Ciao sono fioredargento
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Finalmente, lo devo proprio ammettere, un libro che mi è piaciuto!
Il che, lo sa chi mi conosce, non è una cosa molto frequente!
Eppure, in questo caso, è proprio così.
Il che non vuol dire che questo " Finché non cala il buio" di Charlaine Harris sia perfetto, non abbia il minimo buco o sia la migliore opera mai scritta, assolutamente! Ma, in modo molto più semplice, che mi è piaciuto, e che mi sento di definirlo molto migliore della maggior parte dei libri sull'argomento al momento in commercio!
Migliore è sicuramente l'ambientazione, in una realtà contemporanea alla nostra, in cui l'esistenza dei vampiri è stata rivelata e, in parte, accettata, come vengono accettate tutte quelle cose che, comunque, sono diverse da noi. Una realtà che, in maniera davvero originale, riesce così a fondere con grande naturalezza il fantastico delle storie horror con la realtà della vita quotidiana di una piccola cittadina del Sud, con le sue manie, le sue piccolezze e le sue generosità.
E migliore è anche la qualità dei personaggi, a partire dalla protagonista, Sookie, che seppure si muove al confine della Marysue riesce sempre a non sprofondare in questa odiosa categoria, e riesce a riportare fra le pagine di un romanzo caratteristiche che da tempo non potevano essere accostante a un personaggio femminile: è dotata di senso morale, non si piange addosso, si assume le sue responsabilità!
Che cosa esaltante!!
Il che non vuol dire che Sookie sia una Santa, ma semplicemente che è una "buona", orgogliosa di essere tale! Che non saltella da un letto all'altro auto-giustificandosi in tutti i modi possibili, ne decide che la vita degli altri è automaticamente meno degna della sua solo... perchè si tratta della sua!
Che si preoccupa di non ferire le persone che ama, e non solo di fare il suo comodo.
Ne vuol dire che sia così adamantina nelle sue convinzioni da risultare irreale.
Anche lei, ovviamente, ha i suoi momenti di sconforto, e i suoi momenti di debolezza, ma la grandezza del personaggio sta proprio nel sapersi rialzare da questi momenti prima che si trasformino in auto-commiserazione, o in quell'odioso senso di superiorità nei confronti del mondo che fa si che numerose "eroine" moderne ritengano di essere costantemente in credito con il mondo!!
Idem con patate per quel che riguarda il protagonista maschile, Bill, che mischia alcuni elementi di originalità con lo schema classico del vampiro bello, tenebroso e, a suo modo, gentiluomo.
E per gli altri protagonisti, da Sam, datore di lavoro di Sookie e, naturalmente, innamorato di lei, al fratello scavezzacollo, Jason, alla nonna di Sookie, agli agenti di polizia e della "aristocrazia" locale, che riescono a disegnare uno sfondo credibilissimo e vivo di piccola cittadina del sud degli Stati Uniti, involontario palcoscenico di una serie di efferati delitti di cui Sookie sembra essere l'unica sopravvissuta...
Come ho detto, ciò non vuol dire assolutamente che questo romanzo non abbia delle pecche, a partire dalla troppo semplicistica spiegazione che viene data ad alcuni accadimenti della trama, a partire dalla scarsa reazione di Bill nei confronti delle avances che un vampiro molto più anziano fa a Sookie.
Giustificare la mancanza di azione con una fantomatica gerarchia di vampiri, infatti, mi puzza un pò troppo di semplicistico modo di arginare il problema, così come spedire Bill a New Orleans per cercare di risolvere la questione, con l'acquisizione di una carica pubblica all'interno del suo mondo, mi sembra una manovra fin troppo evidente per togliersi dalle scatole il vampiro quando Sookie deve diventare la padrona assoluta della scena.
Per non parlare di altri buchi, che danneggiano più la struttura del giallo di quella della vampire-story, a partire dal fatto che Bill non avverta odore di sangue addosso a un assassino, per esempio!!
Tuttavia, i buchi che si possono trovare in questa storia possono senz'altro essere perdonati in nome di personaggi molto belli, di alcune trovate addirittura geniali ( una per tutte, la vampirizazione dell' "uomo di Menphis" ) , e di dialoghi , esteriori ed interiori ( il romanzo è scritto in soggettiva dal punto di vista di Sookie), scoppiettanti e divertenti.
Insomma... per chi non lo avesse capito... questo romanzo mi è piaciuto, e spero davvero che il telefilm che, sciopero degli sceneggiatori a parte, ne sarà tratto, sia all'altezza della trama!
Un grande ciao a tutti,
Maria

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I "veri fan"

di fioredargento

22/12/2007 - 13:53

Per la serie: Internet è nato per favorire il dialogo, ecco l'illuminante, eloquente, mirabile commento che è stato lasciato in calce alla mia recensione de I pirati dei Caribi 3 :

"22/12/2007 13:40:07

vai a cagare nn sai niente su pirati dei caraibi ! io sn una vera fan
xxxxxxxxxxxxx"

Che dire... c'è bisogno di commentare il messaggio?!
Direi di no...
L'orrido stupro della lingua italiana commesso da quei "sn" e "nn" ?! La mancanza di maiuscole?! E quella di punteggiatura?!
Anche in questo caso, non mi sembra il caso...
Ridere è la risposta più appropriata di fronte ad un tale esempio di inciviltà e ignoranza...

Quello però su cui bisognerebbe riflettere, e su cui questo messaggio getta una luce inquietante, è l' incapacità di comunicare che si sta diffondendo a macchia d'olio fra i ragazzi di oggi. Una spaventosa incapacità di comprendere ed accettare le opinioni altrui, quando dissimili dalle proprie, di analizzare una critica per trovare in essa dei motivi, degli spunti per crescere.
Di accettare anche solamente il fatto che qualcuno possa non pensarla nella stessa maniera.
E l'altrettanto scioccante incapacità di affrontare questo qualcuno con armi che non siano quelle dell'insulto e della volgarità gratuita. Con gli argomenti del dialogo, della critica costruttiva, del confronto delle proprie opinioni.
Ci impressiona il fatto che i popoli non dialoghino fra loro, che la gente si ammazzi per ogni genere di futile motivo... ma se il fan di una serie di film è incapace di discutere sul perchè di una critica, per quanto complessa, se è incapace di difendere quel che ama se non insultando, se è incapace di accettare il diverso, ma lo prende a parolacce, questo diverso... come si può pretendere che un argomento molto più serio e importante venga affrontato con maggiori lucidità e civiltà?
Quella su cui bisognerebbe riflettere è l'incapacità, sempre più diffusa, di assumersi le proprie responsabilità, anche solamente con una firma, o un indirizzo mail, che serva a identificare l'autore di un dato comportamento.
E la facilità con cui possono essere lanciati insulti, con cui la gente può essere offesa, nascondendosi dietro l'anonimato sicuro che Internet conferisce...
La mancanza, a mio parere, del più elementare concetto di giusto e sbagliato...
Perchè alla persona che ha lasciato questo messaggio sembrerà di certo giusto averlo fatto...
proprio come sembra giusto a un killer uccidere per le proprie idee...

Quello su cui bisognerebbe riflettere è che un giorno saranno questi ragazzi a governare il mondo... questi ragazzi che non sanno scrivere in Italiano... che non sanno dialogare... e che nascondono i loro insulti dietro lo schermo di un Pc.

Personalmente lo trovo deprimente,
Maria

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Non è che abbia tutta " sta" voglia di scrivere... in realtà è un periodo che non ho voglia proprio di niente... ma tantè, ho fatto due cartoline di happy Halloween, tanto vale postarle :(

 

 

 

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Tag: Halloween,Gif

Può essere tranquillamente annoverato fra i Thriller questo film inglese del 2000, che vede come protagonista una giovanissima ed inesperta Jassica Alba, e che si svolge fra Londra e le campagne del Devon, fra il mondo corrotto e patinato delle fotomodelle e quello apparentemente perfetto e bucolico delle grandi dimore britanniche.
Un Thriller che parla di follie, di ossessioni e di apparenze molto, molto pericolose, dove nessuno, assolutamente nessuno è quel che sembra, e che risente di una regia alle volte troppo lenta, persino per un film inglese, che sfilaccia una tensione che altrimenti potrebbe essere mantenuta molto meglio.
Il plot è semplice : Chloe è una modella faccia d'angelo, ma molto meno innocente di quel che sembra. Drogata di lavoro, passa da un ingaggio all'altro, aiutandosi con un abuso costante di pillole che sta cominciando ad influire pesantemente sul suo sistema nervoso, ed è sul punto di intraprendere una relazione con Ned , un fotografo, in barba al fidanzato Clive, verso cui la passione è ormai sopita, ma che non riesce a liquidare per il desiderio di non farlo soffrire troppo.
E' proprio per questo che chiede a tutti di non parlare del week end in campagna che le ha proposto proprio Ned, e che la porterà nel cuore del Devon, in un ex albergo in cui ora vivono il suo amico Stan, musicista in declino, con la moglie Rachel e la figlia ritardata Theresa.
Per Chloe si tratta anche di un modo per staccare dalla sua frenetica vita, resa ancor più angosciosa dalla presenza di un uomo misterioso che continua a telefonarle a casa, senza però pronunciare nemmeno una parola. Sarà però immediatamente costretta a rivedere le sue aspettative: Stan è un uomo ambiguo e inquietante, almeno quanto il fratello Gordon, perennemente armato di videocamera, e Rachel appare succube consenziente del marito, con cui condivide l'atmosfera malata e torbida della grande casa in cui abitano ed ospitano, per il week end, diversi amici, evidentemente ambigui quanto loro.
Amici a cui si aggiunge a sorpresa anche la moglie di Ned, di cui Chloe ignorava l'esistenza, e che la spinge a cercare una solitudine obnubilata dalle pillole che prende, mischiate all'alchol. Il tutto complicato dalle chiamate del solito sconosciuto, che stavolta, però, le parla anche, dimostrandole di conoscerla e di seguire da vicino i suoi movimenti.
Quando riprende lucidità, Chloe si rende conto di essere rimasta sola nella grande casa. Gli ospiti sono partiti, e lei è costretta a passare la notte con gli inquietanti padroni di casa. In quello che si rivelerà essere l'inizio di un incubo. Svegliatasi nel cuore della notte, Chloe scopre, da una delle cassette di Gordon, di essere stata violentata da Stan mentre era priva di conoscenza, e, dopo aver cercato di scappare, viene riacciuffata e rinchiusa nella cantina della casa.
Ammanettata al letto, Chloe cerca in tutti i modi di farsi liberare, guadagnandosi la simpatia di Gordon, cercando di ragionare con Rachel, ma ognuno di loro è succube della personalità di Stan, che ha tutte le intenzioni di continuare con lei il suo perverso gioco del controllo mentale.
In un impeto di disperazione, Chloe cerca persino aiuto dall'uomo sconosciuto, che le ha nuovamente telefonato.
E qui la trama si complica, perchè scopriamo che l'uomo che sta spiando le finestre dell'appartamento di Chloe altri non è che il suo vicino di casa, Oliver, un uomo normalissimo, con un normalissimo lavoro dirigenziale e un normalissimo rapporto con la moglie.
L'uomo non è affatto il maniaco che Chloe pensava fosse, e, compreso il pericolo in cui si trova la ragazza, parte addirittura per il Devon. In cui, nel frattempo, è tornato anche Ned, nel tentativo di convincere Chloe a non sporgere denuncia per l'accaduto. Stan e la sua folle famiglia vorrebbero convincerla a girare un altro filmato, in cui lei si dimostri consenziente ad un rapporto sessuale, in modo da poterlo usare contro Chloe in caso di denuncia, ma la ragazza rifiuta sdegnosamente, ancora inconsapevole di avere un 'altra alleata in quella casa: la giovane Theresa.
Ritenuta dal padre troppo idiota per comprendere quel che sta accadendo, la ragazza ha invece già cercato di avvisare la polizia, ma invano, e riesce persino a scendere nella cantina in cui si trova Chloe, senza riuscire, però ad aiutarla, e con l'unico risultato di venire rinchiusa nella sua stanza.
Di fronte agli ostinati rifiuti di collaborazione di Chloe, Stan decide allora di ucciderla, e con il fratello la porta, rinchiusa nel bagagliaio della sua auto, in cima a una scogliera.
Senza sapere che il coraggioso Oliver ha intanto rintracciato il castello, e, compresa tutta la situazione ( in un'inteliggentissima scena in cui Oliver trova il cellulare di Chloe e, nel rispondere alla chiamata ci rivela che l'ammiratore silenzioso e quello loquace di Chloe sono in realtà due persone diverse !!) , ha avvisato la polizia, per poi mettersi all'inseguimento delle auto di Stan e Gordon.
Raggiuntoli in cima alla scogliera, l'uomo viene minacciato da Stan, ma anzichè andarsene, alla guida dell'auto, cerca di investire prima questi e poi suo fratello, permettendo così alla polizia, guidata da Ned in un rigurgito di coscienza, di giungere in tempo per salvare Chloe. E a se stesso di tornare a Londra dalla moglie, giusto in tempo per la cena.
Sconvolta, Chloe torna a casa, ed immediatamente chiama il dolce, rassicurante Clive, per chiedergli di raggiungerla... senza sapere che il ragazzo, con la stanza letteralmente tappezzata di sue foto, altri non è che il suo ammiratore loquace, di indole ben diversa, ci si lascia intuire nell'ultima, inquietante, scena del film, di quello silenzioso!
E' davvero interessante, questo film inglese, specie per chi, come me, è inquietata dai personaggi di difficile decifrazione...
Tutt'altro che rassicurante, con questo costante invertirsi, intrecciarsi di ruoli, in cui ci si continua a chiedere chi sia davvero chi, e chi si comporterà come...
Chloe è la vittima di un uomo perverso, o la carnefice di se stessa, finita invischiata nella rete delle sue bugie e della droga che butta in continuazione giù per tenersi sveglia?!
Gordon riuscirà a liberarsi dal potere del fratello?!
Theresa e davvero incapace come ritiene il padre?!
Oliver è solo un guardone o qualcosa di più?!
Ognuna di queste domande trova man mano una risposta, complicando, se possibile, ancor di più la già complessa realtà dei diversi personaggi.
E così Chloe passa da drogata e bugiarda ad eroina che rifiuta di sottomettersi alla volontà dei suoi aguzzini, e che tenta invano di difendere la piccola Theresa.
Oliver passa da guardone ad eroe, riuscendo a salvare la ragazza per cui ha un'ossessione assolutamente innoqua.
Mentre Clive si rivela essere il vero maniaco, gettando una luce inquietate sul futuro di Chloe.
In un certo senso, appare nel finale rassicurante la presenza di Oliver, alla fine dei conti il personaggio più intelligente dell'intera pellicola, che, dalla sua finestra di fronte all'appartamento di Chloe, potrà continuare a vigilare su di lei, in una girandola assurda di vita, per cui un maniaco si trasforma in angelo custode, e il rassicurante compagno di vita in aguzzino. In cui l'amica fidata non fa caso alla scomparsa della sua coinquilina e la bambina ritardata tira fuori il coraggio di rompere una finestra al primo piano di un antico castello e calarsi di sotto, ferendosi, pur di aiutare una perfetta sconosciuta, infischiandosene anche dell'handicap che le impedisce di parlare.
Peccato, davvero peccato per la regia, che non riesce a tenere la tensione come dovrebbe, e non riesce a rendere nel migliore dei modi l'ambiguità sulla situazione mentale di Chloe, che, almeno nelle intenzioni , dovrebbe essere così stordita dalle droghe da confondere verità e immaginazione.
E peccato per Jessica Alba, che, di solito, mi piace moltissimo come interprete, ma che qui appare fuori ruolo, forzata, a disagio.
E' vero anche che stiamo parlando di una ragazza di soli 18 anni, e che il ruolo di Chloe non è certo semplice, ma forse avrebbero dovuto affidarlo ad un attrice più esperta, e con maggiore ambiguità, che sembrasse vittima e carnefice insieme, mentre la Alba riesce a farci provare simpatia per Chloe anche quando proprio ciò non dovrebbe avvenire.
Mensione speciale per Mischa Barton che, viceversa, era molto, molto più brava allora di quanto lo sia adesso, nel ruolo della coraggiosa Theresa, senza dubbio all'altezza di un cast per il resto davvero, davvero notevole.
Risultato?! Da vedere, ma consapevoli dell'amaro in bocca che lasciano le occasioni in parte mancate!
 

