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Broken Wings - Fanfiction di Anna - Parte 1

di fioredargento

20/04/2007 - 23:04




Broken Wings: Kate & Seth
~ seguito di “From Dusk Till Dawn”~

 Autore: Anna

E-Mail: dueuominieunagatta@hotmail.com

Disclaimer: Seth Gecko, Kate Fuller ed i personaggi di “From Dusk Til Dawn” da me citati in questa fan-fiction, appartengono a Robert Kutzman, Quentin Tarantino, Robert Rodriguez (aka DA MAN…guys, by the way, Sin City rocked my world!) e chiunque detenga i diritti sul film.
I personaggi che non ricordate di aver visto nel film sono, invece, una mia creazione. Non scrivo a scopo di lucro e non intendo violare alcun copyright. Broken Wings appartiene agli Alterbridge e a Mark Tremonti, autore delle parole e delle musiche della canzone. Anche in questo caso non intendo violare alcun copyright, né intendo lucrare sulla canzone, contenuta nell’album: “One day remains”

Rating: NC17 per la quantità industriale di parolacce, sangue e per situazioni sessuali. Angst.

Sommario: sei anni dopo gli eventi che hanno cambiato le loro vite per sempre, le strade di Seth Gecko e Kate Fuller si incrociano nuovamente, per un’altra battaglia. Passato, prsente e futuro sono in gioco per i due. Riusciranno a sopravvivere? Riusciranno a sconfiggere nuovi demoni e vecchi fantasmi?

Nota: From Dusk Til Dawn è uno dei miei film di genere horror preferiti, ne ho adorato i personaggi, le situazioni…quindi, dopo la duecentesima visione del film (siano benedetti i DVD!), ho deciso di provare a scrivere qualcosa in merito. Questo qualcosa, prima che me ne rendessi conto, ha finito col trasformarsi in questo mostro che ha abbondantemente superato le cento pagine! Ho cercato di essere fedele allo spirito dei personaggi e spero di esserci riuscita. Per la cronaca, io non ho mai pensato che Seth Gecko fosse pazzo. E mi permetto di dissentire con l’interpretazione data Quentin Tarantino della scena finale del film, contenuta nello spassosissimo commentary al film, disponibile nel DVD…perché se c’è qualcuno che può cavarsela ad El Rey, quello non può essere che Seth Gecko! Tanto più se si considera che ondine sono disponibili versioni diverse della stessa scena. A questo proposito: per scrivere Seth mi sono attenuta al suo comportamento nel corso del film e ad informazioni tratte dalla sceneggiatura originale di FDTD. Parto inoltre dall’assunto che gli avvenimenti del film possano essere stati una sorta di catalizzatore per Seth, per cambiare un po’. Dal momento che ritengo Quentin Tarantino uno sceneggiatore eccezionale, mi sento molto a disagio nel provare a continuare una sua storia, posso solo sperare di rendere con questa fan-fiction, l’amore che provo per i personaggi da lui creati.
Altre note alla fine della fan-fiction.(sì, ce ne sono altre!)

Oh, e George Clooney versione Seth? He’s hot! Way hot!

Oh, e si, sono un diesel, way slow on the uptake especially about George Clooney, so what?


?indicano sogni? ; <indicano pensieri > ; *indicano enfasi*

A Maria, che mi incoraggia ad inseguire i miei sogni e le mie passioni, che mi fa scoprire nuovi mondi ogni giorno, che si sorbisce le mie visioni delle repliche di ER pur detestando il telefilm e che, come me, aveva notato l’alchimia tra George Clooney e Juliette Lewis in From Dusk ‘Till Dawn…ti voglio bene tesoro, un mondo di bene!


Capitolo 1
- L’incontro -


Fight the fight alone
When the world is full of victims
Dims a fading light
in our souls
Leave the peace alone
Now we all are slowly changing
Dims a fading light
in our souls

“Posso essere un bastardo, ma non sono un bastardo fottuto”

Sebbene fossero passati sei anni, ricordava ancora quelle parole. Kate Fuller si guardò attorno, mentre il suo passo diveniva più concitato.

