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Archivio Aprile 2007

di fioredargento

29/04/2007 - 00:57

The passion of Darkly Noon

Ne avevo vista qualche immagine online, attirata dal fatto che vi recitasse Ashley Judd, di cui sono ammiratrice, ma non avevo nemmeno idea di come si chiamasse... poi, ieri, l'ho trovato in edicola, l'ho preso, ed oggi sono riuscita a vederlo...
Per arrivare immediatamente a consigliarlo, sebbene mi renda conto di come non si tratti di un film " facile" da apprezzare. E mi senta obbligata a premettere che si tratta di una pellicola assolutamente inadatto ad un pubblico non adulto.

Detto ciò, partiamo dal punto dolens di gran parte della produzione straniera importata in Italia : la traduzione dei titoli!
Voi mi dovete spiegare, infatti, che cavolo c'entra l'italiano " Sinistre ossessioni" con l'originale " The passion of Darkly Noon"!
No, dico, tradurlo semplicemente " La passione di Darkly Noon" avrebbe comportato una qualche penale? sarebbe stato disonorevole ?! No, se qualcuno lo sa mi illumini, per cortesia!!

Ma non ci soffermiamo su questo argomento, altrimenti rischio un travaso di bile!
Perlomeno, si può derivare una qualche soddisfazione dal fatto che questo bieco adattamento del titolo centri in pieno quello che è il nucleo e l'essenza intera del film : un'ossessione.
Perchè la pellicola di questo parla; di un'ossessione.
Un'ossessione che cresce, che diventa morbosa, che corrompe e distrugge come una cancrena. Tanto più purulenta e mortale tanto più viene negata e nascosta, come la corazza di ferro spinato che il protagonista di lega attorno al petto, tanto più si cerca di vincerla. Perchè non si può vincere un sentimento malato come quello che il giovane Darkly Noon, unico superstite di una famiglia di fanatici religiosi nutre per Callie, ragazza selvaggia e bellissima che lo ha soccorso ed accolto in casa sua.
Callie è come una ninfa pagana, una creatura dei boschi, che dei boschi ha la pericolosità e l'innocenza. Non è assolutamente consapevole della propria bellezza, della intollerabile tentazione che rappresenta per Darkly, da sempre abituato a reprimere le proprie pulsioni, e, contemporaneamente, appassionata amante di Clay, l'uomo, muto e selvaggio quanto lei, con cui vive.
Callie è carne e fuoco che non sa di incendiare.
Ha le reazioni istintive di una bambina e un corpo che pare un inno alla carnalità, che espone con innocenza e inconsapevolezza.
E sarà proprio questo connubio all'apparenza impossibile a condurre Darkly alla follia.
Perchè così assurdo appare ai suoi occhi l'affetto che Callie, evidentemente, nutre nei suoi confronti, il modo in cui si muove, in cui sembra provocarlo, per poi fermarsi entusiasta a parlare di Clay, o a chiedere " perchè" non possa spogliarsi davanti a lui...
Così assurda gli appare questa totale mancanza di convenzioni, proprio a lui, che di regole e convenzioni è sempre vissuto, che solo l'imputare a lei ogni cosa , solo crederla una strega gli è infine di malato, folle conforto.
C'è una tale incompatibilità fra quel che prova per lei , fra le reazioni del suo corpo alla sua vista, e quello in cui è stato abituato a credere, che Darkly cerca prima di porre un freno alla sua ossessione con punizioni fisiche e autoflagellazioni, per poi convincersi, spinto in questo anche dalla vecchia e rabbiosa Roxy, che la colpa sia solo di Callie, dell'incantesimo che gli ha riversato addosso.
Proprio come la stessa Roxy, in realtà madre di Clay, imputa alla ragazza l'ossessione nei suoi confronti del marito, morto di infarto mentre cercava di violentarla.
Ma mentre Roxy, ritiratasi a vivere da sola nella foresta, finisce col togliersi la vita, Darkly viene convinto dalla sua follia che il suo compito sia quello di eliminare, punire la strega.
E ci riuscirebbe anche, in un finale drammatico, se non fosse fermato da una pallottola al cuore, e , prima ancora, dalla voce della stessa Callie, che gli dice, semplicemente, "ti amo".
La stessa Callie che, nonostante tutto, piange disperatamente sul suo cadavere.


E' bello questo film, nonostante a molti possa sembrare il sito thriller della follia.
Bello per i personaggi che il regista e sceneggiatore PhilipRidley è riuscito a disegnare, e per gli inquietanti interrogativi che pone.
Per quanto riguarda il primo punto, infatti, accanto alla Callie di una strepitosamente bella, bravissima, innocente e peccaminosa Ashley Judd, e all'inquietante Darkly di Brendan Fraser, troviamo il Clay interpetato da Viggo Mortensen.
Muto, gentile e forte, è come una sorta di personalizzazione della foresta in cui ama vagare per giorni interi. Con i fischi con cui attira l'attenzione , i giochi di prestigio e la sollecitudine per gli altri, e insieme la furia con cui difende coloro che ama.
ha occhi puliti, Clay, occhi con cui Viggo Mortensen sa parlare, anche senza proferire un verbo. E l'essenza di tutto il suo personaggio potrebbe essere colta parafrasando una battuta di Callie :" Solo Clay potrebbe tirar fuori una canzone da una radio rotta ".
Ma non sono solo trama, personaggi e interpreti , come ho detto, a rendere interessante... ed inquietante... questo film, quanto la serie di interrogativi che ci pone... le scene che ci fa guardare, come attraverso uno specchio, e che appartengono al nostro passato... e al nostro presente.
Erano, infatti, proprio questo le streghe, anche nei secoli scorsi?
Erano come Callie, creature, alle volte, ingenue e inconsavoli dei desideri che accendevano negli altri? Uomini che, magari, si fustigavano, martoriavano il proprio corpo come Darkly?
Quante donne, quante innocenti, sono state denunciate e arse vive per mano di uomini che reputavano dovessero essere imputati a loro e solo a loro, al potere magico che non potevano mancare di esercitare, i pensieri e le azioni carnali, peccaminosi, che altrimenti non avrebbero mai potuto macchiare i loro animi puri?
Che ripetevano, a se stessi e agli altri, di fare la volontà di Dio, di rendere a Lui vendetta, compiendo tali delitti?
Quante Callie scivolavano sorridendo fra i boschi, e quante Roxy le osservavano, livide ed invidiose, dal folto della foresta ? E quanti Darkly hanno alzato su di loro spade sporche di sangue, per lavare un peccato che era solo il proprio ?
Per quanti secoli si è imputato alle donne il peccato degli uomini? E per quanti l'innocenza è stata macchiata come una colpa?
E oggi?! Sono diverse le cose, oggi?
Oggi che , in piena prima serata, sentiamo dire in Tv che è colpa di una ragazza che cammina in minogonna, se viene aggredita ?
Che ancora, in pieno XXI secolo, viene vomitata addosso alle vittime la bestialità dei carnefici?
In cui, addirittura , si incolpano le madri che vestono le figlie come bambole ( cosa di per se scellerata) dello schifoso comportamento dei pedofili?
A ben vedere, The passion of Darkly Noon parla di tutto questo, e di altro ancora.
Parla del nostro passato, ma anche anche del nostro presente. E in modo, ovviamente, enfatizzato, di quello che facciamo un pò tutti noi.
Quando perdiamo di vista i veri valori, e ce ne costruiamo di nostri.
Quando ci mettiamo con un uomo sposato, perchè " è la moglie che non lo soddisfa", quando tradiamo un'amica " perchè se l'è meritato", quando mentiamo a un genitore perchè " è lui ad essere antiquato".
Quando giustifichiamo noi stessi perchè non abbiamo il coraggio di guardare in faccia l'orrore che è dentro di noi.
Ed è più facile accusare colui che stiamo colpendo, anzichè ammettere che lo stiamo facendo perchè lo vogliamo, o, semplicemente, per trasmettere a lui il nostro peccato. Per stare meglio.
Perchè nello stesso modo malato di Darkly Noon, arriviamo a pensare che fare del male alla stessa persona che è già nostra vittima possa essere per noi una catarsi.
Perchè Dorian Gray non è l'unico ad avere paura del suo vero aspetto.
Di tutto questo parla The passion of Darkly Noon, per chi ha la voglia di approfondire un pò...
Ma... naturalmente.. lo si può anche guardare perchè, semplicemente, siamo amanti dei thriller!!!!