 Foto tratta da http://moviescreenshots.blogspot.com/2006/11/paranoid-2000.html

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Chissà cos' è che eternamente ci fa desiderare quel che non possiamo avere...
Immagino che qualsiasi specialista in "teste " possedere una spiegazione, diversa a seconda del soggetto che sta esaminando... eppure, molto più semplicemente, io penso che si possa parlare di codardia estrema...
Si desidera ciò che appare impossibile per poter così avere qualcosa di sempre nuovo a cui tendere, per cui combattere, a cui aspirare con tutte le forze e tutta l'anima...
Perchè spesso si ha paura di fermarsi... di accontentarsi... di rimanere esattamente nel punto in cui si è giunti...
Perchè l'unico modo per sentirsi vivi è continuare  a camminare...
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Shot at 2007-06-26
Un 'altra conquista... un' altra ragazza, un'altra vetta da scalare...
Oppure, si desidera l'impossibile perchè questo è, per assurdo che appaia, molto più rassicurante che desiderare il possibile...
Non puoi fallire, nel momento in cui desideri l'impossibile, perchè il fallimento, in quanto insito nell'oggetto stesso dei tuoi desideri... non può essere raggiunto, ma è già con te...
E per questo non provoca il dolore della delusione, dello smacco...
Non ha l'evanescenza paurosa dell'incubo, ma la consistenza rassicurante della verità...
Non devi impegnarti, se desideri l'impossibile... perchè sai che per quanto tu lo possa fare, quel che vuoi rimarrà sempre al di fuori dalla tua portata... e tutto il sudore serve solo a te stesso... a farti sentire bene con la tua coscienza...
Senza dimenticare l'enorme nutrimento che desiderare quel che non si può avere da ad uno spirito dedito all'autocommiserazione...
Fa soffrire, desiderare quel che non si può avere, ma, forse, si tratta di una sofferenza che, talvolta, cerchiamo noi stessi... per non affrontarne un'altra più grande... per proteggerci... dal fallimento...
O da qualcosa che ci fa molta, molta più paura...
Riuscire. E convivere con le conseguenze del successo.

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di fioredargento

23/06/2007 - 12:15

Ogni tanto si scopre qualcosa di bizzarro... specialmente quando si è giù di morale, e non si ha la forza o la voglia di fare niente di minimamente costruttivo!
E si finisce inevitabilmente col piazzarsi davanti ad Internet, sperando che questa scatola magica faccia trascorrere più velocemente il tempo... o forse che lo fermi, chissà... onde evitare che quello di cui si ha paura acquisti una consistenza sempre maggiore...
Fatto sta che è, di solito, durante questi momenti di crisi che si scovano le cose più bizzarre, come è capitato a me stamattina, quando, girovagando su Youtube alla ricerca di filmati storici sulla famiglia Romanov, ho scoperto invece l'esistenza delle... Telenovelas Russe!!
Ammetto senza problemi la mia igniranza, confessando di non avere mai avuto nemmeno il più piccolo sospetto del fatto che in Russia si producessero telenovelas!
E invece è proprio così, e pare che abbiano anche successo, almeno a giudicare dell'enorme quantità di materiale reperibile online su quella che , arguisco, è una storia di grande impatto trasmessa in questi ultimi anni.
Si tratta di Bednaya Nastya, o Anastasia ( ed ecco rivelato come mai Youtube me l' abbia segnalata...), una Telenovela del 2004/2004, andata in onda e tradotta in 40 paesi ( ma non, ovviamente, in Italia :( ), e ambientata nella Russia Zarista del XXI secolo...
Per chi fosse più curioso, ecco due link interessanti:
http://www.bednayanastya.ru/
http://en.wikipedia.org/wiki/Bednaya_Nastya
http://www.telenovely.net/videa/anastazie.htm
Purtroppo non ho capito moltissimo della trama, dal momento che la maggior parte dei siti che ho beccato sono in Russo, ma pare evidente che si tratti della "solita" storia romantica fatta di duelli, intrighi e cuori spezzati, immersa però nella cornice assolutamente unica della Russia, dei suoi palazzi, della sua natura, e delle sue tradizioni che, mi pare di aver arguito, sono richiamate e rappresentate con molta fedeltà ed attenzione ai dettagli.
Anche gli attori e la realizzazione tecnica sembrano davvero buone, almeno a giudicare dai vari filmati che è possibile reperire online, e di cui posto solo due esempi:



 

Attanzione, qui c'è il finale della storia !:)

 

Perchè... a questo punto viene da chiedersi... sto sprecando un post a parlare di una Telenovela Russa che probabilmente non verrà mai trasmessa in Italia! Semplice... proprio perchè ... probabilmente non verrà mai trasmessa in Italia!!

Facciamo un passo indietro, e premettiamo che anche ieri era una giornata abbastanza "no", e anche ieri sera mi sono messa a girovagare senza meta alla ricerca di non so proprio cosa, fino a impuntarmi sulla raccolta di informazioni riguardo ad un'altra Telenovela, stavolta argentina, Ramona, di cui avevo già sentito parlare, e che ambienta la propria vicenda nella California del secolo scorso, tracciando la storia d'amore fra una ragazza bianca e un Pellerossa, e condendo la stessa con elementi nuovi ed originali per una realizzazione di questo genere.

In questo caso, oltre a godermi delle immagini, ho potuto leggere la storia, in tutto e per tutto, e reperire addirittura il romanzo, tradotto online da alcune appassionate, per cui posso essere relativamente certa che si tratti di un prodotto di qualità, che certamente meriterebbe, al pari di Anastasia, di cui sopra, di essere trasmesso in Italia... e invece no!

Invece i nostri canali televisivi devono essere saturati di Reality Show, che, a differenza di quanto sta avvenendo nel resto del mondo, continuano ad imperversare, di repliche e strarepliche di telefilm di cui ormai tutti conosciamo il più piccolo fotogramma, di programmi pseudo giornalistici che si guardano bene dal mostrare tutti e due i lati di qualsiasi questione, cristallizandosi solo quello che fa loro maggiormente comodo. Film anche questi triti e ritriti, e immancabili ancheggiamenti! Senza tenere minimamente in conto il fatto che possa esserci gente con gusti alternativi. Che possano esserci signore di una certa età, o, perchè no, anche ragazze come me, a cui farebbe piacere sognare per 124 puntate insieme a una insulsa e prevedibile storia d'amore, che però abbia dalla sua la "pulizia" che tanto manca ai programmi odierni. O persone a cui farebbe piacere poter rivedere i grandi, grandissimi classici della nostra cinematografia, che ormai fanno capolino, e troppo, troppo raramente, nei canali specializzati, o gli spettacoli di varietà del passato.

Una cinematografia in cui i protagonisti di chiamavano De Filippo e De Sica, Loren e Nazzari, o anche Grant e Granger, perchè no! E in cui il varietà lo facevano grandi come Sordi e Fabrizi. Gente che sapeva far ridere senza insultare, senza strillare, senza scendere a compromessi. Professionisti e geni... che sembrano dimenticati...

Come ci si dimentica che non esistono solo i Telefilm americani, ma anche le serie Inglesi, solitamente meglio costruite, e che non ci sono solamente i Blockbuster d'oltre oceano, ma anche i film di impegno sociale, che magari negli USA vengono mandati in onda nelle TV via cavo..

Non lamentiamoci, alla fine, del fatto che la nuova generazione grondi ignoranza da tutti i pori, e non accusiamo la Tv di essere la catalizzatrice di questa ignoranza, dal momento che la Tv che si propone a questi giovani è così vuota che non potrebbe neppure volendo indirizzare verso qualcosa di buono. Perchè... potrebbe farlo una Telenovela?! Perchè no, se propone l'immagine di qualcosa di diverso da una protagonista che "si passa " ad uno ad uno tutti gli uomini della serie?! E perchè non potrebbe farlo un documentario, se non viene usato a fini strumentali?! O un vecchio film, se può aprire la testa dei ragazzi a qualcosa di diverso da ciò che ogni giorno ci viene proposto?!

"Tutto fa brodo", diceva mia madre... ed è vero... tutto fa brodo...

Chi non comprende che lo sfacelo verso cui stiamo andando si compone di tanti tasselli, a partire dalla fondamentale , ingiustificabile assenza dei genitori nella vita dei loro figli, con conseguente deresponsabilizzazione di questi ultimi, per finire con tutti gli esempi che i mezzi di informazione mettono davanti ad occhi troppo giovani e senza una guida ad indirizzarli, rischia di trovarsi di fronte al baratro senza nemmeno aver capito come ci è arrivato!

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Tag: Gif

Broken Wings parte 4

di fioredargento

06/06/2007 - 00:28

Disclaimer e note nella prima parte

Avrebbe dovuto mandarla via.
Essere il bastardo che era sempre stato ed allontanarla.

Seth guardava Kate esaminare le sue armi, con l’occhio clinico di una professionista, mentre lui allacciava la cintura porta paletti.

Avrebbe dovuto mandarla via, invece, si era ritrovato a passare una giornata intera con lei, seduto su un divano le cui molle gli avevano tatuato il culo, dopo esserci stato seduto sopra per ore, a chiacchierare…a parlare, solo per rendersi conto che aveva parlato maledettamente poco negli ultimi sei anni. Non che fosse stato logorroico prima, ma c’era sempre stato qualcuno…Richie, o un compagno di cella…o persino Jacob Fuller con cui parlare.

