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Archivio Maggio 2007

Broken Wings parte 3

di fioredargento

04/05/2007 - 01:30


Disclaimer e note nella prima parte.

 

 

Sole.
Fù il sole a svegliare Kate Fuller. Non che quella fosse esattamente una novità ...la novità stava nel fatto che quello nel quale si trovava non era il suo letto.

La ragazza aprì gli occhi e sollevò piano la testa, guardandosi attorno, aggrottando la fronte per qualche secondo.

Dove diavolo si trovava?

Le ci volle qualche secondo, prima che gli eventi della notte precedente le tornassero alla mente.

Seth.

Seth Gecko era sbucato dal nulla la notte prima e le aveva salvato la vita, distraendo il vampiro che stava per ucciderla. Istintivamente si portò una mano al collo e, pur sapendo di non essere stata morsa, non poté trattenere un sospiro di sollievo.

Era svenuta. Caduta come un sacco di patate.

Kate Fuller non era mai svenuta. Mai.

Non era svenuta quando sua madre era morta, non era svenuta quando Seth e Richie le avevano puntato una pistola alla testa, non era svenuta neanche quando la sua vita era andata a puttane al Titty Twister.

Aveva passato gli ultimi sei anni della sua vita completamente sola, a combattere, e non aveva mai perso i sensi. Evadere con la mente ed andare a caccia di farfalle? Quello sì, le era accaduto...
Ma svenire? Lei? Mai!
Fino alla notte precedente!

Che cazzo le era preso la notte prima?

Scosse la testa. Non importava...ormai era accaduto, ed aveva imparato molto tempo prima a non piangere sul latte versato.

Abbassò la testa, notando che era ancora vestita, le uniche cose che mancavano erano le armi, il cappotto e gli anfibi che, scoprì subito, erano appoggiati su una sedia poco lontana dal letto.

Non si stupiva. Seth Gecko era un assassino, un bastardo per molti versi, ma era a suo modo  un gentiluomo.
Anche quando tutto era andato a farsi fottere, quella notte di sei anni prima, con lui si era sentita al sicuro.

Un piccolo sorriso le increspò le labbra mentre si alzava, solo per poi ammiccare quando si rese conto di due cose: aveva dormito tutta la notte, senza sogni...ed aveva fame.

Kate aveva davvero fame...per la prima volta da anni. Negli ultimi sei anni, parte della disciplina che si era imposta era stata il cibo. Doveva essere forte, non poteva permettersi di digiunare, non se voleva essere efficiente. Il fatto che il cibo la disgustasse, che non ne avvertisse il sapore, era del tutto ininfluente.

Si infilò le scarpe mentre, ancora, il sorriso non abbandonava le sue labbra. Era strano sorridere. Strano sentire le sue labbra distendersi in qualcosa che non fossero smorfie di dolore dopo i suoi allenamenti o dopo le ronde.

Rimase per un attimo immobile, mentre considerava se prendere o meno la pistola, decidendo, poi, di farlo. Quella pistola era stata la sua migliore amica negli ultimi sei anni, l'unico oggetto al quale tenesse...le aveva salvato la vita in più di un'occasione...
Ed era di Seth.

Uscì dalla piccola camera da letto solo per fermarsi quando vide Seth addormentato sul divano, i piedi su una sedia, la testa reclinata in avanti.

Era più pallido rispetto a sei anni prima, quasi come se non avesse passato molto tempo al sole. Kate aveva notato le due pistole e la cintura che contava una discreta quantità di paletti, aveva intravisto il crocefisso. Possibile che...anche lui desse la caccia ai vampiri?

Fece un altro passo nella stanza e sobbalzò quando Seth scattò in piedi, producendo dal nulla una piccola pistola e puntandogliela contro.

"Cazzo, Kate, stavo per spararti!" Disse lui.

Kate sollevò un sopracciglio: "Buon giorno anche a te, Seth..." Disse.

Seth sbatté gli occhi per un secondo, prima di riporre la pistola nella tasca posteriore dei pantaloni.

Kate fece un altro passo, avvicinandosi a lui. Aveva sognato...a dispetto di se stessa quel momento per sei anni, aveva sperato per sei anni di rivederlo..ed ora che era nella stessa stanza con quell'uomo, non riusciva a spiccicare una parola.

Avrebbe voluto colpirlo, per averla lasciata sola...dopo averle fottuto la vita.
Avrebbe voluto gettarsi tra le sue braccia e baciarlo fino a farlo rimanere senza fiato.
Avrebbe voluto ringraziarlo per averle salvato la vita, la notte prima.

Invece, si schiarì la gola, ed ancora non riuscì a parlare.

Fu Seth a farlo, mentre si dirigeva nella parte della stanza che fungeva da cucinino domandò: "Hai dormito bene?"

Kate annuì leggermente: "Come un sasso...". Si strinse nelle spalle, affondando le mani nelle tasche dei jeans mentre aggiungeva: "Grazie per ieri sera...sai per..."

