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Broken Wings part 2

di fioredargento

27/04/2007 - 00:59

Perché la sua vita doveva essere sempre, sempre così fottutamente complicata?

Seth Gecko digrignò i denti, sistemandosi contro il torace la donna svenuta.

Doveva essere una ronda di routine, prima di andare a dormire. Aveva adocchiato il figlio di puttana quella sera, quando lo aveva visto uscire da un locale con la vittima prescelta per la notte: la solita oca bionda, che avrebbe dovuto sapere che rimorchiare sconosciuti nei locali, soprattutto in certi locali, era una stronzata.

Aveva seguito il vampiro - perché aveva avvertito subito che si trattava di un vampiro, i peli della nuca gli si erano rizzati, allertandolo del pericolo - pronto a ficcargli un palo nel cuore e concludere così, la serata.

Avrebbe dovuto essere una ronda di routine ed, invece, si era ritrovato davanti il volto di una ragazza che aveva sperato di non vedere mai più, una alla quale aveva fottuto la vita sei anni prima.

Aveva provato a dimenticare.

Aveva passato i primi due mesi dopo quella notte al Titty Twister, pieno di alcool fino agli occhi...cercando di dormire... senza riuscirvi.

Lui un assassino...aveva avuto paura del buio.
Lui un assassino... aveva avuto paura di chiudere gli occhi.
Lui un assassino... aveva passato due mesi con gli occhi sbarrati, nel buio, a bere alcool che non riusciva a stordirlo.

Aveva cercato di tornare alla sua vita normale, ma la sua mente continuava a bloccarsi, a fermarsi a quella notte...e a Kate.

Aveva detto di essere un bastardo, ma non tanto bastardo. Aveva continuato a pensare a quelle parole anche quando, mesi dopo averle pronunciate, aveva cominciato a cercarli, a cercare vampiri, forsennatamente...pensando che solo in quel modo sarebbe riuscito a riposare... Ed incredibilmente, aveva avuto ragione.

Ucciso il primo cazzo di vampiro, aveva poi dormito come un bambino.

Uccidere vampiri era diventato il suo personale sonnifero, meglio di un valium(, meglio di tutto il Jack Daniel's(  del mondo.

Era stato presto introdotto in un mondo del quale non aveva mai neanche immaginato l'esistenza... quello dei cacciatori di vampiri. Era un mondo sotterraneo con regole che, neanche a dirlo, ignorava bellamente, un mondo fatto di gente che dormiva poco, sognava troppo ed uccideva succhiasangue come fosse la cosa più normale del mondo.

Aveva tenuto un profilo basso, nel mondo del crimine, aveva imparato presto a prendere ai succhiasangue soldi, armi, auto, oltre che le loro cazzo di vite.

Aveva girato tutto il Sud America, eliminando vampiri con la stessa freddezza, la stessa precisione, con la quale aveva ucciso esseri umani. Aveva girato tutto il Sud America, prima di dirigersi verso Nord.

Con la mente tornava spesso alla notte al Titty Twister, alla morte di suo fratello...e alla famiglia Fuller.

Tutti morti per colpa sua, e di tutte le morti di cui era responsabile, quelle erano le uniche di cui gli importasse davvero qualcosa.

Si era domandato per molto tempo se Kate fosse riuscita a sopravvivere o se, invece, avesse baciato la canna della pistola che aveva buttato a terra poco prima che se ne andasse a bordo di quella cazzo di convertibile rosso sangue.

Non aveva cercato di informarsi, che senso avrebbe avuto?
Aveva lasciato una ragazzina, da sola, in Messico.

Aveva lasciato una ragazzina che aveva appena perso la sua famiglia, fingendo di essere nobile.
Che cazzo di senso avrebbe avuto?

Poi, un paio di anni prima, aveva cominciato a sentire voci su una ragazza, una ragazza che andava in giro su un vecchio camper, una ragazza che spaventava i cacciatori di vampiri, per quanto era fredda, per quanto era spietata.

Non gli ci era voluto molto per capire che quei racconti parlavano tutti della stessa ragazza, tutti di Kate Fuller.

Non l'aveva cercata...aveva, anzi, provato a starle alla larga.

Fino a quella sera.

L'aveva vista...mentre seguiva il cazzone...aveva visto il suo corpo magro muoversi silenziosamente, aveva visto i capelli di lei, incredibilmente lunghi, raccolti in una coda di cavallo con un elastico, aveva visto i jeans logori, ed il cappotto troppo largo.

E poi l'aveva vista combattere...ed era rimasto senza parole. La ragazza aveva avuto potenziale sei anni prima: era stata agile e dai riflessi pronti, ma troppo piena di paura.

La donna che aveva visto combattere era stata fredda, senza paura.
Gli aveva ricordato se stesso...

E poi, il figlio di troia dalla faccia da gatto aveva quasi avuto la meglio...ed era stato allora che era intervenuto.

Aveva ricordato la promessa fatta a Jacob Fuller sei anni prima. Aveva promesso che non avrebbe permesso che facessero del male a Kate.

Si, d'accordo, lo aveva promesso in relazione a suo fratello...ma Seth Gecko manteneva sempre le sue promesse.

O, almeno, questo era quanto si era detto, mentre distraeva il vampiro permettendo a Kate di ucciderlo. 

Il volto di Kate quando si era voltata, dopo aver udito la sua voce, mentre le si avvicinava, gli era sembrato troppo pallido...vecchio e giovane insieme. Era rimasto immobile come un perfetto idiota, mentre lei faceva lo stesso.