Dopo la notte al Titty Twister, era stato solo…o in compagnia di donne che non aveva certo scelto per conversare.

Nessuno sapeva di quello che faceva di notte…tranne gli ammazza vampiri ed erano persone, quelle, con le quali non amava parlare…avevano tutti storie strappalacrime alle spalle, si sentivano tutti dei crociati …ed erano generalmente troppo schizzati per fare conversazione.

Aveva parlato con Kate perché con lei non c’era stato bisogno di preamboli…lei era stata lì, con lui, quando tutto era cominciato.
Lei capiva il perché desse la caccia ai vampiri, capiva…perché provava le stesse cose.

Era cambiata Kate: l’acciaio in lei, una durezza che era stata solo accennata sei anni prima, era ora evidente nel suo modo di fare, di parlare, di muoversi.

Lo sguardo di Kate Fuller era freddo, ghiaccio puro sembrava brillarle nelle iridi nocciola, ma Seth aveva scorto fuoco dentro di lei, fuoco danzare nella piega delle sue labbra, dietro la spessa parete di ghiaccio dietro la quale si proteggeva.

Kate aveva parlato come un uomo, bevuto come un uomo, maneggiato armi come un uomo…mentre le sue labbra carnose, labbra che si era ritrovato a fissare, si erano piegate in sorriseti maliziosi o bronci.

Sei anni prima aveva provato ad essere nobile…aveva saputo che Kate gli si sarebbe gettata tra le braccia e sarebbe stato fottutamente sbagliato…aveva visto quel film, aveva letto il libro…sarebbe stato un disastro.

Ed, inoltre, quando si era allontanato in macchina, aveva pensato davvero di potersi gettare tutto alle spalle. Lui, Seth Gecko, non si sarebbe certo fatto cambiare la vita da un branco di succhiasangue del cazzo!

Lui, Seth Gecko, non si sarebbe portato dietro una ragazzina sconvolta, a ricordargli che ad El Rey  doveva andarci con suo fratello…e suo fratello era morto…gli aveva ficcato un palo nel cuore e lo aveva visto esplodere.

Lui, Seth Gecko, non aveva avuto bisogno di nessuno…se l’era sempre cavata da solo.

Cazzate.

Tutte cazzate.

O, almeno, così pensava in quel momento…mentre ancora, però, si chiedeva perché non avesse mandato via Kate e perché si apprestassero a fare una ronda insieme.

E cosa sarebbe accaduto dopo la ronda? Kate Fuller non era più una ragazzina…e lui era ancora un uomo. E lui provava qualcosa per lei…probabilmente sin da quando gli aveva salvato il culo, nel cesso del suo camper, sei anni prima.
 
Sbuffò, ignorando l’occhiata incuriosita della ragazza, e decise di pensare a una cosa alla volta: prima avrebbero fatto fuori un po’ di vampiri e poi si sarebbe concentrato sul resto. Posto che uno dei succhiasangue non li uccidesse.

Seth non si illudeva di vivere per sempre, non gli interessava vivere per sempre…voleva solo andar via combattendo. Si domandò se anche per Kate valesse la stessa cosa.

“Hai già in mente dove andare?” Domandò qualche minuto dopo, mentre si avviavano alla porta.

Kate si strinse nelle spalle: “C’è un locale in periferia. Volevo ripulirlo prima di andarmene dalla città…”

“Quanti ne sono?” Domandò.

“Una ventina…” Rispose lei. 

Seth ammiccò leggermente. Venti vampiri…più un numero imprecisato di casualità come avventori vampirizzati sul posto.

Sorrise: “Sembra divertente…sicura che siano vampiri?”

“No, Seth…sono psicopatici…psicopatici che si trasformano quando hanno fame…” Replicò lei con un mezzo sorriso.

<Erano vampiri!. Gli psicopatici non esplodono alla luce del sole, non me ne frega un cazzo di quanto pazzi siano! >

Sorrise, di nuovo, alle parole della ragazza e disse: “Diamo un’occhiata…non mi va di andare alla cieca…”

Kate si strinse nelle spalle, annuendo leggermente alle sue parole. Seth vide che si stava trattenendo dal parlare, probabilmente per sollevare obiezioni…aveva lavorato da sola per anni, e se la reputazione che si era fatta rispondeva alla verità – e non aveva motivo per dubitarne – quella non sarebbe stata la prima volta per lei, eppure, lasciò che prendesse lui il comando.

Come quella notte.

“Dopo aver dato un’occhiata” Disse, sorpreso dal tono gentile nella sua voce: “Faremo un bel po’ di baldoria…”

Kate lo guardò sorpresa, ma non commentò le sue parole.

Erano in strada, ormai, Seth le indicò la sua auto, una Ford che aveva visto di gran lunga giorni migliori e lei scosse la testa, entrandovi.

“Cosa?” Domandò una volta entrato in auto.

“Mi avevi detto di star tenendo il profilo basso…non immaginavo intendessi alla lettera…”

In un altro momento, un’altra epoca, avrebbe reagito con rabbia, forse, a quelle parole invece si ritrovò a sorridere.

Grandioso, in che cosa si stava trasformando?

O, meglio, in cosa si era trasformato, senza neanche rendersene conto?

Quello non era il momento, però, di pensare a stronzate sentimentali e psicoanalitiche. Doveva sgomberare la mente e farlo in fretta, anche. Non poteva permettersi distrazioni…non quando si apprestava ad uccidere vampiri…un bar pieno di vampiri.

Azzardò un’occhiata a Kate: il suo volto era serio, il ghiaccio nei suoi occhi spesso, la ragazza si voltò a guardarlo per un istante e Seth fu sorpreso nel realizzare che lei aveva probabilmente formulato i suoi stessi pensieri.

Vampiri da uccidere, prima.
Loro due, dopo.

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Innanzitutto,
grazie a Giorgia per avermi invitata, e ad Anna per avermi convinta ad andare... altrimenti avrei trascorso un altro sabato a rotolarmi fra i mille pensieri che in questo periodo mi affliggono!
E un pochino anche grazie a me stessa, che è addivenuta alla conclusione di "dovere" buttare giù almeno due righe anche sulle scemenze... perché altrimenti rischio davvero di andarmene di testa!
Perché, davvero, anche andare a vedere un brutto film e scrivere qualcosa di totalmente inutile può essere tanto utile, alle volte!!
Il che non vuol dire, ben inteso, che abbia trovato I pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mondo "brutto"... ma semplicemente ... eccessivo e supponente!
Ecco, si, penso che i termini che ho usato possano andare bene...
Eccessivo perché, andiamo, 2 h e 45 ' di film io posso accettarli se il film si chiama Ben Hur , ma da un Blockbuster qualsiasi, assolutamente, totalmente, inequivocabilmente no!
Non c'è Johnny Deep che tenga!
Eccessivo perché queste quasi tre ore di film si è cercato di riempirle con un numero imbarazzante di storie, alcune delle quali francamente inutili!
A che serviva, infatti, tutto quell'immenso girare attorno alla dea Calipso, con tanto di guerra interna fra i Pirati sul fatto di risvegliarla o meno, tradimenti e tradimenti di tradimenti, incantesimi e frasi sussurrate, se poi l'unica cosa che la suddetta dea Calipso fa è... trasformasi in un branco di granchi e buttarsi a mare?!
A che cosa è servito sfregiare Chow Yun-Fat se il suo capitan Sao Feng non fa nient'altro per tutto il film che farsi menare per il naso e alla fine infilzare come un tordo?!?!
A che cosa è stato utile tutta la baldoria intorno al consiglio dei 9 Capitani se poi il cattivo di turno, come al solito, è stato affrontato dalla sola Perla nera con il suo equipaggio allargato?!
Personalmente avrei fatto a meno almeno di 45 minuti di film ! E i rimanenti avrei cercato di scriverli con un pò più di criterio, e senza divertirmi a snaturare ancora di più i personaggi che tanto avevano fatto amare la prima pellicola della serie!
E qui si arriva al secondo aggettivo da me usato per definire il film : supponente.
Che cosa, infatti, se non la supponenza, può spingere a prendere dei Character già belli e formati e modificarli completamente a proprio gusto?!
Trasformando, per esempio, la simpatica e coraggiosa Elisabeth del primo film in una Merysue senza speranza, che non sa fare altro che prendere decisioni per gli altri e piangersi addosso?!
O il Will pulito e profondamente morale in un imbroglione senza speranza?!
E non mi si dica che si tratta di evoluzioni, perché un'evoluzione come si deve parte da una caratteristica del personaggio, per, appunto, evolverla, non la ribalta invece completamente!
E cosa, se non la supponenza, può avere spinto a credere che i supposi ( appunto) colpi di scena del film non si rivelassero di una prevedibilità imbarazzante?!
Personalmente avevo capito a metà film che Will sarebbe diventato il capitano dell'Olandese volante, anche perchè è stata messa in atto una delle equazioni narrative più vecchie ed abusate del globo!
Sparrow e Barbossa volevano l'immortalità... ergo, non l'avrebbero mai avuta!
James ha fatto la stessa fine da tordo di Sao Feng, la cosa più ovvia era che capitano dell'Olandese volante diventasse chi non voleva esserlo, ossia chi aveva qualcosa da perdere.
E poiché Elisabeth è una Marysue ( per cui nulla di male le può accadere ), era evidentissimo che il prescelto fosse il povero Will!
Anche perché separare i due amanti a pochi minuti dalle nozze è un altro di quei Topos che fanno sbadigliare per l'eccesso di presenza letteraria e cinematografica!!
Due ovvietà di trama quindi, ma qui si è voluto esagerare, e se ne è usata anche una terza, dal momento che , oh, novità novità, Jack Sparrow rinuncia a favore di Will alla tanto agognata immortalità, e una quarta, facendo anche si che il padre di Will si liberasse del vincolo che lo legava all' Olandese volante per correre in aiuto del figlio!
E qui la banalità narrativa sfiora il criminale!
Come sfiora il criminale la sviscerata predilezione che gli sceneggiatori hanno per il personaggio di Elisabeth!
Da non crederci! In questo film lei è tutto, è amata da tutti, sa fare tutto, riesce in tutto!
E' una spia, una spadaccina, un capitano pirata, addirittura la regina dei pirati, la protagonista femminile con tanto di bacio in mezzo alla battaglia e pure la seduttrice con la coscia al vento! No, dico, farle interpretare anche la suora e la cuoca di bordo, no?!?!
Farle anche ammaestrare le balene?!
E vogliamo tangere il fatto che questa tipa sia diventata una condanna a morte pressoché ineluttabile per chiunque le si avvicini o quasi?!?!
No, parliamone!
Mi andava bene che Barbossa cercasse di farle la pelle e schiattasse... dopotutto si trattava del cattivo... e anche che facesse una brutta fine Jack Sparrow ... il finale ad effetto doveva pur essere fatto a spese di qualcuno... ma in questo terzo film si sfiora e supera il ridicolo!
Il padre di Elisabeth muore, il povero James che tanto la amava schiatta dopo averla salvata, il suddetto Sao Feng fa la fine dello spiedino dopo averla baciata con la forza, Will che se l'era cavata egregiamente per due film, pochi  minuti dopo averla impalmata fa la fine di cui abbiamo già parlato... ma allora ditelo!!
Le manca solo di avere sparato a Kennedy e  poi ha chiuso il cerchio!!!!
Ok, ok, ok, vi siete scocciati dopo una pagina e qualcosa di critiche... non mi è piaciuto proprio niente di questo film ?!
Ma certo che qualcosa mi è piaciuto!
Non la Knightly, per intenderci, che dovrebbe imparare, una buona volta, che recitare non significa socchiudere gli occhi e dischiudere le tumide labbra!
Ma gli altri protagonisti si.
Primo fra tutti uno strepitoso Geoffrey Rush nel ruolo di Barbossa , bravo, ma bravo  bravo bravo, con dei tempi comici micidiali , e capace di formare con Johnny Deep la coppia comica meglio assortita degli ultimi tempi.
Per continuare poi  con lo stesso Deep, ma questo sfiora l'ovvio, oserei dire !
E finire con Orlando Bloom e Jack Davenport , anche loro davvero bravi, nel ruolo dei due lati del "triangolo Elisabeth", che praticamente a parte Barbossa e la scimmia nel corso di queste tre pellicole ha baciato quasi tutti ! E tutti quelli che ha baciato sono schiattati!
In particolar modo mi è spiaciuto che la partecipazione di Davenport fosse così breve, perchè il suo era , tra quelli presenti, il personaggio che, secondo me, aveva più possibilità di crescita.
Va inoltre un meritatissimo applauso a tutta la parte comica del film, ai dialoghi, magnificamente scritti, e alle gag di cui il film era pieno, e che rendevano tutto sommato piacevoli quelle 2h e 45' !
Grandissimi in questo senso l'istronico Johnny Deep, il magnifico Geoffrey Rush , ma anche buona parte dei comprimari , nel ruolo dei pirati e dei soldati Inglesi, senza contare il fondamentale apporto ( e la mia non è affatto ironia ), della scimmietta e del pappagallo!
Sinceramente il film mi sarebbe piaciuto molto di più se si fosse deciso di farne solo una commedia, o, semplicemente, di mantenere lo spirito del primo capitolo, un film d'avventura vecchio stile, senza la velleità di trasformarlo in un nuovo Signore degli anelli!!
Ecco... vedete, basterebbe semplificare le cose, per accontentare una persona naturalmente critica come me ( e critico sta per dotato di senso critico, non in quello di "colui che ama criticare !!) !
Basterebbe creare una trama che vada da A a B a C ... e rimanere fedeli ai personaggi che si sono creati... ma, evidentemente, per alcuni le cose più semplici sono anche le più difficili da realizzare !!