 

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Broken Wings part 2

di fioredargento

27/04/2007 - 00:59

Perché la sua vita doveva essere sempre, sempre così fottutamente complicata?

Seth Gecko digrignò i denti, sistemandosi contro il torace la donna svenuta.

Doveva essere una ronda di routine, prima di andare a dormire. Aveva adocchiato il figlio di puttana quella sera, quando lo aveva visto uscire da un locale con la vittima prescelta per la notte: la solita oca bionda, che avrebbe dovuto sapere che rimorchiare sconosciuti nei locali, soprattutto in certi locali, era una stronzata.

Aveva seguito il vampiro - perché aveva avvertito subito che si trattava di un vampiro, i peli della nuca gli si erano rizzati, allertandolo del pericolo - pronto a ficcargli un palo nel cuore e concludere così, la serata.

Avrebbe dovuto essere una ronda di routine ed, invece, si era ritrovato davanti il volto di una ragazza che aveva sperato di non vedere mai più, una alla quale aveva fottuto la vita sei anni prima.

Aveva provato a dimenticare.

Aveva passato i primi due mesi dopo quella notte al Titty Twister, pieno di alcool fino agli occhi...cercando di dormire... senza riuscirvi.

Lui un assassino...aveva avuto paura del buio.
Lui un assassino... aveva avuto paura di chiudere gli occhi.
Lui un assassino... aveva passato due mesi con gli occhi sbarrati, nel buio, a bere alcool che non riusciva a stordirlo.

Aveva cercato di tornare alla sua vita normale, ma la sua mente continuava a bloccarsi, a fermarsi a quella notte...e a Kate.

Aveva detto di essere un bastardo, ma non tanto bastardo. Aveva continuato a pensare a quelle parole anche quando, mesi dopo averle pronunciate, aveva cominciato a cercarli, a cercare vampiri, forsennatamente...pensando che solo in quel modo sarebbe riuscito a riposare... Ed incredibilmente, aveva avuto ragione.

Ucciso il primo cazzo di vampiro, aveva poi dormito come un bambino.

Uccidere vampiri era diventato il suo personale sonnifero, meglio di un valium(, meglio di tutto il Jack Daniel's(  del mondo.

Era stato presto introdotto in un mondo del quale non aveva mai neanche immaginato l'esistenza... quello dei cacciatori di vampiri. Era un mondo sotterraneo con regole che, neanche a dirlo, ignorava bellamente, un mondo fatto di gente che dormiva poco, sognava troppo ed uccideva succhiasangue come fosse la cosa più normale del mondo.

Aveva tenuto un profilo basso, nel mondo del crimine, aveva imparato presto a prendere ai succhiasangue soldi, armi, auto, oltre che le loro cazzo di vite.

Aveva girato tutto il Sud America, eliminando vampiri con la stessa freddezza, la stessa precisione, con la quale aveva ucciso esseri umani. Aveva girato tutto il Sud America, prima di dirigersi verso Nord.

Con la mente tornava spesso alla notte al Titty Twister, alla morte di suo fratello...e alla famiglia Fuller.

Tutti morti per colpa sua, e di tutte le morti di cui era responsabile, quelle erano le uniche di cui gli importasse davvero qualcosa.

Si era domandato per molto tempo se Kate fosse riuscita a sopravvivere o se, invece, avesse baciato la canna della pistola che aveva buttato a terra poco prima che se ne andasse a bordo di quella cazzo di convertibile rosso sangue.

Non aveva cercato di informarsi, che senso avrebbe avuto?
Aveva lasciato una ragazzina, da sola, in Messico.

Aveva lasciato una ragazzina che aveva appena perso la sua famiglia, fingendo di essere nobile.
Che cazzo di senso avrebbe avuto?

Poi, un paio di anni prima, aveva cominciato a sentire voci su una ragazza, una ragazza che andava in giro su un vecchio camper, una ragazza che spaventava i cacciatori di vampiri, per quanto era fredda, per quanto era spietata.

Non gli ci era voluto molto per capire che quei racconti parlavano tutti della stessa ragazza, tutti di Kate Fuller.

Non l'aveva cercata...aveva, anzi, provato a starle alla larga.

Fino a quella sera.

L'aveva vista...mentre seguiva il cazzone...aveva visto il suo corpo magro muoversi silenziosamente, aveva visto i capelli di lei, incredibilmente lunghi, raccolti in una coda di cavallo con un elastico, aveva visto i jeans logori, ed il cappotto troppo largo.

E poi l'aveva vista combattere...ed era rimasto senza parole. La ragazza aveva avuto potenziale sei anni prima: era stata agile e dai riflessi pronti, ma troppo piena di paura.

La donna che aveva visto combattere era stata fredda, senza paura.
Gli aveva ricordato se stesso...

E poi, il figlio di troia dalla faccia da gatto aveva quasi avuto la meglio...ed era stato allora che era intervenuto.

Aveva ricordato la promessa fatta a Jacob Fuller sei anni prima. Aveva promesso che non avrebbe permesso che facessero del male a Kate.

Si, d'accordo, lo aveva promesso in relazione a suo fratello...ma Seth Gecko manteneva sempre le sue promesse.