E poi, era svenuta.

Detestava quando le donne svenivano....e detestava soprattutto quando lo facevano in una strada semideserta, dopo aver fatto fuori un vampiro.

Abbassò la testa e, a dispetto della rabbia, si ritrovò a sorridere. Aveva sempre avuto un debole per Kate Fuller ...

Non che avesse passato gli ultimi sei anni a sospirare come un fottuto liceale alla fottuta prima cotta...o che avesse passato sei anni in castità...quello che provava per la ragazzina era una cosa solo sua...una cosa sulla quale non amava soffermarsi, una cosa che entrava nei suoi sogni, e che gli faceva alzare le tende quando si parlava dell'ammazza vampiri che girava in un camper.

Camminò fino alla sua auto. L'aveva presa ad un succhiasangue qualche settimana prima, in una città di cui non ricordava neanche il nome. Cambiava auto quanto più spesso possibile, gli ultimi sei anni gli avevano davvero insegnato qualcosa quanto a tenere un profilo basso.

Cazzo, gli ultimi sei anni gli avevano insegnato un sacco di cose, riguardo ad argomenti di cui avrebbe preferito ignorare l'esistenza!

Sapeva uccidere vampiri in migliaia di modi, sapeva quanto ci mettevano a trasformarsi, i loro punti di forza, quelli deboli. Sapeva che il loro sangue puzzava e che ci volevano almeno due docce prima di togliersi quelle schifezze dalla pelle.

Sapeva che in ogni città nella quale si trovasse, per quanto in culo al mondo, poteva contare di trovarne sempre qualcuno...ed insieme a loro i cacciatori di vampiri.

Sapeva che i cacciatori di vampiri erano tutti uguali: vestivano di nero, erano troppo pallidi, e lo sguardo nei loro occhi era sempre leggermente allucinato, quasi come se si fossero fatti un trip finito male.

Si chiese per un momento se anche sul suo, di viso, ci fosse quell'espressione allucinata di chi aveva visto cose da incubo.

Decise di fottere quel pensiero sul nascere mentre sistemava Kate sul sedile accanto al suo. Avrebbe scaricato la ragazzina da qualche parte, magari in casa di qualche ammazza vampiri ed avrebbe tagliato la corda alla velocità della luce.

Questo si disse, quelli erano i piani formati dalla sua mente, eppure, si ritrovò fuori lo stabile dove viveva, senza capire il perché.

Così come senza capire il perché, la prese tra le braccia e la portò in casa, adagiandola poi sul suo letto.

Perché doveva sempre incasinarsi la vita?

Inclinò la testa di lato, cercando di rilassare i muscoli tesi del collo, prima di sfilarsi il cappotto. Continuò a gettare un'occhiata verso il letto, mentre si liberava delle armi che portava sempre con se: due pistole, la 44 per gli umani e quella speciale, quella con proiettili sui quali incideva croci per poi farli benedire da qualcuno dei preti ammazza vampiri, posò la cintura porta paletti ed infine la croce...

Se qualcuno gli avesse detto che avrebbe girato, un giorno, con un crocefisso, gli avrebbe probabilmente piantato una pallottola in mezzo agli occhi.

Kate dormiva profondamente, ora. Era passata dall'incoscienza al sonno senza aprire gli occhi neanche per un secondo, e Seth scosse la testa, mentre usciva dalla camera da letto per recuperare una birra dal piccolo frigo portatile.

Quello dove viveva non era che un buco: una piccola camera da letto, un salottino-cucina ed un bagno. Lo aveva scelto perché il padrone di casa non aveva fatto domande, i vicini non rompevano le palle e perché era vicino ad una chiesa...rendeva più semplice recuperare l'acqua santa.

Si fermò con la bottiglia di birra a qualche centimetro dalla sua bocca. In cosa cazzo si era trasformato? Quando, esattamente, aveva cominciato a far ruotare la sua vita attorno ai vampiri e al modo di ucciderli?

Sapeva che doveva farlo...e non per ragioni altruistiche...doveva uccidere vampiri, altrimenti non riusciva a dormire e mentre teneva gli occhi sbarrati nel buio, le ombre divenivano mostri...le ombre divenivano Richie, dal volto distorto, le ombre divenivano Jacob Fuller, il cui sguardo, una volta divenuto vampiro era stata la cosa più terribile che avesse mai visto. Le ombre divenivano Sex Machine, Santanico Pandemonium, le ombre divenivano il corpo di Scott, il fratello di Kate, mentre veniva martoriato dai vampiri.

Le ombre divenivano Kate, ed il suo corpo magro, stretto al suo, le ombre divenivano le braccia di lei che si avvinghiavano alle sue, implorandolo di non lasciarla, mentre venivano accerchiati dai vampiri.

Doveva uccidere quei cazzo di demoni. Non aveva altra scelta.

Tutto il resto, si rese conto, aveva smesso di avere significato...quand'era stata ultima volta che aveva fatto una rapina? Quand'era stata l'ultima volta che aveva ucciso un essere umano?

Non lo ricordava.

Digrignò i denti, bevendo un sorso dalla bottiglia.

Avrebbe aspettato il risveglio di Kate, si sarebbe assicurato che non intendesse svenire di nuovo e poi le avrebbe indicato la porta.

Si lasciò cadere sullo sgangherato divano, tenendo tra le mani la bottiglia.
Doveva solo aspettare.

Sì, ma perché, perché era sempre tutto così fottutamente complicato?

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