Kate ricordava i raggi del sole e come avessero picchiato contro la sua pelle, ricordava ancora di come il tanfo di sangue, umano e di vampiri sui suoi vestiti, tra i suoi capelli, sulla sua pelle, fosse divenuto più pungente.

Nonostante le sue parole, non vi erano state lacrime, né allora, né dopo.
Non per quell’uomo. Non per quell’addio.

Era rimasta sola. Ma non c’erano state lacrime…perché il tempo delle lacrime era terminato. O, forse, erano state le lacrime a finire.

Sei anni.

La sua vita era cambiata dopo quella notte, cambiata tanto radicalmente che nessuno avrebbe potuto riconoscerla…se solo fosse rimasto qualcuno.
Ma Kate era sola.
Sola, a vagare di città in città. Sola, a dormire in un camper comprato da suo padre per una vacanza.
Sola…a dormire di giorno, con una croce stretta in pugno ed una pistola sotto il cuscino.
Sola, a lavorare nei locali più infimi con occhi ed orecchie ben aperti.

In cerca continua di loro…vampiri: per ucciderli. Lottava contro ognuno di loro come se fosse il primo e l’ultimo.

In cerca di Seth. Era ancora vivo?

I suoi sensi ormai abituati a riconoscerli, a riconoscere mostri che si celavano dietro maschere di carne e sangue, anche quando quest’ultime erano pressoché perfette, permettendo loro di confondersi tra la folla.

Il suo cuore o, per meglio dire, quanto ne rimaneva a sperare che lui entrasse da una delle porte dei locali nei quali era solita lavorare, e la guardasse, facendola sentire di nuovo viva.

Si lasciò scivolare nella mano destra un paletto mentre piano, si guardava attorno. Il Titty Twister non era stato che il primo covo che aveva ripulito da vampiri. Ce n’erano stati molti altri dopo. Famiglie intere di vampiri erano state falcidiate da lei…ed altri come lei.

Aveva rapidamente scoperto un altro mondo, uno sotterraneo popolato da uomini e donne che avevano votato la propria vita al dare la caccia ai vampiri, proprio come lei. Un mondo di persone legate le une alle altre, un mondo del quale lei si serviva, rifiutando di farne parte.

Perché lei lavorava da sola. Si fermava in una città solo il tempo necessario per fare il suo lavoro, eppure in ogni città cercava lui.

In ogni città, cercava Seth.

Nell’ambiente, sostenevano che era fredda come ghiaccio, una bastarda, peggiore anche dei succhiasangue che uccideva con tanta efficienza.

Kate non sorrideva.
Kate non faceva amicizia.
Kate non esitava ad uccidere.

Kate uccideva vampiri: uomini, donne, bambini, occasionali compagni di ronde…una volta morsi, non esistevano differenze per lei.
L’esitazione non era contemplata.
I sentimenti non erano contemplati.

Kate…aveva lasciato se stessa in quel maledetto buco in mezzo al deserto

Ed il suo cuore era andato via in una convertibile rosso sangue, sotto il sole di una mattina messicana; così diverso dal freddo di quella notte canadese. Una notte senza stelle.
Perfetta per i vampiri di quella città.

Svoltò un angolo, seguendo l’istinto, per qualche strano motivo sapeva sempre quando era seguita. Se lo era, e non lo escludeva, si sarebbero fatti avanti in un modo o in un altro.

E comunque non era degli umani che aveva paura. Era passato da un pezzo il tempo in cui una pistola puntata alla testa la spaventava.

Tempo, da quando aveva urlato…tempo da quando aveva pianto.

Strinse leggermente gli occhi: un ragazzo ed una ragazza camminavano poco più avanti.

La ragazza era umana…e leggermente ubriaca.
Lui…era alto, vestito in jeans ed un maglione, circondava le spalle della ragazza con un braccio.