O, almeno, questo era quanto si era detto, mentre distraeva il vampiro permettendo a Kate di ucciderlo. 

Il volto di Kate quando si era voltata, dopo aver udito la sua voce, mentre le si avvicinava, gli era sembrato troppo pallido...vecchio e giovane insieme. Era rimasto immobile come un perfetto idiota, mentre lei faceva lo stesso.

E poi, era svenuta.

Detestava quando le donne svenivano....e detestava soprattutto quando lo facevano in una strada semideserta, dopo aver fatto fuori un vampiro.

Abbassò la testa e, a dispetto della rabbia, si ritrovò a sorridere. Aveva sempre avuto un debole per Kate Fuller ...

Non che avesse passato gli ultimi sei anni a sospirare come un fottuto liceale alla fottuta prima cotta...o che avesse passato sei anni in castità...quello che provava per la ragazzina era una cosa solo sua...una cosa sulla quale non amava soffermarsi, una cosa che entrava nei suoi sogni, e che gli faceva alzare le tende quando si parlava dell'ammazza vampiri che girava in un camper.

Camminò fino alla sua auto. L'aveva presa ad un succhiasangue qualche settimana prima, in una città di cui non ricordava neanche il nome. Cambiava auto quanto più spesso possibile, gli ultimi sei anni gli avevano davvero insegnato qualcosa quanto a tenere un profilo basso.

Cazzo, gli ultimi sei anni gli avevano insegnato un sacco di cose, riguardo ad argomenti di cui avrebbe preferito ignorare l'esistenza!

Sapeva uccidere vampiri in migliaia di modi, sapeva quanto ci mettevano a trasformarsi, i loro punti di forza, quelli deboli. Sapeva che il loro sangue puzzava e che ci volevano almeno due docce prima di togliersi quelle schifezze dalla pelle.

Sapeva che in ogni città nella quale si trovasse, per quanto in culo al mondo, poteva contare di trovarne sempre qualcuno...ed insieme a loro i cacciatori di vampiri.

Sapeva che i cacciatori di vampiri erano tutti uguali: vestivano di nero, erano troppo pallidi, e lo sguardo nei loro occhi era sempre leggermente allucinato, quasi come se si fossero fatti un trip finito male.

Si chiese per un momento se anche sul suo, di viso, ci fosse quell'espressione allucinata di chi aveva visto cose da incubo.

Decise di fottere quel pensiero sul nascere mentre sistemava Kate sul sedile accanto al suo. Avrebbe scaricato la ragazzina da qualche parte, magari in casa di qualche ammazza vampiri ed avrebbe tagliato la corda alla velocità della luce.

Questo si disse, quelli erano i piani formati dalla sua mente, eppure, si ritrovò fuori lo stabile dove viveva, senza capire il perché.

Così come senza capire il perché, la prese tra le braccia e la portò in casa, adagiandola poi sul suo letto.

Perché doveva sempre incasinarsi la vita?

Inclinò la testa di lato, cercando di rilassare i muscoli tesi del collo, prima di sfilarsi il cappotto. Continuò a gettare un'occhiata verso il letto, mentre si liberava delle armi che portava sempre con se: due pistole, la 44 per gli umani e quella speciale, quella con proiettili sui quali incideva croci per poi farli benedire da qualcuno dei preti ammazza vampiri, posò la cintura porta paletti ed infine la croce...

Se qualcuno gli avesse detto che avrebbe girato, un giorno, con un crocefisso, gli avrebbe probabilmente piantato una pallottola in mezzo agli occhi.

Kate dormiva profondamente, ora. Era passata dall'incoscienza al sonno senza aprire gli occhi neanche per un secondo, e Seth scosse la testa, mentre usciva dalla camera da letto per recuperare una birra dal piccolo frigo portatile.

Quello dove viveva non era che un buco: una piccola camera da letto, un salottino-cucina ed un bagno. Lo aveva scelto perché il padrone di casa non aveva fatto domande, i vicini non rompevano le palle e perché era vicino ad una chiesa...rendeva più semplice recuperare l'acqua santa.

Si fermò con la bottiglia di birra a qualche centimetro dalla sua bocca. In cosa cazzo si era trasformato? Quando, esattamente, aveva cominciato a far ruotare la sua vita attorno ai vampiri e al modo di ucciderli?

Sapeva che doveva farlo...e non per ragioni altruistiche...doveva uccidere vampiri, altrimenti non riusciva a dormire e mentre teneva gli occhi sbarrati nel buio, le ombre divenivano mostri...le ombre divenivano Richie, dal volto distorto, le ombre divenivano Jacob Fuller, il cui sguardo, una volta divenuto vampiro era stata la cosa più terribile che avesse mai visto. Le ombre divenivano Sex Machine, Santanico Pandemonium, le ombre divenivano il corpo di Scott, il fratello di Kate, mentre veniva martoriato dai vampiri.

Le ombre divenivano Kate, ed il suo corpo magro, stretto al suo, le ombre divenivano le braccia di lei che si avvinghiavano alle sue, implorandolo di non lasciarla, mentre venivano accerchiati dai vampiri.

Doveva uccidere quei cazzo di demoni. Non aveva altra scelta.

Tutto il resto, si rese conto, aveva smesso di avere significato...quand'era stata ultima volta che aveva fatto una rapina? Quand'era stata l'ultima volta che aveva ucciso un essere umano?

Non lo ricordava.

Digrignò i denti, bevendo un sorso dalla bottiglia.

Avrebbe aspettato il risveglio di Kate, si sarebbe assicurato che non intendesse svenire di nuovo e poi le avrebbe indicato la porta.

Si lasciò cadere sullo sgangherato divano, tenendo tra le mani la bottiglia.
Doveva solo aspettare.

Sì, ma perché, perché era sempre tutto così fottutamente complicato?

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Premessa : io non sono una fan storica de "La Squadra". E' stata Anna a farmi scoprire questa serie, e diciamo che ho cominciato a seguirla con regolarità, più o meno, dall'arrivo nella serie di Tony Sperandeo, attore che ho sempre ammirato tantissimo, e che non vedevo proprio l'ora di poter vedere in un ruolo da "buono" ! Cosa che si è più che avverata, dal momento che il suo Sciacca non è solo un "buono", ma è un ... " mito" !! :) Premessa fatta, in questi anni mi sono sempre più affezionata alla serie, ai suoi personaggi ed ai suoi interpreti, arrivando a non perdermi un episodio, repliche comprese! Non si stupirà , quindi, nessuno, leggendo del mio disappunto e della mia delusione nell'apprendere, settimana dopo settimana, dei cambiamenti che i produttori di questa serie, che è uno dei fuori all'occhiello della nostra produzione, hanno deciso di imporre alla serie. Imporre, si, dal momento che si tratta di decisioni prese, a quel che ho letto, a tavolino, senza tenere in nessun conto le opinioni dei fan della serie , e tralasciando anche alcuni dati, secondo me, abbastanza rilevanti. Decisioni che comporteranno, nel prossimo futuro, l'uscita di scena di alcuni dei personaggi storici, che verranno rimpiazzati da attori più... come posso dire... giovani e "ganzi" ?!

