecchie ben aperti.

In cerca continua di loro…vampiri: per ucciderli. Lottava contro ognuno di loro come se fosse il primo e l’ultimo.

In cerca di Seth. Era ancora vivo?

I suoi sensi ormai abituati a riconoscerli, a riconoscere mostri che si celavano dietro maschere di carne e sangue, anche quando quest’ultime erano pressoché perfette, permettendo loro di confondersi tra la folla.

Il suo cuore o, per meglio dire, quanto ne rimaneva a sperare che lui entrasse da una delle porte dei locali nei quali era solita lavorare, e la guardasse, facendola sentire di nuovo viva.

Si lasciò scivolare nella mano destra un paletto mentre piano, si guardava attorno. Il Titty Twister non era stato che il primo covo che aveva ripulito da vampiri. Ce n’erano stati molti altri dopo. Famiglie intere di vampiri erano state falcidiate da lei…ed altri come lei.

Aveva rapidamente scoperto un altro mondo, uno sotterraneo popolato da uomini e donne che avevano votato la propria vita al dare la caccia ai vampiri, proprio come lei. Un mondo di persone legate le une alle altre, un mondo del quale lei si serviva, rifiutando di farne parte.

Perché lei lavorava da sola. Si fermava in una città solo il tempo necessario per fare il suo lavoro, eppure in ogni città cercava lui.

In ogni città, cercava Seth.

Nell’ambiente, sostenevano che era fredda come ghiaccio, una bastarda, peggiore anche dei succhiasangue che uccideva con tanta efficienza.

Kate non sorrideva.
Kate non faceva amicizia.
Kate non esitava ad uccidere.

Kate uccideva vampiri: uomini, donne, bambini, occasionali compagni di ronde…una volta morsi, non esistevano differenze per lei.
L’esitazione non era contemplata.
I sentimenti non erano contemplati.

Kate…aveva lasciato se stessa in quel maledetto buco in mezzo al deserto

Ed il suo cuore era andato via in una convertibile rosso sangue, sotto il sole di una mattina messicana; così diverso dal freddo di quella notte canadese. Una notte senza stelle.
Perfetta per i vampiri di quella città.

Svoltò un angolo, seguendo l’istinto, per qualche strano motivo sapeva sempre quando era seguita. Se lo era, e non lo escludeva, si sarebbero fatti avanti in un modo o in un altro.

E comunque non era degli umani che aveva paura. Era passato da un pezzo il tempo in cui una pistola puntata alla testa la spaventava.

Tempo, da quando aveva urlato…tempo da quando aveva pianto.

Strinse leggermente gli occhi: un ragazzo ed una ragazza camminavano poco più avanti.

La ragazza era umana…e leggermente ubriaca.
Lui…era alto, vestito in jeans ed un maglione, circondava le spalle della ragazza con un braccio.

Erano stati entrambi nel bar dove lavorava, quella sera, ma era stato lui ad aver attirato la sua attenzione. Kate aveva notato come avesse fatto ubriacare la ragazza, come avesse giocato con lei, abbagliandola con promesse di piacere, nel modo in cui l’aveva baciata, toccata, stretta a se.

La ragazza rise, aggrappandosi leggermente a lui, mentre con una mano infilata nella tasca del cappotto sembrava stesse cercando qualcosa, le chiavi di casa, forse. Si avvicinò piano, il vento che le scompigliava leggermente i capelli.

Era calma, fredda. Non provava alcun’emozione
Non la eccitava uccidere vampiri.
Non la soddisfaceva.
Non cercava di vendicare la morte di suo padre e suo fratello.

Kate uccideva vampiri perché quella era l’unica cosa che sapeva fare.
Ed era brava. Aveva imparato in fretta, ed aveva avuto un ottimo insegnante.

Kate avanzò ancora, cautamente, con gli anni aveva imparato ad essere silenziosa quanto i vampiri se voleva. I due poco lontano da lei, intanto, cominciavano a baciarsi, calcolò mentalmente la distanza che la separava da loro, chiedendosi se avrebbe fatto in tempo.
Decise di sì, mentre rafforzava la sua presa sul paletto.

Proprio in quel momento la ragazza inarcò la testa, offrendo la gola all’altro e Kate si trattenne dall’alzare gli occhi al cielo, esasperata!
Dannata oca, stava rendendo tutto più complicato!

Kate continuò ad avanzare contando mentalmente fino a dieci, era quanto di solito ci voleva per un vampiro a mutare volto rivelando il demone, prima di cominciare a cibarsi, creando così un altro vampiro.

Aveva anche la pistola con se, ma sapeva che con tutta probabilità non avrebbe fatto a tempo ad usarla. E comunque era raro che usasse armi da fuoco per strada: avevano la fastidiosa tendenza ad essere troppo rumorose. E Kate non voleva attirare l’attenzione: tenere il profilo basso era essenziale nel suo lavoro!
 
Il volto del ragazzo, un volto piuttosto attraente, si trasformò in una maschera orribile, una sorta di incrocio tra un umano ed un felino, quando lei gli fu addosso.

Nessuno si aspettava tanta forza da lei: né i vampiri, né cacciatori di vampiri. Non sapevano, non immaginavano neppure le ore che dedicava agli allenamenti, ore rubate al sonno.

Succedeva ancora, succedeva spesso. Le accadeva di svegliarsi col fiato serrato in gola, ed il battito stolido nel suo petto ad assordarla in quel camper che, improvvisamente, diveniva troppo grosso e soffocante, come il ventre di un enorme animale. Un animale morto.