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Tag: pirati,caraibi,johnny,deep,orlando,bloom

Broken Wings parte 3

di fioredargento

04/05/2007 - 01:30


Disclaimer e note nella prima parte.

 

 

Sole.
Fù il sole a svegliare Kate Fuller. Non che quella fosse esattamente una novità ...la novità stava nel fatto che quello nel quale si trovava non era il suo letto.

La ragazza aprì gli occhi e sollevò piano la testa, guardandosi attorno, aggrottando la fronte per qualche secondo.

Dove diavolo si trovava?

Le ci volle qualche secondo, prima che gli eventi della notte precedente le tornassero alla mente.

Seth.

Seth Gecko era sbucato dal nulla la notte prima e le aveva salvato la vita, distraendo il vampiro che stava per ucciderla. Istintivamente si portò una mano al collo e, pur sapendo di non essere stata morsa, non poté trattenere un sospiro di sollievo.

Era svenuta. Caduta come un sacco di patate.

Kate Fuller non era mai svenuta. Mai.

Non era svenuta quando sua madre era morta, non era svenuta quando Seth e Richie le avevano puntato una pistola alla testa, non era svenuta neanche quando la sua vita era andata a puttane al Titty Twister.

Aveva passato gli ultimi sei anni della sua vita completamente sola, a combattere, e non aveva mai perso i sensi. Evadere con la mente ed andare a caccia di farfalle? Quello sì, le era accaduto...
Ma svenire? Lei? Mai!
Fino alla notte precedente!

Che cazzo le era preso la notte prima?

Scosse la testa. Non importava...ormai era accaduto, ed aveva imparato molto tempo prima a non piangere sul latte versato.

Abbassò la testa, notando che era ancora vestita, le uniche cose che mancavano erano le armi, il cappotto e gli anfibi che, scoprì subito, erano appoggiati su una sedia poco lontana dal letto.

Non si stupiva. Seth Gecko era un assassino, un bastardo per molti versi, ma era a suo modo  un gentiluomo.
Anche quando tutto era andato a farsi fottere, quella notte di sei anni prima, con lui si era sentita al sicuro.

Un piccolo sorriso le increspò le labbra mentre si alzava, solo per poi ammiccare quando si rese conto di due cose: aveva dormito tutta la notte, senza sogni...ed aveva fame.

Kate aveva davvero fame...per la prima volta da anni. Negli ultimi sei anni, parte della disciplina che si era imposta era stata il cibo. Doveva essere forte, non poteva permettersi di digiunare, non se voleva essere efficiente. Il fatto che il cibo la disgustasse, che non ne avvertisse il sapore, era del tutto ininfluente.

Si infilò le scarpe mentre, ancora, il sorriso non abbandonava le sue labbra. Era strano sorridere. Strano sentire le sue labbra distendersi in qualcosa che non fossero smorfie di dolore dopo i suoi allenamenti o dopo le ronde.

Rimase per un attimo immobile, mentre considerava se prendere o meno la pistola, decidendo, poi, di farlo. Quella pistola era stata la sua migliore amica negli ultimi sei anni, l'unico oggetto al quale tenesse...le aveva salvato la vita in più di un'occasione...
Ed era di Seth.

Uscì dalla piccola camera da letto solo per fermarsi quando vide Seth addormentato sul divano, i piedi su una sedia, la testa reclinata in avanti.

Era più pallido rispetto a sei anni prima, quasi come se non avesse passato molto tempo al sole. Kate aveva notato le due pistole e la cintura che contava una discreta quantità di paletti, aveva intravisto il crocefisso. Possibile che...anche lui desse la caccia ai vampiri?

Fece un altro passo nella stanza e sobbalzò quando Seth scattò in piedi, producendo dal nulla una piccola pistola e puntandogliela contro.

"Cazzo, Kate, stavo per spararti!" Disse lui.

Kate sollevò un sopracciglio: "Buon giorno anche a te, Seth..." Disse.

Seth sbatté gli occhi per un secondo, prima di riporre la pistola nella tasca posteriore dei pantaloni.

Kate fece un altro passo, avvicinandosi a lui. Aveva sognato...a dispetto di se stessa quel momento per sei anni, aveva sperato per sei anni di rivederlo..ed ora che era nella stessa stanza con quell'uomo, non riusciva a spiccicare una parola.

Avrebbe voluto colpirlo, per averla lasciata sola...dopo averle fottuto la vita.
Avrebbe voluto gettarsi tra le sue braccia e baciarlo fino a farlo rimanere senza fiato.
Avrebbe voluto ringraziarlo per averle salvato la vita, la notte prima.

Invece, si schiarì la gola, ed ancora non riuscì a parlare.

Fu Seth a farlo, mentre si dirigeva nella parte della stanza che fungeva da cucinino domandò: "Hai dormito bene?"

Kate annuì leggermente: "Come un sasso...". Si strinse nelle spalle, affondando le mani nelle tasche dei jeans mentre aggiungeva: "Grazie per ieri sera...sai per..."

Seth inarcò un sopracciglio commentando: "Mi trovavo a passare..."

"Il Canada è un bel po' lontano da El Rey" Disse lei.

Seth si strinse nelle spalle, mentre recuperava da uno stipo una confezione di merendine al cioccolato e l'apriva, lanciandogliene poi un paio.

"El Rey non era un granché..." Disse, prendendo a sua volta un paio di merendine e tornando nel salotto.

Kate masticò lentamente la prima merendina, assaporandone il sapore dolce, dopo qualche secondo mormorò: "Sembrava essere la cosa più importante del mondo per te..."

Il volto di Seth si rabbuiò per un istante, l'uomo gettò la merendina, alla quale aveva dato solo un morso su un tavolino, e disse: "La vita è fottutamente strana...lo sai, no?"

Kate appallottolò l'involucro della merendina bofonchiando: "Dillo a me..."

Altro silenzio. Kate non sapeva se piantare una pallottola in mezzo agli occhi dell'uomo, o chiudere la distanza che li separava e ficcargli la lingua in gola.

C'erano stati uomini...in quei sei anni. Scopate consumate nei sedili posteriori di auto, o nel retro di furgoncini, o in camere di motel. C'erano stati uomini senza nome, di cui non aveva conosciuto che il corpo, per poche ore. Al pari degli allenamenti, erano stati modi per tenere a bada sogni ed incubi, per passare le ore che la separavano dalla notte e dall'uccidere vampiri. Li aveva desiderati quegli uomini? Non ne era sicura.

Desiderava Seth?

Sì. Lo desiderava...ma desiderare non era un lusso che poteva concedersi, accantonò quindi i suoi pensieri, soprattutto quando Seth disse: "Così...dai la caccia ai fottuti vampiri?"

Kate scrollò le spalle. "Già..." Disse solo. Si lasciò cadere sul divano e fu sorpresa quando Seth fece qualche passo e si mise a sedere accanto a lei mentre chiedeva: "Perché?"

"Perché no?" Domandò lei di rimando.

Seth la guardò come se le fosse improvvisamente spuntata una seconda testa...o un terzo occhio in mezzo alla fronte.

"Perché..." Cominciò lui, prima di sollevare le mani in aria e scrollare le spalle.

"Non era quello che volevo..." Cominciò lei.

S'interruppe. Come poteva spiegarglielo? Forse Seth aveva creduto che lei fosse tornata negli Stati Uniti, avesse finito la scuola...e ci aveva pensato, per qualche ora, fino al tramonto...quando si era ritrovata a combattere altri vampiri, incazzati neri per quanto era accaduto la notte prima.

Dopo la seconda notte, della quale conservava un ricordo estremamente nebuloso, combattere i vampiri era stata l'unica cosa sensata da fare, l'unica cosa che riusciva a fare bene. L'unica cosa che le importasse fare.

"E tu?" Domandò invece.

"Io cosa?" Chiese Seth.

"Giri sempre con un crocefisso e dei paletti o li tieni con te in caso servano...?"

Seth si strinse nelle spalle. "Detesto quei figli di troia..." Disse a bassa voce, come se spiegasse tutto...ed incredibilmente, era così. Le bastò un'occhiata, per scorgere dettagli che le erano sfuggiti fino a qualche secondo prima, dettagli del viso di Seth, che contava rughe dannatamente simili alle sue...rughe derivate da troppe ronde, troppi incubi e troppa paura.

"Sono stato ad El Rey per qualche mese...finiti i vampiri della zona, sono riuscito ad andarmene da quel cesso ed ho cominciato a girare..."

Kate annuì alle parole dell'uomo. Ricordava come Seth avesse combattuto quella notte...come avesse rifiutato di arrendersi, fino all'ultimo. Ricordava di come si fosse stretta a lui, mentre erano circondati da vampiri.

Se n'era andato via a bordo di una convertibile rosso sangue, solo per continuare quello che aveva cominciato quella notte. Cosa che aveva fatto anche lei.

 Sì, pensò, la vita era fottutamente strana

"E così ti sei ritrovato in Canada?" Domandò.

"Ho sentito parlare di una colonia piuttosto grossa..." Spiegò lui.

Kate sorrise, per un istante, prima di dire: "Anch'io...sono arrivata qui una decina di giorni fa"

Seth annuì brevemente alle sue parole: "Arrivare qui è stato un casino, e come se non bastasse fino a questo momento... " Si strinse nelle spalle: "nada de nada..."

Quando, in seguito, Kate si ritrovò a pensare a quella mattina, ricordò soprattutto di come Seth e lei, si fossero ritrovati a parlare, per ore, delle loro esperienze negli ultimi sei anni, dei vampiri che avevano ucciso, di quelli che volevano uccidere...delle armi che preferivano.

Si ritrovò a pensare al fatto che avessero sorriso, entrambi.

Si ritrovò a pensare che erano state due persone maledettamente sole per troppo tempo...e che entrambi, si erano sentiti per la prima volta da tantissimo tempo, a casa.

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di fioredargento

29/04/2007 - 00:57

The passion of Darkly Noon

Ne avevo vista qualche immagine online, attirata dal fatto che vi recitasse Ashley Judd, di cui sono ammiratrice, ma non avevo nemmeno idea di come si chiamasse... poi, ieri, l'ho trovato in edicola, l'ho preso, ed oggi sono riuscita a vederlo...
Per arrivare immediatamente a consigliarlo, sebbene mi renda conto di come non si tratti di un film " facile" da apprezzare. E mi senta obbligata a premettere che si tratta di una pellicola assolutamente inadatto ad un pubblico non adulto.

Detto ciò, partiamo dal punto dolens di gran parte della produzione straniera importata in Italia : la traduzione dei titoli!
Voi mi dovete spiegare, infatti, che cavolo c'entra l'italiano " Sinistre ossessioni" con l'originale " The passion of Darkly Noon"!
No, dico, tradurlo semplicemente " La passione di Darkly Noon" avrebbe comportato una qualche penale? sarebbe stato disonorevole ?! No, se qualcuno lo sa mi illumini, per cortesia!!