E' questa, infatti, la piega che sta prendendo la serie, inoltrandosi però lungo un percorso che, io temo, finirà con lo snaturarla, facendo anche venire meno quelli che sono, al momento, i presupposti del suo successo!

Perchè io seguo La Squadra ?! Per ammirare una schiera di affascinanti attori, belli e patinati?! C'è Bones per quello! O ci sono i vari CSI, in cui il peggior agente del sgruppo sfoggia completi firmati che non so proprio come si possano permettere con uno stipendio da poliziotti!!
Per l'umorismo?! Bè, ci sono altre serie, anche poliziesche, che ne hanno da vendere, a partire da NCIS per continuare con molti atri titoli...
Per le trame coinvolgenti?! non me ne vogliano gli sceneggiatori, ma La Squadra non è certo l'unico telefilm con una trama al cardiopalma che ti prende e non ti lascia andare! L'ultima stagione di RIS, così come le precedenti, mi hanno letteralmente inchiodata alla poltrona! E se vogliamo andare oltreocenano, Rete 4 ci propone Law and order SVU, scritto così bene che a volta senti la puzza del degrado della società moderna !
E sempre , ad esempio, Law e order SVU ci da la prova di come esistano anche altri telefilm realistici, così come possono fare altre serie, per non parlare dei vari Film per la Tv e delle miniserie...
Ecco... ho trovato! Per gli attori!! Perchè, forse gli attori di RIS non sono bravi?! O non sono bravi gli attori di Law and order SVU ?! O non sono bravi gli attori di Distretto di polizia ?!
Allora i personaggi... come non amare Sciacca, o Guerra, o Ramaglia... ma questo vuol forse dire che non si ami nello stesso modo la povera Anna Giordano, o Elliot Stabler?!
No... direi proprio che non ci siamo... direi proprio che nessuno di questi è il motivo reale per cui io seguo La Squadra, e come me molti altri fedeli spettatori della serie.
Il motivo per cui io seguo La Squadra è perchè... è La Squadra! Perchè è unico nel suo cuore, nel suo spirito, nel modo in cui è realizzato. Perchè è il mix di tutte le sue componenti a renderlo speciale! E, a parer mio, modificare questo mix significa anche trasformare La Squadra in qualcosa di diverso... non dico obbligatoriamente peggiore, ma diverso!!
La Squadra è come un dolce... assolutamente perfetto nella miscela di ingradienti che lo compongono... se io ne cambio uno, se vario le dosi, o il tempo di cottura, potrò avere la fortuna di inventare una ricetta migliore, o mi potrà capitare di tirare fuori dal forno una emerita schifezza! Ma comunque, senza ombra di dubbio, non otterrò più il dolce originale... quello scritto nella vecchia agenda di cucina della nonna, che mi tiene compagnia ogni domenica da quando sono bambina...

E a questo punto... invece di imbastardire la ricetta... io cambio dolce!!

E così... se devo vedere un telefilm pieno di attori giovani e patinati, ma perchè dovrei rimanere su Rai Tre invece di cercarmi una nuova puntata di NCIS o di Law and Order SVU ?! Se mi devo vedere trame al cardiopalma, ma aspetto che ricominci RIS. Non vedo proprio perchè devo rimanere a guardare come viene smembrato un cast che ho imparato ad amare, e snaturata una serie che ormai è per me un appuntamento fisso !!

Capisco benissimo le rimostranze di Massimo Bonetti, in una bella intervista sul numero corrente di Sorrisi e Canzoni. Anche se io penso che quel che stanno facendo a La Squadra vada ancora oltre la morte del suo personaggio. Perchè, sinceramente, se La Squadra è riuscita a sopravvivere alla morte di Amato, potrebbe anche riuscire a sopravvivere alla morte di Guerra... ma di certo non allo sterminio di tutti i protagonisti storici! Non ad un cambio di rotta così radicale! Non allo sconvolgimento che , a quanto pare, dovrà venire. Già io non sono stata d'accordo con le modifiche di alcuni aspetti di per se peculiari della serie, come il cambio del taglio registico e di montaggio, figuriamoci poi questo!

E nello stesso modo mi sembrano abbastanza deboli le motivazioni  della " controparte "...
Tutte le serie, a un certo punto, devono cambiare... e scusatemi, ma in quale libro sta scritto ?!?!
Chi ha stabilito che per conservare il proprio successo una serie deve per forza modificare la propria formula ?!
E non è forse vero, invece, che proprio un cambiamento radicale nell'alchimia che costituisce il cuore e la base del successo di una serie ha spesso determinato un drastico calo di popolarità e quindi la cancellazione della serie stessa?! Si potrebbero fare moltissimi esempi, in un senso e nell'altro!!
Prendiamo, ad esempio, Law and Order! Sono 16 anni che va avanti, con la stessa formula, e per 14 anni ha avuto gli stessi e identici due protagonisti principali! Non si parla di 8, 9 anni, ma si 16 !! E Stargate SG 1?! Alla decima stagione ancora in corso! Star Treck TNG ?! Sette stagioni con gli stessi protagonisti! E Settimo cielo, alla decima stagione, in corso?!?!
E dall'altra parte, che cosa è successo ad X- Files, quando, all'ottava stagione, hanno ben pensato di cambiare il protagonista principale ?! Crollo di ascolti e finale entro il secondo anno! E lo stesso vale per Angel, che non è sopravvissuto allo stravolgimento dello spirito stesso della serie, e alla spersonalizzazione dei protagonisti. La Bella e la bestia aveva un enorme successo... fuori Chaternine, fuori la serie.