Col passar degli anni si era resa conto che i sogni peggiori non erano gli incubi. I sogni peggiori erano quelli che la facevano sorridere, quelli in cui era felice con la sua famiglia o…Seth.
Erano quelli i sogni peggiori.
Ed allora il sudore, i muscoli che le dolevano per i troppi esercizi erano l’unico rimedio.

Era forte, Kate. Era forte abbastanza da sorprendere il vampiro e allontanarlo dalla ragazza. L’essere emise un suono, molto simile ad un ruggito, mentre si avventava su di lei. Kate si sottrasse abilmente. Non era veloce quanto il vampiro, ma lo era abbastanza da confonderlo.

Doveva solo impedire al figlio di puttana che ora le era piombato addosso di morderla. Non che le importasse un granché di vivere o morire; voleva solo far fuori il maggior numero possibile di succhiasangue prima di andarsene.

Sentì la ragazza allontanarsi e strinse i denti, mentre ancora riusciva a tenere a bada il vampiro.
Beh, quella era una buona notizia, almeno parte della missione era andata in porto…ora toccava all’altra parte: uccidere il succhia sangue. Prima però, pensò stringendo i denti, doveva staccarselo da dosso!

Era molto forte, da tempo non ne incontrava uno così.

Il vampiro la guardò sogghignando, montando sopra di lei, il volto una maschera di eccitazione e rabbia a rendergli ancora più terrificanti i tratti.

Il sogghigno dell’essere divenne sprezzante quando disse: “Quando avrò finito con te, ragazzina, diventerai la mia cagna…ma prima ti pentirai di essere mai venuta al mondo. Sarà lento…e doloroso…te lo giuro…”

Il vampiro le afferrò un polso e lo sbatté contro l’asfalto e Kate lasciò andare la presa sul paletto, gemendo.

“Mi piaci quando gemi,” Ringhiò lui: “E lo farai un sacco per me!”

Kate sgranò gli occhi.
Non aveva paura. Sapeva che sarebbe accaduto alla fine.
Sapeva che non sarebbe potuta durare per sempre.
Sei anni erano stati lunghi quasi il tempo di una vita.
Le dispiaceva solo di morire per mano di un’idiota di vampiro.
Le dispiaceva solo di non aver potuto rivedere un’ultima volta Seth.

Chiuse gli occhi mentre l’orrido volto del vampiro si avvicinava al suo collo e non poté fare a meno di rabbrividire.

Ecco, bellezza pensò, il capolinea…

Riusciva a sentire il fiato freddo del vampiro sul suo collo: era marcio…come la sua carne. Provò un’ultima volta a liberarsi, ma invano…era davvero troppo forte.

Strinse gli occhi, domandandosi per qualche istante se avrebbe avuto abbastanza tempo per uccidersi, prima di diventare una succhiasangue…suo padre, un uomo di Dio, la persona migliore che avesse mai conosciuto, ci aveva messo mezz’ora…quanto tempo avrebbe avuto lei?

Sentì la lingua ruvida del vampiro leccarle il collo per un istante, prima che una voce…una voce che credeva non avrebbe mai più sentito urlasse: “Ehi, cazzone! ”

Senza darsi il tempo di pensare, ignorando il battito disperato del suo cuore, approfittò della distrazione del vampiro su di lei e lo scalciò, facendosi poi leva sul corpo di lui, per rimettersi in piedi.

Efficiente. Fredda come ghiaccio.

Una bastarda, peggiore persino dei succhiasangue. Il paletto penetrò nel torace del vampiro, come al solito con estrema facilità, come affondare un coltello rovente nel burro.

Fece un passo indietro, tenendosi lontana dal sangue. Ansimava, sebbene non ne fosse consapevole. Osservò distaccata il sangue del vampiro, le sue carni esplodere.

“Kate?”

La voce…la voce di lui era incredula.

Sei anni. Aveva atteso sei anni, sperato sei anni.

Si voltò lentamente, il cuore…da quant’era che il cuore non le batteva tanto forte?  Onestamente non riusciva a ricordarlo, ed in quel momento non le importava.

Seth…
Seth era davanti a lei, come in uno dei suoi sogni.

Seth… vestito di nero, un lungo cappotto ad avvolgerlo, quasi come l’eroe di un fottuto romanzo.
Seth… con fili grigi alle tempie, più di quanti ne avesse avuti sei anni prima e la barba incolta.

Seth che le si stava avvicinando.
Kate fece un passo indietro, mentre il mondo, tutto il suo mondo diveniva bianco, di un bianco intenso, prima che l’oscurità, si impossessasse di lei, reclamandola.

Il suo ultimo pensiero, mentre le braccia di Seth l’afferravano, prima che toccasse l’asfalto, fu che non aveva dimenticato niente di lui.
Pensò a quanto la sensazione di essere stretta a lui, era esattamente come ricordava: anche in quel momento era in grado di farla sentire al sicuro. Non lo aveva dimenticato…ricordava ogni singolo dettaglio.
Pensò mentre chiudeva gli occhi, che anche il suo odore non era cambiato.

*    *    *
Continua...

 

 

 

 


 

Vota questo post

Tag sethgecko

Giugno 2007

DLMMGVS
1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30

Ultimi commenti

Nuovi post

Tag

De.licio.us