Ma non ci soffermiamo su questo argomento, altrimenti rischio un travaso di bile!
Perlomeno, si può derivare una qualche soddisfazione dal fatto che questo bieco adattamento del titolo centri in pieno quello che è il nucleo e l'essenza intera del film : un'ossessione.
Perchè la pellicola di questo parla; di un'ossessione.
Un'ossessione che cresce, che diventa morbosa, che corrompe e distrugge come una cancrena. Tanto più purulenta e mortale tanto più viene negata e nascosta, come la corazza di ferro spinato che il protagonista di lega attorno al petto, tanto più si cerca di vincerla. Perchè non si può vincere un sentimento malato come quello che il giovane Darkly Noon, unico superstite di una famiglia di fanatici religiosi nutre per Callie, ragazza selvaggia e bellissima che lo ha soccorso ed accolto in casa sua.
Callie è come una ninfa pagana, una creatura dei boschi, che dei boschi ha la pericolosità e l'innocenza. Non è assolutamente consapevole della propria bellezza, della intollerabile tentazione che rappresenta per Darkly, da sempre abituato a reprimere le proprie pulsioni, e, contemporaneamente, appassionata amante di Clay, l'uomo, muto e selvaggio quanto lei, con cui vive.
Callie è carne e fuoco che non sa di incendiare.
Ha le reazioni istintive di una bambina e un corpo che pare un inno alla carnalità, che espone con innocenza e inconsapevolezza.
E sarà proprio questo connubio all'apparenza impossibile a condurre Darkly alla follia.
Perchè così assurdo appare ai suoi occhi l'affetto che Callie, evidentemente, nutre nei suoi confronti, il modo in cui si muove, in cui sembra provocarlo, per poi fermarsi entusiasta a parlare di Clay, o a chiedere " perchè" non possa spogliarsi davanti a lui...
Così assurda gli appare questa totale mancanza di convenzioni, proprio a lui, che di regole e convenzioni è sempre vissuto, che solo l'imputare a lei ogni cosa , solo crederla una strega gli è infine di malato, folle conforto.
C'è una tale incompatibilità fra quel che prova per lei , fra le reazioni del suo corpo alla sua vista, e quello in cui è stato abituato a credere, che Darkly cerca prima di porre un freno alla sua ossessione con punizioni fisiche e autoflagellazioni, per poi convincersi, spinto in questo anche dalla vecchia e rabbiosa Roxy, che la colpa sia solo di Callie, dell'incantesimo che gli ha riversato addosso.
Proprio come la stessa Roxy, in realtà madre di Clay, imputa alla ragazza l'ossessione nei suoi confronti del marito, morto di infarto mentre cercava di violentarla.
Ma mentre Roxy, ritiratasi a vivere da sola nella foresta, finisce col togliersi la vita, Darkly viene convinto dalla sua follia che il suo compito sia quello di eliminare, punire la strega.
E ci riuscirebbe anche, in un finale drammatico, se non fosse fermato da una pallottola al cuore, e , prima ancora, dalla voce della stessa Callie, che gli dice, semplicemente, "ti amo".
La stessa Callie che, nonostante tutto, piange disperatamente sul suo cadavere.


E' bello questo film, nonostante a molti possa sembrare il sito thriller della follia.
Bello per i personaggi che il regista e sceneggiatore PhilipRidley è riuscito a disegnare, e per gli inquietanti interrogativi che pone.
Per quanto riguarda il primo punto, infatti, accanto alla Callie di una strepitosamente bella, bravissima, innocente e peccaminosa Ashley Judd, e all'inquietante Darkly di Brendan Fraser, troviamo il Clay interpetato da Viggo Mortensen.
Muto, gentile e forte, è come una sorta di personalizzazione della foresta in cui ama vagare per giorni interi. Con i fischi con cui attira l'attenzione , i giochi di prestigio e la sollecitudine per gli altri, e insieme la furia con cui difende coloro che ama.
ha occhi puliti, Clay, occhi con cui Viggo Mortensen sa parlare, anche senza proferire un verbo. E l'essenza di tutto il suo personaggio potrebbe essere colta parafrasando una battuta di Callie :" Solo Clay potrebbe tirar fuori una canzone da una radio rotta ".
Ma non sono solo trama, personaggi e interpreti , come ho detto, a rendere interessante... ed inquietante... questo film, quanto la serie di interrogativi che ci pone... le scene che ci fa guardare, come attraverso uno specchio, e che appartengono al nostro passato... e al nostro presente.
Erano, infatti, proprio questo le streghe, anche nei secoli scorsi?
Erano come Callie, creature, alle volte, ingenue e inconsavoli dei desideri che accendevano negli altri? Uomini che, magari, si fustigavano, martoriavano il proprio corpo come Darkly?
Quante donne, quante innocenti, sono state denunciate e arse vive per mano di uomini che reputavano dovessero essere imputati a loro e solo a loro, al potere magico che non potevano mancare di esercitare, i pensieri e le azioni carnali, peccaminosi, che altrimenti non avrebbero mai potuto macchiare i loro animi puri?
Che ripetevano, a se stessi e agli altri, di fare la volontà di Dio, di rendere a Lui vendetta, compiendo tali delitti?
Quante Callie scivolavano sorridendo fra i boschi, e quante Roxy le osservavano, livide ed invidiose, dal folto della foresta ? E quanti Darkly hanno alzato su di loro spade sporche di sangue, per lavare un peccato che era solo il proprio ?
Per quanti secoli si è imputato alle donne il peccato degli uomini? E per quanti l'innocenza è stata macchiata come una colpa?
E oggi?! Sono diverse le cose, oggi?
Oggi che , in piena prima serata, sentiamo dire in Tv che è colpa di una ragazza che cammina in minogonna, se viene aggredita ?
Che ancora, in pieno XXI secolo, viene vomitata addosso alle vittime la bestialità dei carnefici?
In cui, addirittura , si incolpano le madri che vestono le figlie come bambole ( cosa di per se scellerata) dello schifoso comportamento dei pedofili?
A ben vedere, The passion of Darkly Noon parla di tutto questo, e di altro ancora.
Parla del nostro passato, ma anche anche del nostro presente. E in modo, ovviamente, enfatizzato, di quello che facciamo un pò tutti noi.
Quando perdiamo di vista i veri valori, e ce ne costruiamo di nostri.
Quando ci mettiamo con un uomo sposato, perchè " è la moglie che non lo soddisfa", quando tradiamo un'amica " perchè se l'è meritato", quando mentiamo a un genitore perchè " è lui ad essere antiquato".
Quando giustifichiamo noi stessi perchè non abbiamo il coraggio di guardare in faccia l'orrore che è dentro di noi.
Ed è più facile accusare colui che stiamo colpendo, anzichè ammettere che lo stiamo facendo perchè lo vogliamo, o, semplicemente, per trasmettere a lui il nostro peccato. Per stare meglio.
Perchè nello stesso modo malato di Darkly Noon, arriviamo a pensare che fare del male alla stessa persona che è già nostra vittima possa essere per noi una catarsi.
Perchè Dorian Gray non è l'unico ad avere paura del suo vero aspetto.
Di tutto questo parla The passion of Darkly Noon, per chi ha la voglia di approfondire un pò...
Ma... naturalmente.. lo si può anche guardare perchè, semplicemente, siamo amanti dei thriller!!!!

 

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Broken Wings part 2

di fioredargento

27/04/2007 - 00:59

Perché la sua vita doveva essere sempre, sempre così fottutamente complicata?

Seth Gecko digrignò i denti, sistemandosi contro il torace la donna svenuta.

Doveva essere una ronda di routine, prima di andare a dormire. Aveva adocchiato il figlio di puttana quella sera, quando lo aveva visto uscire da un locale con la vittima prescelta per la notte: la solita oca bionda, che avrebbe dovuto sapere che rimorchiare sconosciuti nei locali, soprattutto in certi locali, era una stronzata.

Aveva seguito il vampiro - perché aveva avvertito subito che si trattava di un vampiro, i peli della nuca gli si erano rizzati, allertandolo del pericolo - pronto a ficcargli un palo nel cuore e concludere così, la serata.

Avrebbe dovuto essere una ronda di routine ed, invece, si era ritrovato davanti il volto di una ragazza che aveva sperato di non vedere mai più, una alla quale aveva fottuto la vita sei anni prima.

Aveva provato a dimenticare.

Aveva passato i primi due mesi dopo quella notte al Titty Twister, pieno di alcool fino agli occhi...cercando di dormire... senza riuscirvi.

Lui un assassino...aveva avuto paura del buio.
Lui un assassino... aveva avuto paura di chiudere gli occhi.
Lui un assassino... aveva passato due mesi con gli occhi sbarrati, nel buio, a bere alcool che non riusciva a stordirlo.

Aveva cercato di tornare alla sua vita normale, ma la sua mente continuava a bloccarsi, a fermarsi a quella notte...e a Kate.

Aveva detto di essere un bastardo, ma non tanto bastardo. Aveva continuato a pensare a quelle parole anche quando, mesi dopo averle pronunciate, aveva cominciato a cercarli, a cercare vampiri, forsennatamente...pensando che solo in quel modo sarebbe riuscito a riposare... Ed incredibilmente, aveva avuto ragione.

Ucciso il primo cazzo di vampiro, aveva poi dormito come un bambino.

Uccidere vampiri era diventato il suo personale sonnifero, meglio di un valium(, meglio di tutto il Jack Daniel's(  del mondo.

Era stato presto introdotto in un mondo del quale non aveva mai neanche immaginato l'esistenza... quello dei cacciatori di vampiri. Era un mondo sotterraneo con regole che, neanche a dirlo, ignorava bellamente, un mondo fatto di gente che dormiva poco, sognava troppo ed uccideva succhiasangue come fosse la cosa più normale del mondo.

Aveva tenuto un profilo basso, nel mondo del crimine, aveva imparato presto a prendere ai succhiasangue soldi, armi, auto, oltre che le loro cazzo di vite.

Aveva girato tutto il Sud America, eliminando vampiri con la stessa freddezza, la stessa precisione, con la quale aveva ucciso esseri umani. Aveva girato tutto il Sud America, prima di dirigersi verso Nord.

Con la mente tornava spesso alla notte al Titty Twister, alla morte di suo fratello...e alla famiglia Fuller.

Tutti morti per colpa sua, e di tutte le morti di cui era responsabile, quelle erano le uniche di cui gli importasse davvero qualcosa.

Si era domandato per molto tempo se Kate fosse riuscita a sopravvivere o se, invece, avesse baciato la canna della pistola che aveva buttato a terra poco prima che se ne andasse a bordo di quella cazzo di convertibile rosso sangue.

Non aveva cercato di informarsi, che senso avrebbe avuto?
Aveva lasciato una ragazzina, da sola, in Messico.

Aveva lasciato una ragazzina che aveva appena perso la sua famiglia, fingendo di essere nobile.
Che cazzo di senso avrebbe avuto?

Poi, un paio di anni prima, aveva cominciato a sentire voci su una ragazza, una ragazza che andava in giro su un vecchio camper, una ragazza che spaventava i cacciatori di vampiri, per quanto era fredda, per quanto era spietata.

Non gli ci era voluto molto per capire che quei racconti parlavano tutti della stessa ragazza, tutti di Kate Fuller.

Non l'aveva cercata...aveva, anzi, provato a starle alla larga.

Fino a quella sera.

L'aveva vista...mentre seguiva il cazzone...aveva visto il suo corpo magro muoversi silenziosamente, aveva visto i capelli di lei, incredibilmente lunghi, raccolti in una coda di cavallo con un elastico, aveva visto i jeans logori, ed il cappotto troppo largo.

E poi l'aveva vista combattere...ed era rimasto senza parole. La ragazza aveva avuto potenziale sei anni prima: era stata agile e dai riflessi pronti, ma troppo piena di paura.

La donna che aveva visto combattere era stata fredda, senza paura.
Gli aveva ricordato se stesso...

E poi, il figlio di troia dalla faccia da gatto aveva quasi avuto la meglio...ed era stato allora che era intervenuto.

Aveva ricordato la promessa fatta a Jacob Fuller sei anni prima. Aveva promesso che non avrebbe permesso che facessero del male a Kate.

Si, d'accordo, lo aveva promesso in relazione a suo fratello...ma Seth Gecko manteneva sempre le sue promesse.

O, almeno, questo era quanto si era detto, mentre distraeva il vampiro permettendo a Kate di ucciderlo. 

Il volto di Kate quando si era voltata, dopo aver udito la sua voce, mentre le si avvicinava, gli era sembrato troppo pallido...vecchio e giovane insieme. Era rimasto immobile come un perfetto idiota, mentre lei faceva lo stesso.

E poi, era svenuta.

Detestava quando le donne svenivano....e detestava soprattutto quando lo facevano in una strada semideserta, dopo aver fatto fuori un vampiro.

Abbassò la testa e, a dispetto della rabbia, si ritrovò a sorridere. Aveva sempre avuto un debole per Kate Fuller ...

Non che avesse passato gli ultimi sei anni a sospirare come un fottuto liceale alla fottuta prima cotta...o che avesse passato sei anni in castità...quello che provava per la ragazzina era una cosa solo sua...una cosa sulla quale non amava soffermarsi, una cosa che entrava nei suoi sogni, e che gli faceva alzare le tende quando si parlava dell'ammazza vampiri che girava in un camper.

Camminò fino alla sua auto. L'aveva presa ad un succhiasangue qualche settimana prima, in una città di cui non ricordava neanche il nome. Cambiava auto quanto più spesso possibile, gli ultimi sei anni gli avevano davvero insegnato qualcosa quanto a tenere un profilo basso.

Cazzo, gli ultimi sei anni gli avevano insegnato un sacco di cose, riguardo ad argomenti di cui avrebbe preferito ignorare l'esistenza!

Sapeva uccidere vampiri in migliaia di modi, sapeva quanto ci mettevano a trasformarsi, i loro punti di forza, quelli deboli. Sapeva che il loro sangue puzzava e che ci volevano almeno due docce prima di togliersi quelle schifezze dalla pelle.