Quel che non si vogliono mettere in testa, i signori produttori o chi per loro, e che, in un mondo in cui così poche cose sono davvero insostituibili, non si può pensare che lo sia una serie tv !! Non si può pensare di aver firmato con gli spettatori un contratto per la vita! Uno spettatore , al contrario, continuerà a seguire un determinato programma fino a che gli darà quel che desiderà, poi utilizzerà il sommo potere del telecomando!!
E quel che io desidero quando accendo la Tv per vedere La squadra, è sorridere di fronte all'atteggiamento da " mamma chiocchia e burbera " di Pettenella, di " padre benevolo" di Guerra. E' domandarmi quando Giulia e Demetrio la smetteranno di fare i cretini e si decideranno a mettere la testa a posto! E' attendere le battute " alla Sciacca" di Sciacca, le sue "intuizioni alla Sciacca" e le sue azioni ancor più " alla Sciacca". Quel che voglio è ritrovarmi come cattivo un Sergio Fiorentini davanti a cui vorresti solo scappellarti. Quel che voglio è vedere davanti a me dei volti veri, scavati dalle rughe, imperfetti! Voglio vedere le pancette accanto alle belle forme, voglio vedere gente che prende a pugni un sacco insieme ad altra che si dedica al " sollevamento" panini. Voglio l'umanità che questi grandi attori sanno dare a questi grandi personaggi. E il tipo di storie che ho imparato ad amare. Non più intricate, non più glam, non più o meno moderne... queste... Perchè se cercassi qualsiasi altra cosa... se cercassi qualcosa di diverso... avrei ampia possibilità di scelta.  Non mi vengano a dire che una Squadra senza Ramaglia, senza Guerra, senza Pettenella, o Alfio, continuerebbe ad essere la Squadra! E' potuta andare avanti dopo gli abbandoni d personaggi amatissimi, come Amato e Guerra, proprio perchè il nucleo rimaneva, arricchendosi, magari, di nuovi personaggi, ma senza disgregandosi mai... mentre quel che vogliono fare adesso è qualcosa che davvero non riesco a comprendere!

Detto ciò, spero che la Tv ci proponga serie nuove, italiane e non, perchè non penso proprio che potrò sopportare lo scempio di qualcosa che ho tanto amato...
Pazienza... pochissime cose  non si possono sostituire...
Il problema, il vero problema, almeno per me, sarà... sopportare i futuri bruciori di stomaco e continuare a guardare questa " nuova Squadra"... o rinunciare ad ammirare quel grandissimo attore che è Tony Sperandeo ?!?!

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Non sono brava a realizzare delle colorizations, sia perchè non ho il tempo per dedicarmici, sia perchè non possiedo delle tecniche precise e particolari come quelle che rendono unici e bellissimi tanti lavori che si trovano in rete... e molte delle persone che li realizzano, diciamocelo, sono assai restie a divulgare i loro segreti!! :P

Comunque sia, questo è un piccolo esempio di quel che "non so" fare....

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di fioredargento

25/04/2007 - 00:27

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di fioredargento

24/04/2007 - 23:59

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La stagione dell'attesa

di fioredargento

22/04/2007 - 18:58

Sarà la primavera che un pò incombe un pò indietreggia di fronte agli ultimi attacchi del generale Inverno, sarà la rarefazione di certe giornate in cui sembra che il tempo non faccia altro che attendere che qualcosa accada, ma sono strane giornate, queste...
Strane sensazioni, stana percezione delle ore, che un momento sono davanti a te, nella loro interezza, e quello dopo sono già scomparse...
Strani ricordi... ne chiari e sfumati...
Strana consapevolezza del mondo stesso...
Se dovessi dare un nome a questa stagione... e se esistesse una ragione logica per farlo... direi che è la stagione dell'attesa...
Un'attesa continua, che vive e si rivela in ogni gesto... e forse è l'attesa stessa a trasmettere questa sensazione di eterna, continua stanchezza... eterna insoddisfazione mista a una stanchezza troppo grande per poter cambiare qualcosa...
Forse è l'attesa stessa... nel tentativo di impedire al cervello di interrogarsi...
Di chiedersi... che cosa è che sta aspettando...
E che cos'è che verrà...
Domani... o fra un mese...
Dietro l'angolo... o più avanti...
Perchè forse, se ci si fermasse... se si smettesse semplicemente di attendere e ci si domandasse che cosa si sta aspettando... sarebbe troppo facile... lasciarsi prendere dal panico...
Dalla paura...
Che cosa si aspetta in questa strana stagione dilatata?!
Grandi eventi o piccole cose... ?
Dettagli che potremmo modificare... o il sopraggiungere di un'onda che non si può arginare?!
E si può davvero fare qualcosa di diverso... dall'aspettare ?

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Broken Wings: Kate & Seth
~ seguito di “From Dusk Till Dawn”~

 Autore: Anna

E-Mail: dueuominieunagatta@hotmail.com

Disclaimer: Seth Gecko, Kate Fuller ed i personaggi di “From Dusk Til Dawn” da me citati in questa fan-fiction, appartengono a Robert Kutzman, Quentin Tarantino, Robert Rodriguez (aka DA MAN…guys, by the way, Sin City rocked my world!) e chiunque detenga i diritti sul film.
I personaggi che non ricordate di aver visto nel film sono, invece, una mia creazione. Non scrivo a scopo di lucro e non intendo violare alcun copyright. Broken Wings appartiene agli Alterbridge e a Mark Tremonti, autore delle parole e delle musiche della canzone. Anche in questo caso non intendo violare alcun copyright, né intendo lucrare sulla canzone, contenuta nell’album: “One day remains”

Rating: NC17 per la quantità industriale di parolacce, sangue e per situazioni sessuali. Angst.

Sommario: sei anni dopo gli eventi che hanno cambiato le loro vite per sempre, le strade di Seth Gecko e Kate Fuller si incrociano nuovamente, per un’altra battaglia. Passato, prsente e futuro sono in gioco per i due. Riusciranno a sopravvivere? Riusciranno a sconfiggere nuovi demoni e vecchi fantasmi?

Nota: From Dusk Til Dawn è uno dei miei film di genere horror preferiti, ne ho adorato i personaggi, le situazioni…quindi, dopo la duecentesima visione del film (siano benedetti i DVD!), ho deciso di provare a scrivere qualcosa in merito. Questo qualcosa, prima che me ne rendessi conto, ha finito col trasformarsi in questo mostro che ha abbondantemente superato le cento pagine! Ho cercato di essere fedele allo spirito dei personaggi e spero di esserci riuscita. Per la cronaca, io non ho mai pensato che Seth Gecko fosse pazzo. E mi permetto di dissentire con l’interpretazione data Quentin Tarantino della scena finale del film, contenuta nello spassosissimo commentary al film, disponibile nel DVD…perché se c’è qualcuno che può cavarsela ad El Rey, quello non può essere che Seth Gecko! Tanto più se si considera che ondine sono disponibili versioni diverse della stessa scena. A questo proposito: per scrivere Seth mi sono attenuta al suo comportamento nel corso del film e ad informazioni tratte dalla sceneggiatura originale di FDTD. Parto inoltre dall’assunto che gli avvenimenti del film possano essere stati una sorta di catalizzatore per Seth, per cambiare un po’. Dal momento che ritengo Quentin Tarantino uno sceneggiatore eccezionale, mi sento molto a disagio nel provare a continuare una sua storia, posso solo sperare di rendere con questa fan-fiction, l’amore che provo per i personaggi da lui creati.
Altre note alla fine della fan-fiction.(sì, ce ne sono altre!)