Erano stati entrambi nel bar dove lavorava, quella sera, ma era stato lui ad aver attirato la sua attenzione. Kate aveva notato come avesse fatto ubriacare la ragazza, come avesse giocato con lei, abbagliandola con promesse di piacere, nel modo in cui l’aveva baciata, toccata, stretta a se.

La ragazza rise, aggrappandosi leggermente a lui, mentre con una mano infilata nella tasca del cappotto sembrava stesse cercando qualcosa, le chiavi di casa, forse. Si avvicinò piano, il vento che le scompigliava leggermente i capelli.

Era calma, fredda. Non provava alcun’emozione
Non la eccitava uccidere vampiri.
Non la soddisfaceva.
Non cercava di vendicare la morte di suo padre e suo fratello.

Kate uccideva vampiri perché quella era l’unica cosa che sapeva fare.
Ed era brava. Aveva imparato in fretta, ed aveva avuto un ottimo insegnante.

Kate avanzò ancora, cautamente, con gli anni aveva imparato ad essere silenziosa quanto i vampiri se voleva. I due poco lontano da lei, intanto, cominciavano a baciarsi, calcolò mentalmente la distanza che la separava da loro, chiedendosi se avrebbe fatto in tempo.
Decise di sì, mentre rafforzava la sua presa sul paletto.

Proprio in quel momento la ragazza inarcò la testa, offrendo la gola all’altro e Kate si trattenne dall’alzare gli occhi al cielo, esasperata!
Dannata oca, stava rendendo tutto più complicato!

Kate continuò ad avanzare contando mentalmente fino a dieci, era quanto di solito ci voleva per un vampiro a mutare volto rivelando il demone, prima di cominciare a cibarsi, creando così un altro vampiro.

Aveva anche la pistola con se, ma sapeva che con tutta probabilità non avrebbe fatto a tempo ad usarla. E comunque era raro che usasse armi da fuoco per strada: avevano la fastidiosa tendenza ad essere troppo rumorose. E Kate non voleva attirare l’attenzione: tenere il profilo basso era essenziale nel suo lavoro!
 
Il volto del ragazzo, un volto piuttosto attraente, si trasformò in una maschera orribile, una sorta di incrocio tra un umano ed un felino, quando lei gli fu addosso.

Nessuno si aspettava tanta forza da lei: né i vampiri, né cacciatori di vampiri. Non sapevano, non immaginavano neppure le ore che dedicava agli allenamenti, ore rubate al sonno.

Succedeva ancora, succedeva spesso. Le accadeva di svegliarsi col fiato serrato in gola, ed il battito stolido nel suo petto ad assordarla in quel camper che, improvvisamente, diveniva troppo grosso e soffocante, come il ventre di un enorme animale. Un animale morto.

Col passar degli anni si era resa conto che i sogni peggiori non erano gli incubi. I sogni peggiori erano quelli che la facevano sorridere, quelli in cui era felice con la sua famiglia o…Seth.
Erano quelli i sogni peggiori.
Ed allora il sudore, i muscoli che le dolevano per i troppi esercizi erano l’unico rimedio.

Era forte, Kate. Era forte abbastanza da sorprendere il vampiro e allontanarlo dalla ragazza. L’essere emise un suono, molto simile ad un ruggito, mentre si avventava su di lei. Kate si sottrasse abilmente. Non era veloce quanto il vampiro, ma lo era abbastanza da confonderlo.

Doveva solo impedire al figlio di puttana che ora le era piombato addosso di morderla. Non che le importasse un granché di vivere o morire; voleva solo far fuori il maggior numero possibile di succhiasangue prima di andarsene.

Sentì la ragazza allontanarsi e strinse i denti, mentre ancora riusciva a tenere a bada il vampiro.
Beh, quella era una buona notizia, almeno parte della missione era andata in porto…ora toccava all’altra parte: uccidere il succhia sangue. Prima però, pensò stringendo i denti, doveva staccarselo da dosso!