Sapeva che in ogni città nella quale si trovasse, per quanto in culo al mondo, poteva contare di trovarne sempre qualcuno...ed insieme a loro i cacciatori di vampiri.

Sapeva che i cacciatori di vampiri erano tutti uguali: vestivano di nero, erano troppo pallidi, e lo sguardo nei loro occhi era sempre leggermente allucinato, quasi come se si fossero fatti un trip finito male.

Si chiese per un momento se anche sul suo, di viso, ci fosse quell'espressione allucinata di chi aveva visto cose da incubo.

Decise di fottere quel pensiero sul nascere mentre sistemava Kate sul sedile accanto al suo. Avrebbe scaricato la ragazzina da qualche parte, magari in casa di qualche ammazza vampiri ed avrebbe tagliato la corda alla velocità della luce.

Questo si disse, quelli erano i piani formati dalla sua mente, eppure, si ritrovò fuori lo stabile dove viveva, senza capire il perché.

Così come senza capire il perché, la prese tra le braccia e la portò in casa, adagiandola poi sul suo letto.

Perché doveva sempre incasinarsi la vita?

Inclinò la testa di lato, cercando di rilassare i muscoli tesi del collo, prima di sfilarsi il cappotto. Continuò a gettare un'occhiata verso il letto, mentre si liberava delle armi che portava sempre con se: due pistole, la 44 per gli umani e quella speciale, quella con proiettili sui quali incideva croci per poi farli benedire da qualcuno dei preti ammazza vampiri, posò la cintura porta paletti ed infine la croce...

Se qualcuno gli avesse detto che avrebbe girato, un giorno, con un crocefisso, gli avrebbe probabilmente piantato una pallottola in mezzo agli occhi.

Kate dormiva profondamente, ora. Era passata dall'incoscienza al sonno senza aprire gli occhi neanche per un secondo, e Seth scosse la testa, mentre usciva dalla camera da letto per recuperare una birra dal piccolo frigo portatile.

Quello dove viveva non era che un buco: una piccola camera da letto, un salottino-cucina ed un bagno. Lo aveva scelto perché il padrone di casa non aveva fatto domande, i vicini non rompevano le palle e perché era vicino ad una chiesa...rendeva più semplice recuperare l'acqua santa.

Si fermò con la bottiglia di birra a qualche centimetro dalla sua bocca. In cosa cazzo si era trasformato? Quando, esattamente, aveva cominciato a far ruotare la sua vita attorno ai vampiri e al modo di ucciderli?

Sapeva che doveva farlo...e non per ragioni altruistiche...doveva uccidere vampiri, altrimenti non riusciva a dormire e mentre teneva gli occhi sbarrati nel buio, le ombre divenivano mostri...le ombre divenivano Richie, dal volto distorto, le ombre divenivano Jacob Fuller, il cui sguardo, una volta divenuto vampiro era stata la cosa più terribile che avesse mai visto. Le ombre divenivano Sex Machine, Santanico Pandemonium, le ombre divenivano il corpo di Scott, il fratello di Kate, mentre veniva martoriato dai vampiri.

Le ombre divenivano Kate, ed il suo corpo magro, stretto al suo, le ombre divenivano le braccia di lei che si avvinghiavano alle sue, implorandolo di non lasciarla, mentre venivano accerchiati dai vampiri.

Doveva uccidere quei cazzo di demoni. Non aveva altra scelta.

Tutto il resto, si rese conto, aveva smesso di avere significato...quand'era stata ultima volta che aveva fatto una rapina? Quand'era stata l'ultima volta che aveva ucciso un essere umano?

Non lo ricordava.

Digrignò i denti, bevendo un sorso dalla bottiglia.

Avrebbe aspettato il risveglio di Kate, si sarebbe assicurato che non intendesse svenire di nuovo e poi le avrebbe indicato la porta.

Si lasciò cadere sullo sgangherato divano, tenendo tra le mani la bottiglia.
Doveva solo aspettare.

Sì, ma perché, perché era sempre tutto così fottutamente complicato?

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Premessa : io non sono una fan storica de "La Squadra". E' stata Anna a farmi scoprire questa serie, e diciamo che ho cominciato a seguirla con regolarità, più o meno, dall'arrivo nella serie di Tony Sperandeo, attore che ho sempre ammirato tantissimo, e che non vedevo proprio l'ora di poter vedere in un ruolo da "buono" ! Cosa che si è più che avverata, dal momento che il suo Sciacca non è solo un "buono", ma è un ... " mito" !! :) Premessa fatta, in questi anni mi sono sempre più affezionata alla serie, ai suoi personaggi ed ai suoi interpreti, arrivando a non perdermi un episodio, repliche comprese! Non si stupirà , quindi, nessuno, leggendo del mio disappunto e della mia delusione nell'apprendere, settimana dopo settimana, dei cambiamenti che i produttori di questa serie, che è uno dei fuori all'occhiello della nostra produzione, hanno deciso di imporre alla serie. Imporre, si, dal momento che si tratta di decisioni prese, a quel che ho letto, a tavolino, senza tenere in nessun conto le opinioni dei fan della serie , e tralasciando anche alcuni dati, secondo me, abbastanza rilevanti. Decisioni che comporteranno, nel prossimo futuro, l'uscita di scena di alcuni dei personaggi storici, che verranno rimpiazzati da attori più... come posso dire... giovani e "ganzi" ?!

E' questa, infatti, la piega che sta prendendo la serie, inoltrandosi però lungo un percorso che, io temo, finirà con lo snaturarla, facendo anche venire meno quelli che sono, al momento, i presupposti del suo successo!

Perchè io seguo La Squadra ?! Per ammirare una schiera di affascinanti attori, belli e patinati?! C'è Bones per quello! O ci sono i vari CSI, in cui il peggior agente del sgruppo sfoggia completi firmati che non so proprio come si possano permettere con uno stipendio da poliziotti!!
Per l'umorismo?! Bè, ci sono altre serie, anche poliziesche, che ne hanno da vendere, a partire da NCIS per continuare con molti atri titoli...
Per le trame coinvolgenti?! non me ne vogliano gli sceneggiatori, ma La Squadra non è certo l'unico telefilm con una trama al cardiopalma che ti prende e non ti lascia andare! L'ultima stagione di RIS, così come le precedenti, mi hanno letteralmente inchiodata alla poltrona! E se vogliamo andare oltreocenano, Rete 4 ci propone Law and order SVU, scritto così bene che a volta senti la puzza del degrado della società moderna !
E sempre , ad esempio, Law e order SVU ci da la prova di come esistano anche altri telefilm realistici, così come possono fare altre serie, per non parlare dei vari Film per la Tv e delle miniserie...
Ecco... ho trovato! Per gli attori!! Perchè, forse gli attori di RIS non sono bravi?! O non sono bravi gli attori di Law and order SVU ?! O non sono bravi gli attori di Distretto di polizia ?!
Allora i personaggi... come non amare Sciacca, o Guerra, o Ramaglia... ma questo vuol forse dire che non si ami nello stesso modo la povera Anna Giordano, o Elliot Stabler?!
No... direi proprio che non ci siamo... direi proprio che nessuno di questi è il motivo reale per cui io seguo La Squadra, e come me molti altri fedeli spettatori della serie.
Il motivo per cui io seguo La Squadra è perchè... è La Squadra! Perchè è unico nel suo cuore, nel suo spirito, nel modo in cui è realizzato. Perchè è il mix di tutte le sue componenti a renderlo speciale! E, a parer mio, modificare questo mix significa anche trasformare La Squadra in qualcosa di diverso... non dico obbligatoriamente peggiore, ma diverso!!
La Squadra è come un dolce... assolutamente perfetto nella miscela di ingradienti che lo compongono... se io ne cambio uno, se vario le dosi, o il tempo di cottura, potrò avere la fortuna di inventare una ricetta migliore, o mi potrà capitare di tirare fuori dal forno una emerita schifezza! Ma comunque, senza ombra di dubbio, non otterrò più il dolce originale... quello scritto nella vecchia agenda di cucina della nonna, che mi tiene compagnia ogni domenica da quando sono bambina...

E a questo punto... invece di imbastardire la ricetta... io cambio dolce!!

E così... se devo vedere un telefilm pieno di attori giovani e patinati, ma perchè dovrei rimanere su Rai Tre invece di cercarmi una nuova puntata di NCIS o di Law and Order SVU ?! Se mi devo vedere trame al cardiopalma, ma aspetto che ricominci RIS. Non vedo proprio perchè devo rimanere a guardare come viene smembrato un cast che ho imparato ad amare, e snaturata una serie che ormai è per me un appuntamento fisso !!

Capisco benissimo le rimostranze di Massimo Bonetti, in una bella intervista sul numero corrente di Sorrisi e Canzoni. Anche se io penso che quel che stanno facendo a La Squadra vada ancora oltre la morte del suo personaggio. Perchè, sinceramente, se La Squadra è riuscita a sopravvivere alla morte di Amato, potrebbe anche riuscire a sopravvivere alla morte di Guerra... ma di certo non allo sterminio di tutti i protagonisti storici! Non ad un cambio di rotta così radicale! Non allo sconvolgimento che , a quanto pare, dovrà venire. Già io non sono stata d'accordo con le modifiche di alcuni aspetti di per se peculiari della serie, come il cambio del taglio registico e di montaggio, figuriamoci poi questo!

E nello stesso modo mi sembrano abbastanza deboli le motivazioni  della " controparte "...
Tutte le serie, a un certo punto, devono cambiare... e scusatemi, ma in quale libro sta scritto ?!?!
Chi ha stabilito che per conservare il proprio successo una serie deve per forza modificare la propria formula ?!
E non è forse vero, invece, che proprio un cambiamento radicale nell'alchimia che costituisce il cuore e la base del successo di una serie ha spesso determinato un drastico calo di popolarità e quindi la cancellazione della serie stessa?! Si potrebbero fare moltissimi esempi, in un senso e nell'altro!!
Prendiamo, ad esempio, Law and Order! Sono 16 anni che va avanti, con la stessa formula, e per 14 anni ha avuto gli stessi e identici due protagonisti principali! Non si parla di 8, 9 anni, ma si 16 !! E Stargate SG 1?! Alla decima stagione ancora in corso! Star Treck TNG ?! Sette stagioni con gli stessi protagonisti! E Settimo cielo, alla decima stagione, in corso?!?!
E dall'altra parte, che cosa è successo ad X- Files, quando, all'ottava stagione, hanno ben pensato di cambiare il protagonista principale ?! Crollo di ascolti e finale entro il secondo anno! E lo stesso vale per Angel, che non è sopravvissuto allo stravolgimento dello spirito stesso della serie, e alla spersonalizzazione dei protagonisti. La Bella e la bestia aveva un enorme successo... fuori Chaternine, fuori la serie.

Quel che non si vogliono mettere in testa, i signori produttori o chi per loro, e che, in un mondo in cui così poche cose sono davvero insostituibili, non si può pensare che lo sia una serie tv !! Non si può pensare di aver firmato con gli spettatori un contratto per la vita! Uno spettatore , al contrario, continuerà a seguire un determinato programma fino a che gli darà quel che desiderà, poi utilizzerà il sommo potere del telecomando!!
E quel che io desidero quando accendo la Tv per vedere La squadra, è sorridere di fronte all'atteggiamento da " mamma chiocchia e burbera " di Pettenella, di " padre benevolo" di Guerra. E' domandarmi quando Giulia e Demetrio la smetteranno di fare i cretini e si decideranno a mettere la testa a posto! E' attendere le battute " alla Sciacca" di Sciacca, le sue "intuizioni alla Sciacca" e le sue azioni ancor più " alla Sciacca". Quel che voglio è ritrovarmi come cattivo un Sergio Fiorentini davanti a cui vorresti solo scappellarti. Quel che voglio è vedere davanti a me dei volti veri, scavati dalle rughe, imperfetti! Voglio vedere le pancette accanto alle belle forme, voglio vedere gente che prende a pugni un sacco insieme ad altra che si dedica al " sollevamento" panini. Voglio l'umanità che questi grandi attori sanno dare a questi grandi personaggi. E il tipo di storie che ho imparato ad amare. Non più intricate, non più glam, non più o meno moderne... queste... Perchè se cercassi qualsiasi altra cosa... se cercassi qualcosa di diverso... avrei ampia possibilità di scelta.  Non mi vengano a dire che una Squadra senza Ramaglia, senza Guerra, senza Pettenella, o Alfio, continuerebbe ad essere la Squadra! E' potuta andare avanti dopo gli abbandoni d personaggi amatissimi, come Amato e Guerra, proprio perchè il nucleo rimaneva, arricchendosi, magari, di nuovi personaggi, ma senza disgregandosi mai... mentre quel che vogliono fare adesso è qualcosa che davvero non riesco a comprendere!