Oh, e George Clooney versione Seth? He’s hot! Way hot!

Oh, e si, sono un diesel, way slow on the uptake especially about George Clooney, so what?


?indicano sogni? ; <indicano pensieri > ; *indicano enfasi*

A Maria, che mi incoraggia ad inseguire i miei sogni e le mie passioni, che mi fa scoprire nuovi mondi ogni giorno, che si sorbisce le mie visioni delle repliche di ER pur detestando il telefilm e che, come me, aveva notato l’alchimia tra George Clooney e Juliette Lewis in From Dusk ‘Till Dawn…ti voglio bene tesoro, un mondo di bene!


Capitolo 1
- L’incontro -


Fight the fight alone
When the world is full of victims
Dims a fading light
in our souls
Leave the peace alone
Now we all are slowly changing
Dims a fading light
in our souls

“Posso essere un bastardo, ma non sono un bastardo fottuto”

Sebbene fossero passati sei anni, ricordava ancora quelle parole. Kate Fuller si guardò attorno, mentre il suo passo diveniva più concitato.

Kate ricordava i raggi del sole e come avessero picchiato contro la sua pelle, ricordava ancora di come il tanfo di sangue, umano e di vampiri sui suoi vestiti, tra i suoi capelli, sulla sua pelle, fosse divenuto più pungente.

Nonostante le sue parole, non vi erano state lacrime, né allora, né dopo.
Non per quell’uomo. Non per quell’addio.

Era rimasta sola. Ma non c’erano state lacrime…perché il tempo delle lacrime era terminato. O, forse, erano state le lacrime a finire.

Sei anni.

La sua vita era cambiata dopo quella notte, cambiata tanto radicalmente che nessuno avrebbe potuto riconoscerla…se solo fosse rimasto qualcuno.
Ma Kate era sola.
Sola, a vagare di città in città. Sola, a dormire in un camper comprato da suo padre per una vacanza.
Sola…a dormire di giorno, con una croce stretta in pugno ed una pistola sotto il cuscino.
Sola, a lavorare nei locali più infimi con occhi ed orecchie ben aperti.

In cerca continua di loro…vampiri: per ucciderli. Lottava contro ognuno di loro come se fosse il primo e l’ultimo.

In cerca di Seth. Era ancora vivo?

I suoi sensi ormai abituati a riconoscerli, a riconoscere mostri che si celavano dietro maschere di carne e sangue, anche quando quest’ultime erano pressoché perfette, permettendo loro di confondersi tra la folla.

Il suo cuore o, per meglio dire, quanto ne rimaneva a sperare che lui entrasse da una delle porte dei locali nei quali era solita lavorare, e la guardasse, facendola sentire di nuovo viva.

Si lasciò scivolare nella mano destra un paletto mentre piano, si guardava attorno. Il Titty Twister non era stato che il primo covo che aveva ripulito da vampiri. Ce n’erano stati molti altri dopo. Famiglie intere di vampiri erano state falcidiate da lei…ed altri come lei.

Aveva rapidamente scoperto un altro mondo, uno sotterraneo popolato da uomini e donne che avevano votato la propria vita al dare la caccia ai vampiri, proprio come lei. Un mondo di persone legate le une alle altre, un mondo del quale lei si serviva, rifiutando di farne parte.

Perché lei lavorava da sola. Si fermava in una città solo il tempo necessario per fare il suo lavoro, eppure in ogni città cercava lui.

In ogni città, cercava Seth.

Nell’ambiente, sostenevano che era fredda come ghiaccio, una bastarda, peggiore anche dei succhiasangue che uccideva con tanta efficienza.

Kate non sorrideva.
Kate non faceva amicizia.
Kate non esitava ad uccidere.

Kate uccideva vampiri: uomini, donne, bambini, occasionali compagni di ronde…una volta morsi, non esistevano differenze per lei.
L’esitazione non era contemplata.
I sentimenti non erano contemplati.

Kate…aveva lasciato se stessa in quel maledetto buco in mezzo al deserto

Ed il suo cuore era andato via in una convertibile rosso sangue, sotto il sole di una mattina messicana; così diverso dal freddo di quella notte canadese. Una notte senza stelle.
Perfetta per i vampiri di quella città.

Svoltò un angolo, seguendo l’istinto, per qualche strano motivo sapeva sempre quando era seguita. Se lo era, e non lo escludeva, si sarebbero fatti avanti in un modo o in un altro.

E comunque non era degli umani che aveva paura. Era passato da un pezzo il tempo in cui una pistola puntata alla testa la spaventava.

Tempo, da quando aveva urlato…tempo da quando aveva pianto.

Strinse leggermente gli occhi: un ragazzo ed una ragazza camminavano poco più avanti.

La ragazza era umana…e leggermente ubriaca.
Lui…era alto, vestito in jeans ed un maglione, circondava le spalle della ragazza con un braccio.

Erano stati entrambi nel bar dove lavorava, quella sera, ma era stato lui ad aver attirato la sua attenzione. Kate aveva notato come avesse fatto ubriacare la ragazza, come avesse giocato con lei, abbagliandola con promesse di piacere, nel modo in cui l’aveva baciata, toccata, stretta a se.

La ragazza rise, aggrappandosi leggermente a lui, mentre con una mano infilata nella tasca del cappotto sembrava stesse cercando qualcosa, le chiavi di casa, forse. Si avvicinò piano, il vento che le scompigliava leggermente i capelli.

Era calma, fredda. Non provava alcun’emozione
Non la eccitava uccidere vampiri.
Non la soddisfaceva.
Non cercava di vendicare la morte di suo padre e suo fratello.

Kate uccideva vampiri perché quella era l’unica cosa che sapeva fare.
Ed era brava. Aveva imparato in fretta, ed aveva avuto un ottimo insegnante.

Kate avanzò ancora, cautamente, con gli anni aveva imparato ad essere silenziosa quanto i vampiri se voleva. I due poco lontano da lei, intanto, cominciavano a baciarsi, calcolò mentalmente la distanza che la separava da loro, chiedendosi se avrebbe fatto in tempo.
Decise di sì, mentre rafforzava la sua presa sul paletto.

Proprio in quel momento la ragazza inarcò la testa, offrendo la gola all’altro e Kate si trattenne dall’alzare gli occhi al cielo, esasperata!
Dannata oca, stava rendendo tutto più complicato!

Kate continuò ad avanzare contando mentalmente fino a dieci, era quanto di solito ci voleva per un vampiro a mutare volto rivelando il demone, prima di cominciare a cibarsi, creando così un altro vampiro.

Aveva anche la pistola con se, ma sapeva che con tutta probabilità non avrebbe fatto a tempo ad usarla. E comunque era raro che usasse armi da fuoco per strada: avevano la fastidiosa tendenza ad essere troppo rumorose. E Kate non voleva attirare l’attenzione: tenere il profilo basso era essenziale nel suo lavoro!
 