Seth inarcò un sopracciglio commentando: "Mi trovavo a passare..."

"Il Canada è un bel po' lontano da El Rey" Disse lei.

Seth si strinse nelle spalle, mentre recuperava da uno stipo una confezione di merendine al cioccolato e l'apriva, lanciandogliene poi un paio.

"El Rey non era un granché..." Disse, prendendo a sua volta un paio di merendine e tornando nel salotto.

Kate masticò lentamente la prima merendina, assaporandone il sapore dolce, dopo qualche secondo mormorò: "Sembrava essere la cosa più importante del mondo per te..."

Il volto di Seth si rabbuiò per un istante, l'uomo gettò la merendina, alla quale aveva dato solo un morso su un tavolino, e disse: "La vita è fottutamente strana...lo sai, no?"

Kate appallottolò l'involucro della merendina bofonchiando: "Dillo a me..."

Altro silenzio. Kate non sapeva se piantare una pallottola in mezzo agli occhi dell'uomo, o chiudere la distanza che li separava e ficcargli la lingua in gola.

C'erano stati uomini...in quei sei anni. Scopate consumate nei sedili posteriori di auto, o nel retro di furgoncini, o in camere di motel. C'erano stati uomini senza nome, di cui non aveva conosciuto che il corpo, per poche ore. Al pari degli allenamenti, erano stati modi per tenere a bada sogni ed incubi, per passare le ore che la separavano dalla notte e dall'uccidere vampiri. Li aveva desiderati quegli uomini? Non ne era sicura.

Desiderava Seth?

Sì. Lo desiderava...ma desiderare non era un lusso che poteva concedersi, accantonò quindi i suoi pensieri, soprattutto quando Seth disse: "Così...dai la caccia ai fottuti vampiri?"

Kate scrollò le spalle. "Già..." Disse solo. Si lasciò cadere sul divano e fu sorpresa quando Seth fece qualche passo e si mise a sedere accanto a lei mentre chiedeva: "Perché?"

"Perché no?" Domandò lei di rimando.

Seth la guardò come se le fosse improvvisamente spuntata una seconda testa...o un terzo occhio in mezzo alla fronte.

"Perché..." Cominciò lui, prima di sollevare le mani in aria e scrollare le spalle.

"Non era quello che volevo..." Cominciò lei.

S'interruppe. Come poteva spiegarglielo? Forse Seth aveva creduto che lei fosse tornata negli Stati Uniti, avesse finito la scuola...e ci aveva pensato, per qualche ora, fino al tramonto...quando si era ritrovata a combattere altri vampiri, incazzati neri per quanto era accaduto la notte prima.

Dopo la seconda notte, della quale conservava un ricordo estremamente nebuloso, combattere i vampiri era stata l'unica cosa sensata da fare, l'unica cosa che riusciva a fare bene. L'unica cosa che le importasse fare.

"E tu?" Domandò invece.

"Io cosa?" Chiese Seth.

"Giri sempre con un crocefisso e dei paletti o li tieni con te in caso servano...?"

Seth si strinse nelle spalle. "Detesto quei figli di troia..." Disse a bassa voce, come se spiegasse tutto...ed incredibilmente, era così. Le bastò un'occhiata, per scorgere dettagli che le erano sfuggiti fino a qualche secondo prima, dettagli del viso di Seth, che contava rughe dannatamente simili alle sue...rughe derivate da troppe ronde, troppi incubi e troppa paura.

"Sono stato ad El Rey per qualche mese...finiti i vampiri della zona, sono riuscito ad andarmene da quel cesso ed ho cominciato a girare..."

Kate annuì alle parole dell'uomo. Ricordava come Seth avesse combattuto quella notte...come avesse rifiutato di arrendersi, fino all'ultimo. Ricordava di come si fosse stretta a lui, mentre erano circondati da vampiri.

Se n'era andato via a bordo di una convertibile rosso sangue, solo per continuare quello che aveva cominciato quella notte. Cosa che aveva fatto anche lei.

 Sì, pensò, la vita era fottutamente strana

"E così ti sei ritrovato in Canada?" Domandò.

"Ho sentito parlare di una colonia piuttosto grossa..." Spiegò lui.

Kate sorrise, per un istante, prima di dire: "Anch'io...sono arrivata qui una decina di giorni fa"

Seth annuì brevemente alle sue parole: "Arrivare qui è stato un casino, e come se non bastasse fino a questo momento... " Si strinse nelle spalle: "nada de nada..."

Quando, in seguito, Kate si ritrovò a pensare a quella mattina, ricordò soprattutto di come Seth e lei, si fossero ritrovati a parlare, per ore, delle loro esperienze negli ultimi sei anni, dei vampiri che avevano ucciso, di quelli che volevano uccidere...delle armi che preferivano.

Si ritrovò a pensare al fatto che avessero sorriso, entrambi.

Si ritrovò a pensare che erano state due persone maledettamente sole per troppo tempo...e che entrambi, si erano sentiti per la prima volta da tantissimo tempo, a casa.

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