Detto ciò, spero che la Tv ci proponga serie nuove, italiane e non, perchè non penso proprio che potrò sopportare lo scempio di qualcosa che ho tanto amato...
Pazienza... pochissime cose  non si possono sostituire...
Il problema, il vero problema, almeno per me, sarà... sopportare i futuri bruciori di stomaco e continuare a guardare questa " nuova Squadra"... o rinunciare ad ammirare quel grandissimo attore che è Tony Sperandeo ?!?!

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Non sono brava a realizzare delle colorizations, sia perchè non ho il tempo per dedicarmici, sia perchè non possiedo delle tecniche precise e particolari come quelle che rendono unici e bellissimi tanti lavori che si trovano in rete... e molte delle persone che li realizzano, diciamocelo, sono assai restie a divulgare i loro segreti!! :P

Comunque sia, questo è un piccolo esempio di quel che "non so" fare....

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di fioredargento

25/04/2007 - 00:27

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di fioredargento

24/04/2007 - 23:59

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La stagione dell'attesa

di fioredargento

22/04/2007 - 18:58

Sarà la primavera che un pò incombe un pò indietreggia di fronte agli ultimi attacchi del generale Inverno, sarà la rarefazione di certe giornate in cui sembra che il tempo non faccia altro che attendere che qualcosa accada, ma sono strane giornate, queste...
Strane sensazioni, stana percezione delle ore, che un momento sono davanti a te, nella loro interezza, e quello dopo sono già scomparse...
Strani ricordi... ne chiari e sfumati...
Strana consapevolezza del mondo stesso...
Se dovessi dare un nome a questa stagione... e se esistesse una ragione logica per farlo... direi che è la stagione dell'attesa...
Un'attesa continua, che vive e si rivela in ogni gesto... e forse è l'attesa stessa a trasmettere questa sensazione di eterna, continua stanchezza... eterna insoddisfazione mista a una stanchezza troppo grande per poter cambiare qualcosa...
Forse è l'attesa stessa... nel tentativo di impedire al cervello di interrogarsi...
Di chiedersi... che cosa è che sta aspettando...
E che cos'è che verrà...
Domani... o fra un mese...
Dietro l'angolo... o più avanti...
Perchè forse, se ci si fermasse... se si smettesse semplicemente di attendere e ci si domandasse che cosa si sta aspettando... sarebbe troppo facile... lasciarsi prendere dal panico...
Dalla paura...
Che cosa si aspetta in questa strana stagione dilatata?!
Grandi eventi o piccole cose... ?
Dettagli che potremmo modificare... o il sopraggiungere di un'onda che non si può arginare?!
E si può davvero fare qualcosa di diverso... dall'aspettare ?

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Broken Wings: Kate & Seth
~ seguito di “From Dusk Till Dawn”~

 Autore: Anna

E-Mail: dueuominieunagatta@hotmail.com

Disclaimer: Seth Gecko, Kate Fuller ed i personaggi di “From Dusk Til Dawn” da me citati in questa fan-fiction, appartengono a Robert Kutzman, Quentin Tarantino, Robert Rodriguez (aka DA MAN…guys, by the way, Sin City rocked my world!) e chiunque detenga i diritti sul film.
I personaggi che non ricordate di aver visto nel film sono, invece, una mia creazione. Non scrivo a scopo di lucro e non intendo violare alcun copyright. Broken Wings appartiene agli Alterbridge e a Mark Tremonti, autore delle parole e delle musiche della canzone. Anche in questo caso non intendo violare alcun copyright, né intendo lucrare sulla canzone, contenuta nell’album: “One day remains”

Rating: NC17 per la quantità industriale di parolacce, sangue e per situazioni sessuali. Angst.

Sommario: sei anni dopo gli eventi che hanno cambiato le loro vite per sempre, le strade di Seth Gecko e Kate Fuller si incrociano nuovamente, per un’altra battaglia. Passato, prsente e futuro sono in gioco per i due. Riusciranno a sopravvivere? Riusciranno a sconfiggere nuovi demoni e vecchi fantasmi?

Nota: From Dusk Til Dawn è uno dei miei film di genere horror preferiti, ne ho adorato i personaggi, le situazioni…quindi, dopo la duecentesima visione del film (siano benedetti i DVD!), ho deciso di provare a scrivere qualcosa in merito. Questo qualcosa, prima che me ne rendessi conto, ha finito col trasformarsi in questo mostro che ha abbondantemente superato le cento pagine! Ho cercato di essere fedele allo spirito dei personaggi e spero di esserci riuscita. Per la cronaca, io non ho mai pensato che Seth Gecko fosse pazzo. E mi permetto di dissentire con l’interpretazione data Quentin Tarantino della scena finale del film, contenuta nello spassosissimo commentary al film, disponibile nel DVD…perché se c’è qualcuno che può cavarsela ad El Rey, quello non può essere che Seth Gecko! Tanto più se si considera che ondine sono disponibili versioni diverse della stessa scena. A questo proposito: per scrivere Seth mi sono attenuta al suo comportamento nel corso del film e ad informazioni tratte dalla sceneggiatura originale di FDTD. Parto inoltre dall’assunto che gli avvenimenti del film possano essere stati una sorta di catalizzatore per Seth, per cambiare un po’. Dal momento che ritengo Quentin Tarantino uno sceneggiatore eccezionale, mi sento molto a disagio nel provare a continuare una sua storia, posso solo sperare di rendere con questa fan-fiction, l’amore che provo per i personaggi da lui creati.
Altre note alla fine della fan-fiction.(sì, ce ne sono altre!)

Oh, e George Clooney versione Seth? He’s hot! Way hot!

Oh, e si, sono un diesel, way slow on the uptake especially about George Clooney, so what?


?indicano sogni? ; <indicano pensieri > ; *indicano enfasi*

A Maria, che mi incoraggia ad inseguire i miei sogni e le mie passioni, che mi fa scoprire nuovi mondi ogni giorno, che si sorbisce le mie visioni delle repliche di ER pur detestando il telefilm e che, come me, aveva notato l’alchimia tra George Clooney e Juliette Lewis in From Dusk ‘Till Dawn…ti voglio bene tesoro, un mondo di bene!


Capitolo 1
- L’incontro -


Fight the fight alone
When the world is full of victims
Dims a fading light
in our souls
Leave the peace alone
Now we all are slowly changing
Dims a fading light
in our souls

“Posso essere un bastardo, ma non sono un bastardo fottuto”

Sebbene fossero passati sei anni, ricordava ancora quelle parole. Kate Fuller si guardò attorno, mentre il suo passo diveniva più concitato.

Kate ricordava i raggi del sole e come avessero picchiato contro la sua pelle, ricordava ancora di come il tanfo di sangue, umano e di vampiri sui suoi vestiti, tra i suoi capelli, sulla sua pelle, fosse divenuto più pungente.

Nonostante le sue parole, non vi erano state lacrime, né allora, né dopo.
Non per quell’uomo. Non per quell’addio.

Era rimasta sola. Ma non c’erano state lacrime…perché il tempo delle lacrime era terminato. O, forse, erano state le lacrime a finire.

Sei anni.

La sua vita era cambiata dopo quella notte, cambiata tanto radicalmente che nessuno avrebbe potuto riconoscerla…se solo fosse rimasto qualcuno.
Ma Kate era sola.
Sola, a vagare di città in città. Sola, a dormire in un camper comprato da suo padre per una vacanza.
Sola…a dormire di giorno, con una croce stretta in pugno ed una pistola sotto il cuscino.
Sola, a lavorare nei locali più infimi con occhi ed orecchie ben aperti.

In cerca continua di loro…vampiri: per ucciderli. Lottava contro ognuno di loro come se fosse il primo e l’ultimo.

In cerca di Seth. Era ancora vivo?

I suoi sensi ormai abituati a riconoscerli, a riconoscere mostri che si celavano dietro maschere di carne e sangue, anche quando quest’ultime erano pressoché perfette, permettendo loro di confondersi tra la folla.

Il suo cuore o, per meglio dire, quanto ne rimaneva a sperare che lui entrasse da una delle porte dei locali nei quali era solita lavorare, e la guardasse, facendola sentire di nuovo viva.

Si lasciò scivolare nella mano destra un paletto mentre piano, si guardava attorno. Il Titty Twister non era stato che il primo covo che aveva ripulito da vampiri. Ce n’erano stati molti altri dopo. Famiglie intere di vampiri erano state falcidiate da lei…ed altri come lei.

Aveva rapidamente scoperto un altro mondo, uno sotterraneo popolato da uomini e donne che avevano votato la propria vita al dare la caccia ai vampiri, proprio come lei. Un mondo di persone legate le une alle altre, un mondo del quale lei si serviva, rifiutando di farne parte.

Perché lei lavorava da sola. Si fermava in una città solo il tempo necessario per fare il suo lavoro, eppure in ogni città cercava lui.

In ogni città, cercava Seth.

Nell’ambiente, sostenevano che era fredda come ghiaccio, una bastarda, peggiore anche dei succhiasangue che uccideva con tanta efficienza.

Kate non sorrideva.
Kate non faceva amicizia.
Kate non esitava ad uccidere.

Kate uccideva vampiri: uomini, donne, bambini, occasionali compagni di ronde…una volta morsi, non esistevano differenze per lei.
L’esitazione non era contemplata.
I sentimenti non erano contemplati.

Kate…aveva lasciato se stessa in quel maledetto buco in mezzo al deserto

Ed il suo cuore era andato via in una convertibile rosso sangue, sotto il sole di una mattina messicana; così diverso dal freddo di quella notte canadese. Una notte senza stelle.
Perfetta per i vampiri di quella città.

Svoltò un angolo, seguendo l’istinto, per qualche strano motivo sapeva sempre quando era seguita. Se lo era, e non lo escludeva, si sarebbero fatti avanti in un modo o in un altro.

E comunque non era degli umani che aveva paura. Era passato da un pezzo il tempo in cui una pistola puntata alla testa la spaventava.

Tempo, da quando aveva urlato…tempo da quando aveva pianto.

Strinse leggermente gli occhi: un ragazzo ed una ragazza camminavano poco più avanti.

La ragazza era umana…e leggermente ubriaca.
Lui…era alto, vestito in jeans ed un maglione, circondava le spalle della ragazza con un braccio.

Erano stati entrambi nel bar dove lavorava, quella sera, ma era stato lui ad aver attirato la sua attenzione. Kate aveva notato come avesse fatto ubriacare la ragazza, come avesse giocato con lei, abbagliandola con promesse di piacere, nel modo in cui l’aveva baciata, toccata, stretta a se.

La ragazza rise, aggrappandosi leggermente a lui, mentre con una mano infilata nella tasca del cappotto sembrava stesse cercando qualcosa, le chiavi di casa, forse. Si avvicinò piano, il vento che le scompigliava leggermente i capelli.

Era calma, fredda. Non provava alcun’emozione
Non la eccitava uccidere vampiri.
Non la soddisfaceva.
Non cercava di vendicare la morte di suo padre e suo fratello.

Kate uccideva vampiri perché quella era l’unica cosa che sapeva fare.
Ed era brava. Aveva imparato in fretta, ed aveva avuto un ottimo insegnante.

Kate avanzò ancora, cautamente, con gli anni aveva imparato ad essere silenziosa quanto i vampiri se voleva. I due poco lontano da lei, intanto, cominciavano a baciarsi, calcolò mentalmente la distanza che la separava da loro, chiedendosi se avrebbe fatto in tempo.
Decise di sì, mentre rafforzava la sua presa sul paletto.

Proprio in quel momento la ragazza inarcò la testa, offrendo la gola all’altro e Kate si trattenne dall’alzare gli occhi al cielo, esasperata!
Dannata oca, stava rendendo tutto più complicato!

Kate continuò ad avanzare contando mentalmente fino a dieci, era quanto di solito ci voleva per un vampiro a mutare volto rivelando il demone, prima di cominciare a cibarsi, creando così un altro vampiro.

Aveva anche la pistola con se, ma sapeva che con tutta probabilità non avrebbe fatto a tempo ad usarla. E comunque era raro che usasse armi da fuoco per strada: avevano la fastidiosa tendenza ad essere troppo rumorose. E Kate non voleva attirare l’attenzione: tenere il profilo basso era essenziale nel suo lavoro!
 
Il volto del ragazzo, un volto piuttosto attraente, si trasformò in una maschera orribile, una sorta di incrocio tra un umano ed un felino, quando lei gli fu addosso.

Nessuno si aspettava tanta forza da lei: né i vampiri, né cacciatori di vampiri. Non sapevano, non immaginavano neppure le ore che dedicava agli allenamenti, ore rubate al sonno.

Succedeva ancora, succedeva spesso. Le accadeva di svegliarsi col fiato serrato in gola, ed il battito stolido nel suo petto ad assordarla in quel camper che, improvvisamente, diveniva troppo grosso e soffocante, come il ventre di un enorme animale. Un animale morto.