Il volto del ragazzo, un volto piuttosto attraente, si trasformò in una maschera orribile, una sorta di incrocio tra un umano ed un felino, quando lei gli fu addosso.

Nessuno si aspettava tanta forza da lei: né i vampiri, né cacciatori di vampiri. Non sapevano, non immaginavano neppure le ore che dedicava agli allenamenti, ore rubate al sonno.

Succedeva ancora, succedeva spesso. Le accadeva di svegliarsi col fiato serrato in gola, ed il battito stolido nel suo petto ad assordarla in quel camper che, improvvisamente, diveniva troppo grosso e soffocante, come il ventre di un enorme animale. Un animale morto.

Col passar degli anni si era resa conto che i sogni peggiori non erano gli incubi. I sogni peggiori erano quelli che la facevano sorridere, quelli in cui era felice con la sua famiglia o…Seth.
Erano quelli i sogni peggiori.
Ed allora il sudore, i muscoli che le dolevano per i troppi esercizi erano l’unico rimedio.

Era forte, Kate. Era forte abbastanza da sorprendere il vampiro e allontanarlo dalla ragazza. L’essere emise un suono, molto simile ad un ruggito, mentre si avventava su di lei. Kate si sottrasse abilmente. Non era veloce quanto il vampiro, ma lo era abbastanza da confonderlo.

Doveva solo impedire al figlio di puttana che ora le era piombato addosso di morderla. Non che le importasse un granché di vivere o morire; voleva solo far fuori il maggior numero possibile di succhiasangue prima di andarsene.

Sentì la ragazza allontanarsi e strinse i denti, mentre ancora riusciva a tenere a bada il vampiro.
Beh, quella era una buona notizia, almeno parte della missione era andata in porto…ora toccava all’altra parte: uccidere il succhia sangue. Prima però, pensò stringendo i denti, doveva staccarselo da dosso!

Era molto forte, da tempo non ne incontrava uno così.

Il vampiro la guardò sogghignando, montando sopra di lei, il volto una maschera di eccitazione e rabbia a rendergli ancora più terrificanti i tratti.

Il sogghigno dell’essere divenne sprezzante quando disse: “Quando avrò finito con te, ragazzina, diventerai la mia cagna…ma prima ti pentirai di essere mai venuta al mondo. Sarà lento…e doloroso…te lo giuro…”

Il vampiro le afferrò un polso e lo sbatté contro l’asfalto e Kate lasciò andare la presa sul paletto, gemendo.

“Mi piaci quando gemi,” Ringhiò lui: “E lo farai un sacco per me!”

Kate sgranò gli occhi.
Non aveva paura. Sapeva che sarebbe accaduto alla fine.
Sapeva che non sarebbe potuta durare per sempre.
Sei anni erano stati lunghi quasi il tempo di una vita.
Le dispiaceva solo di morire per mano di un’idiota di vampiro.
Le dispiaceva solo di non aver potuto rivedere un’ultima volta Seth.

Chiuse gli occhi mentre l’orrido volto del vampiro si avvicinava al suo collo e non poté fare a meno di rabbrividire.

Ecco, bellezza pensò, il capolinea…

Riusciva a sentire il fiato freddo del vampiro sul suo collo: era marcio…come la sua carne. Provò un’ultima volta a liberarsi, ma invano…era davvero troppo forte.

Strinse gli occhi, domandandosi per qualche istante se avrebbe avuto abbastanza tempo per uccidersi, prima di diventare una succhiasangue…suo padre, un uomo di Dio, la persona migliore che avesse mai conosciuto, ci aveva messo mezz’ora…quanto tempo avrebbe avuto lei?

Sentì la lingua ruvida del vampiro leccarle il collo per un istante, prima che una voce…una voce che credeva non avrebbe mai più sentito urlasse: “Ehi, cazzone! ”

Senza darsi il tempo di pensare, ignorando il battito disperato del suo cuore, approfittò della distrazione del vampiro su di lei e lo scalciò, facendosi poi leva sul corpo di lui, per rimettersi in piedi.

Efficiente. Fredda come ghiaccio.

Una bastarda, peggiore persino dei succhiasangue. Il paletto penetrò nel torace del vampiro, come al solito con estrema facilità, come affondare un coltello rovente nel burro.

Fece un passo indietro, tenendosi lontana dal sangue. Ansimava, sebbene non ne fosse consapevole. Osservò distaccata il sangue del vampiro, le sue carni esplodere.

“Kate?”

La voce…la voce di lui era incredula.

Sei anni. Aveva atteso sei anni, sperato sei anni.

Si voltò lentamente, il cuore…da quant’era che il cuore non le batteva tanto forte?  Onestamente non riusciva a ricordarlo, ed in quel momento non le importava.

Seth…
Seth era davanti a lei, come in uno dei suoi sogni.

Seth… vestito di nero, un lungo cappotto ad avvolgerlo, quasi come l’eroe di un fottuto romanzo.
Seth… con fili grigi alle tempie, più di quanti ne avesse avuti sei anni prima e la barba incolta.

Seth che le si stava avvicinando.
Kate fece un passo indietro, mentre il mondo, tutto il suo mondo diveniva bianco, di un bianco intenso, prima che l’oscurità, si impossessasse di lei, reclamandola.

Il suo ultimo pensiero, mentre le braccia di Seth l’afferravano, prima che toccasse l’asfalto, fu che non aveva dimenticato niente di lui.
Pensò a quanto la sensazione di essere stretta a lui, era esattamente come ricordava: anche in quel momento era in grado di farla sentire al sicuro. Non lo aveva dimenticato…ricordava ogni singolo dettaglio.
Pensò mentre chiudeva gli occhi, che anche il suo odore non era cambiato.

*    *    *
Continua...

 

 

 

 


 

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Il primo post di Anna

di fioredargento

20/04/2007 - 22:58

E finalmente anch'io metto mano al nuovo blog!:)

Thanks bunches a Maria per aver trovato questo nuovo, splendido posto!) Ti voglio bene, tesoro, ma questo lo sai, no?!?

Ho pensato, di postare una cosa...una fan-fiction. E' su "Dal tramonto all'alba", il suo nome è Broken Wings..dal titolo di una canzone degli Alterbridge (un tempo i Creed) che adoro.

Ma prima devo fare una premessa: era iniziata come una cosa breve...ed ora, due anni e 182 pagine dopo non vedo ancora la luce alla fine del tunnell...come Maria sa, io la chiamo il mostro.