Era molto forte, da tempo non ne incontrava uno così.

Il vampiro la guardò sogghignando, montando sopra di lei, il volto una maschera di eccitazione e rabbia a rendergli ancora più terrificanti i tratti.

Il sogghigno dell’essere divenne sprezzante quando disse: “Quando avrò finito con te, ragazzina, diventerai la mia cagna…ma prima ti pentirai di essere mai venuta al mondo. Sarà lento…e doloroso…te lo giuro…”

Il vampiro le afferrò un polso e lo sbatté contro l’asfalto e Kate lasciò andare la presa sul paletto, gemendo.

“Mi piaci quando gemi,” Ringhiò lui: “E lo farai un sacco per me!”

Kate sgranò gli occhi.
Non aveva paura. Sapeva che sarebbe accaduto alla fine.
Sapeva che non sarebbe potuta durare per sempre.
Sei anni erano stati lunghi quasi il tempo di una vita.
Le dispiaceva solo di morire per mano di un’idiota di vampiro.
Le dispiaceva solo di non aver potuto rivedere un’ultima volta Seth.

Chiuse gli occhi mentre l’orrido volto del vampiro si avvicinava al suo collo e non poté fare a meno di rabbrividire.

Ecco, bellezza pensò, il capolinea…

Riusciva a sentire il fiato freddo del vampiro sul suo collo: era marcio…come la sua carne. Provò un’ultima volta a liberarsi, ma invano…era davvero troppo forte.

Strinse gli occhi, domandandosi per qualche istante se avrebbe avuto abbastanza tempo per uccidersi, prima di diventare una succhiasangue…suo padre, un uomo di Dio, la persona migliore che avesse mai conosciuto, ci aveva messo mezz’ora…quanto tempo avrebbe avuto lei?

Sentì la lingua ruvida del vampiro leccarle il collo per un istante, prima che una voce…una voce che credeva non avrebbe mai più sentito urlasse: “Ehi, cazzone! ”

Senza darsi il tempo di pensare, ignorando il battito disperato del suo cuore, approfittò della distrazione del vampiro su di lei e lo scalciò, facendosi poi leva sul corpo di lui, per rimettersi in piedi.

Efficiente. Fredda come ghiaccio.

Una bastarda, peggiore persino dei succhiasangue. Il paletto penetrò nel torace del vampiro, come al solito con estrema facilità, come affondare un coltello rovente nel burro.

Fece un passo indietro, tenendosi lontana dal sangue. Ansimava, sebbene non ne fosse consapevole. Osservò distaccata il sangue del vampiro, le sue carni esplodere.

“Kate?”

La voce…la voce di lui era incredula.

Sei anni. Aveva atteso sei anni, sperato sei anni.

Si voltò lentamente, il cuore…da quant’era che il cuore non le batteva tanto forte?  Onestamente non riusciva a ricordarlo, ed in quel momento non le importava.

Seth…
Seth era davanti a lei, come in uno dei suoi sogni.

Seth… vestito di nero, un lungo cappotto ad avvolgerlo, quasi come l’eroe di un fottuto romanzo.
Seth… con fili grigi alle tempie, più di quanti ne avesse avuti sei anni prima e la barba incolta.

Seth che le si stava avvicinando.
Kate fece un passo indietro, mentre il mondo, tutto il suo mondo diveniva bianco, di un bianco intenso, prima che l’oscurità, si impossessasse di lei, reclamandola.

Il suo ultimo pensiero, mentre le braccia di Seth l’afferravano, prima che toccasse l’asfalto, fu che non aveva dimenticato niente di lui.
Pensò a quanto la sensazione di essere stretta a lui, era esattamente come ricordava: anche in quel momento era in grado di farla sentire al sicuro. Non lo aveva dimenticato…ricordava ogni singolo dettaglio.
Pensò mentre chiudeva gli occhi, che anche il suo odore non era cambiato.

*    *    *
Continua...

 

 

 

 


 

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