Comunque, siate gentili:P I'm easily bruised - yeah, right:P-

 

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Tratta dal sito ufficiale della Croce Rossa americana, la notizia che Elisabeth Rohm si recherà in Vietnam dal 23 al 28 Aprile, insieme ad altri membri dell'associazione, nell'ambito di un programma di assistenza alle madri, i bambini e le loro famiglie promosso dalla locale Croce Rossa sotto il patrocinato della Croce Rossa americana.
Continua così l'attivismo di Elisabeth all'interno dell'associazione, in cui presta ormai da anni la sua opera di volontaria attiva, partecipando anche ad orerazioni di soccorso ed assistenza diretta sul campo.
Che dire... sono questi i veri motivi per cui la amo tanto!!
Per chi fosse interessato a saperne di più, ecco il sito della Croce Rossa Americana http://www.redcross.org/ 
 
Un grosso ciao a tutti,
Maria

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In un periodo dominato in maniera sempre più prepotente, sempre più assillante, da un cinema fatto di urla, di esagerazioni, di recitazione scomposta e senza la minima traccia di mestiere, di trame che sanno di visto e rivisto e realizzazioni che cercano di nascondere il niente dietro a un movimento di macchina da presa sempre più sensazionalistico ed un montaggio per cui dovrebbero essere premiate delle macchine, e non delle persone, ho passato due ore della mia mattinata a godermi la visione di un film del 1952, che, stranamente, non avevo mai visto prima, cosa bizzarra, data la mia passione per il vecchio cinema e per alcuni dei nostri grandi attori del passato in particolare. Chi mi conosce, infatti, sa quanto io stimi ed adori i vecchi leoni dell'epoca in cui per calcare un palcoscenico bisognava saper recitare, e non solo urlare o mostrare le gambe ( per mantenerci ad un certo livello). Chi mi conosce ancora meglio, e sono pochi, ha poi anche idea della mia venerazione per una signora che si chiamava Titina De Filippo, e che probabilmente la maggior parte della nuova generazione non ha mai visto recitare, non avendo la benchè minima idea di quello che si perde!

Il film di stamattina era " Ragazze da marito", una commedia scritta da Eduardo De Filippo, e recitata da lui e dai fratelli, Titina, appunto, e Peppino. E già il fatto che sia stata scritta da Eduardo è garanzia di due cose : che sia scritta bene, e che le risate, i sorrisi che strapperà durante la visione saranno molto, ma molto bene amalgamati con una buona dose di amarezza. Ed infatti, così è.

La storia di un ragioniere che, per la prima volta dopo trent'anni di onesto lavoro, decide di scendere a compromessi con la propria coscienza pur di consentire all'ambiziosa consorte di portare le tre giovani figlie in vacanze a Capri, alla ricerca di facoltosi mariti che le strappino alla loro condizione sociale, è così vera e così semplice che sembra quasi di poter respirare la stessa aria, di poter percepire i pensieri stessi di Oreste Mazzillo, avvilito dalla disperazione delle sue bambine quanto dall'eterna insoddisfazione della moglie che, si scoprirà a fine film, è stata, a suo tempo, costretta a sposarlo da una madre ambiziosa quanto lo è diventata lei. Così come non si può non provare ammirazione per la figlia più piccola, Anna Maria, l'unica che abbia il coraggio di ribellarsi alla logica della ricerca spasmodica di un marito ricco, e che sarà, per questo, ricompensata con un lieto fine. Pena per Gina, che , eseguendo, invece, alla lettera, le istruzioni materne, si ritroverà incinta di un uomo sposato. E rabbia per Gabriella, che, pur di accalappiare il suo ricco industriale, accetterà di non vedere mai più il padre, che non si reca nemmeno al suo matrimonio, e che, per lei e le altre figlie, una volta scoperto, dovrà rinunciare anche al proprio lavoro.

E non storcano il naso i ventenni del 2000, pensando che storie come queste non si verifichino più! Perchè possono anche essere cambiate le dinamiche, e possono essere cambiati gli obbiettivi, ma l'ambizione, il desiderio spasmodico di riscatto sociale, la corsa al successo, le vittime e i carnefici, involontari e non, esistono ora come esistevano allora. E se le madri non brigano più perchè le figlie contraggano un buon matrimonio, sono dispostissime a fare insieme a loro file di ore pur di vederle partecipare al provino per un ambito posto di "letterotta", "paperella", "squinzietta" e chi più ne ha più ne metta. E se non è più per ordine della famiglia del neo marito che le giovani rinunciano ai rapporti con chi le ha messe al mondo e le ha cresciute, lo fanno però in nome del successo, della girandola della vita sociale che la famiglia non potrebbe comprendere, delle scelte che "sono solo loro"; come è giusto che sia, ma che troppo spesso non tengono in alcun conto la sofferenza che potrebbero causare.

Non sorridano i ragazzi di oggi, osservando scorrere immagini in bianco e nero... piuttosto provino un senso di rammarico e malinconia. Perchè attori come i fratelli De Filippo, adesso, non ne nascono più... ne al di qua ne al di la del mare... e per quanto il computer fossa fare passi da gigante, niente potrà mai sostituire il gesto disperato di una Titina che si porta la mano alla bocca per non gridare, o lo sguardo di un Eduardo che guarda piangere la figlia prediletta.

I film di questo genere non sono roboanti... non lasciano stupefatti, o senza fiato per la velocità e l'incalzare dell'azione... ma emozionano... e in un mondo in cui ormai si è abituati a vedere tutto... in cui si è "scafati" contro tutto, le emozioni, purtroppo, sono qualcosa di davvero raro e prezioso...

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Pizzo Calabro

di fioredargento

11/04/2007 - 16:02

Per chiunque fosse curioso di sapere dove sono stata per queste vacanze di Pasqua... e per tutti quelli a cui non importa assolutamente niente delle mie vacanze, ma che sono sempre interessati  a scoprire posticini nuovi ed interessanti, ecco alcune foto, da me scattate , di Pizzo calabro, un paesino adorabile che ricorda molto da vicino, per architettura e conformazione, i paesi della costa Napoletana. Sono garantite bellezze artistiche e naturali, gente simpatica, stradine in cui avventurarsi alla ricerca di oggetti originali e manifattiure locali ed una vista assolutamente mozzafiato! Senza scordare l'assoluta squisitezza del famosissimo Tartufo di Pizzo Calabro, che, ve lo assicura la sottoscritta, non ha assolutamente niente a che vedere con gli omonimi confezionati che si possono trovare un pò ovunque in Italia! Solo la possibilità di gustare questa squisitezza sopraffina vale il viaggio fin nel cuore della mia terra !! :) Se volete saperne di più, potete visitare questo sito www.pizzocalabro.it, oppure... fidarvi della sottoscritta e delle sue foto!! , oppure... fidarvi della sottoscritta e delle sue foto!! ,, oppure... fidarvi della sottoscritta e delle sue foto!! ,
 
 

 
 
 
 

 

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Buona Pasqua

di fioredargento

05/04/2007 - 19:47

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