Col passar degli anni si era resa conto che i sogni peggiori non erano gli incubi. I sogni peggiori erano quelli che la facevano sorridere, quelli in cui era felice con la sua famiglia o…Seth.
Erano quelli i sogni peggiori.
Ed allora il sudore, i muscoli che le dolevano per i troppi esercizi erano l’unico rimedio.

Era forte, Kate. Era forte abbastanza da sorprendere il vampiro e allontanarlo dalla ragazza. L’essere emise un suono, molto simile ad un ruggito, mentre si avventava su di lei. Kate si sottrasse abilmente. Non era veloce quanto il vampiro, ma lo era abbastanza da confonderlo.

Doveva solo impedire al figlio di puttana che ora le era piombato addosso di morderla. Non che le importasse un granché di vivere o morire; voleva solo far fuori il maggior numero possibile di succhiasangue prima di andarsene.

Sentì la ragazza allontanarsi e strinse i denti, mentre ancora riusciva a tenere a bada il vampiro.
Beh, quella era una buona notizia, almeno parte della missione era andata in porto…ora toccava all’altra parte: uccidere il succhia sangue. Prima però, pensò stringendo i denti, doveva staccarselo da dosso!

Era molto forte, da tempo non ne incontrava uno così.

Il vampiro la guardò sogghignando, montando sopra di lei, il volto una maschera di eccitazione e rabbia a rendergli ancora più terrificanti i tratti.

Il sogghigno dell’essere divenne sprezzante quando disse: “Quando avrò finito con te, ragazzina, diventerai la mia cagna…ma prima ti pentirai di essere mai venuta al mondo. Sarà lento…e doloroso…te lo giuro…”

Il vampiro le afferrò un polso e lo sbatté contro l’asfalto e Kate lasciò andare la presa sul paletto, gemendo.

“Mi piaci quando gemi,” Ringhiò lui: “E lo farai un sacco per me!”

Kate sgranò gli occhi.
Non aveva paura. Sapeva che sarebbe accaduto alla fine.
Sapeva che non sarebbe potuta durare per sempre.
Sei anni erano stati lunghi quasi il tempo di una vita.
Le dispiaceva solo di morire per mano di un’idiota di vampiro.
Le dispiaceva solo di non aver potuto rivedere un’ultima volta Seth.

Chiuse gli occhi mentre l’orrido volto del vampiro si avvicinava al suo collo e non poté fare a meno di rabbrividire.

Ecco, bellezza pensò, il capolinea…

Riusciva a sentire il fiato freddo del vampiro sul suo collo: era marcio…come la sua carne. Provò un’ultima volta a liberarsi, ma invano…era davvero troppo forte.

Strinse gli occhi, domandandosi per qualche istante se avrebbe avuto abbastanza tempo per uccidersi, prima di diventare una succhiasangue…suo padre, un uomo di Dio, la persona migliore che avesse mai conosciuto, ci aveva messo mezz’ora…quanto tempo avrebbe avuto lei?

Sentì la lingua ruvida del vampiro leccarle il collo per un istante, prima che una voce…una voce che credeva non avrebbe mai più sentito urlasse: “Ehi, cazzone! ”

Senza darsi il tempo di pensare, ignorando il battito disperato del suo cuore, approfittò della distrazione del vampiro su di lei e lo scalciò, facendosi poi leva sul corpo di lui, per rimettersi in piedi.

Efficiente. Fredda come ghiaccio.

Una bastarda, peggiore persino dei succhiasangue. Il paletto penetrò nel torace del vampiro, come al solito con estrema facilità, come affondare un coltello rovente nel burro.

Fece un passo indietro, tenendosi lontana dal sangue. Ansimava, sebbene non ne fosse consapevole. Osservò distaccata il sangue del vampiro, le sue carni esplodere.

“Kate?”

La voce…la voce di lui era incredula.

Sei anni. Aveva atteso sei anni, sperato sei anni.

Si voltò lentamente, il cuore…da quant’era che il cuore non le batteva tanto forte?  Onestamente non riusciva a ricordarlo, ed in quel momento non le importava.

Seth…
Seth era davanti a lei, come in uno dei suoi sogni.

Seth… vestito di nero, un lungo cappotto ad avvolgerlo, quasi come l’eroe di un fottuto romanzo.
Seth… con fili grigi alle tempie, più di quanti ne avesse avuti sei anni prima e la barba incolta.

Seth che le si stava avvicinando.
Kate fece un passo indietro, mentre il mondo, tutto il suo mondo diveniva bianco, di un bianco intenso, prima che l’oscurità, si impossessasse di lei, reclamandola.

Il suo ultimo pensiero, mentre le braccia di Seth l’afferravano, prima che toccasse l’asfalto, fu che non aveva dimenticato niente di lui.
Pensò a quanto la sensazione di essere stretta a lui, era esattamente come ricordava: anche in quel momento era in grado di farla sentire al sicuro. Non lo aveva dimenticato…ricordava ogni singolo dettaglio.
Pensò mentre chiudeva gli occhi, che anche il suo odore non era cambiato.

*    *    *
Continua...

 

 

 

 


 

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Il primo post di Anna

di fioredargento

20/04/2007 - 22:58

E finalmente anch'io metto mano al nuovo blog!:)

Thanks bunches a Maria per aver trovato questo nuovo, splendido posto!) Ti voglio bene, tesoro, ma questo lo sai, no?!?

Ho pensato, di postare una cosa...una fan-fiction. E' su "Dal tramonto all'alba", il suo nome è Broken Wings..dal titolo di una canzone degli Alterbridge (un tempo i Creed) che adoro.

Ma prima devo fare una premessa: era iniziata come una cosa breve...ed ora, due anni e 182 pagine dopo non vedo ancora la luce alla fine del tunnell...come Maria sa, io la chiamo il mostro.

Comunque, siate gentili:P I'm easily bruised - yeah, right:P-

 

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Tratta dal sito ufficiale della Croce Rossa americana, la notizia che Elisabeth Rohm si recherà in Vietnam dal 23 al 28 Aprile, insieme ad altri membri dell'associazione, nell'ambito di un programma di assistenza alle madri, i bambini e le loro famiglie promosso dalla locale Croce Rossa sotto il patrocinato della Croce Rossa americana.
Continua così l'attivismo di Elisabeth all'interno dell'associazione, in cui presta ormai da anni la sua opera di volontaria attiva, partecipando anche ad orerazioni di soccorso ed assistenza diretta sul campo.
Che dire... sono questi i veri motivi per cui la amo tanto!!
Per chi fosse interessato a saperne di più, ecco il sito della Croce Rossa Americana http://www.redcross.org/ 
 
Un grosso ciao a tutti,
Maria

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In un periodo dominato in maniera sempre più prepotente, sempre più assillante, da un cinema fatto di urla, di esagerazioni, di recitazione scomposta e senza la minima traccia di mestiere, di trame che sanno di visto e rivisto e realizzazioni che cercano di nascondere il niente dietro a un movimento di macchina da presa sempre più sensazionalistico ed un montaggio per cui dovrebbero essere premiate delle macchine, e non delle persone, ho passato due ore della mia mattinata a godermi la visione di un film del 1952, che, stranamente, non avevo mai visto prima, cosa bizzarra, data la mia passione per il vecchio cinema e per alcuni dei nostri grandi attori del passato in particolare. Chi mi conosce, infatti, sa quanto io stimi ed adori i vecchi leoni dell'epoca in cui per calcare un palcoscenico bisognava saper recitare, e non solo urlare o mostrare le gambe ( per mantenerci ad un certo livello). Chi mi conosce ancora meglio, e sono pochi, ha poi anche idea della mia venerazione per una signora che si chiamava Titina De Filippo, e che probabilmente la maggior parte della nuova generazione non ha mai visto recitare, non avendo la benchè minima idea di quello che si perde!

Il film di stamattina era " Ragazze da marito", una commedia scritta da Eduardo De Filippo, e recitata da lui e dai fratelli, Titina, appunto, e Peppino. E già il fatto che sia stata scritta da Eduardo è garanzia di due cose : che sia scritta bene, e che le risate, i sorrisi che strapperà durante la visione saranno molto, ma molto bene amalgamati con una buona dose di amarezza. Ed infatti, così è.

La storia di un ragioniere che, per la prima volta dopo trent'anni di onesto lavoro, decide di scendere a compromessi con la propria coscienza pur di consentire all'ambiziosa consorte di portare le tre giovani figlie in vacanze a Capri, alla ricerca di facoltosi mariti che le strappino alla loro condizione sociale, è così vera e così semplice che sembra quasi di poter respirare la stessa aria, di poter percepire i pensieri stessi di Oreste Mazzillo, avvilito dalla disperazione delle sue bambine quanto dall'eterna insoddisfazione della moglie che, si scoprirà a fine film, è stata, a suo tempo, costretta a sposarlo da una madre ambiziosa quanto lo è diventata lei. Così come non si può non provare ammirazione per la figlia più piccola, Anna Maria, l'unica che abbia il coraggio di ribellarsi alla logica della ricerca spasmodica di un marito ricco, e che sarà, per questo, ricompensata con un lieto fine. Pena per Gina, che , eseguendo, invece, alla lettera, le istruzioni materne, si ritroverà incinta di un uomo sposato. E rabbia per Gabriella, che, pur di accalappiare il suo ricco industriale, accetterà di non vedere mai più il padre, che non si reca nemmeno al suo matrimonio, e che, per lei e le altre figlie, una volta scoperto, dovrà rinunciare anche al proprio lavoro.

E non storcano il naso i ventenni del 2000, pensando che storie come queste non si verifichino più! Perchè possono anche essere cambiate le dinamiche, e possono essere cambiati gli obbiettivi, ma l'ambizione, il desiderio spasmodico di riscatto sociale, la corsa al successo, le vittime e i carnefici, involontari e non, esistono ora come esistevano allora. E se le madri non brigano più perchè le figlie contraggano un buon matrimonio, sono dispostissime a fare insieme a loro file di ore pur di vederle partecipare al provino per un ambito posto di "letterotta", "paperella", "squinzietta" e chi più ne ha più ne metta. E se non è più per ordine della famiglia del neo marito che le giovani rinunciano ai rapporti con chi le ha messe al mondo e le ha cresciute, lo fanno però in nome del successo, della girandola della vita sociale che la famiglia non potrebbe comprendere, delle scelte che "sono solo loro"; come è giusto che sia, ma che troppo spesso non tengono in alcun conto la sofferenza che potrebbero causare.

Non sorridano i ragazzi di oggi, osservando scorrere immagini in bianco e nero... piuttosto provino un senso di rammarico e malinconia. Perchè attori come i fratelli De Filippo, adesso, non ne nascono più... ne al di qua ne al di la del mare... e per quanto il computer fossa fare passi da gigante, niente potrà mai sostituire il gesto disperato di una Titina che si porta la mano alla bocca per non gridare, o lo sguardo di un Eduardo che guarda piangere la figlia prediletta.

I film di questo genere non sono roboanti... non lasciano stupefatti, o senza fiato per la velocità e l'incalzare dell'azione... ma emozionano... e in un mondo in cui ormai si è abituati a vedere tutto... in cui si è "scafati" contro tutto, le emozioni, purtroppo, sono qualcosa di davvero raro e prezioso...

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Pizzo Calabro

di fioredargento

11/04/2007 - 16:02

Per chiunque fosse curioso di sapere dove sono stata per queste vacanze di Pasqua... e per tutti quelli a cui non importa assolutamente niente delle mie vacanze, ma che sono sempre interessati  a scoprire posticini nuovi ed interessanti, ecco alcune foto, da me scattate , di Pizzo calabro, un paesino adorabile che ricorda molto da vicino, per architettura e conformazione, i paesi della costa Napoletana. Sono garantite bellezze artistiche e naturali, gente simpatica, stradine in cui avventurarsi alla ricerca di oggetti originali e manifattiure locali ed una vista assolutamente mozzafiato! Senza scordare l'assoluta squisitezza del famosissimo Tartufo di Pizzo Calabro, che, ve lo assicura la sottoscritta, non ha assolutamente niente a che vedere con gli omonimi confezionati che si possono trovare un pò ovunque in Italia! Solo la possibilità di gustare questa squisitezza sopraffina vale il viaggio fin nel cuore della mia terra !! :) Se volete saperne di più, potete visitare questo sito www.pizzocalabro.it, oppure... fidarvi della sottoscritta e delle sue foto!! , oppure... fidarvi della sottoscritta e delle sue foto!! ,, oppure... fidarvi della sottoscritta e delle sue foto!! ,
 
 

 
 
 
 

 

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Buona Pasqua

di fioredargento

05/04/2007 - 19:47

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La cretinata di oggi!!

di fioredargento

29/03/2007 - 21:33

La cretinata del giorno

Perchè pare proprio che il giorno non sia giorno senza che qualcuno se ne esca con una genialate tale da rischiarare l'intero arco giornaliero! O pomeridiano, come nella fattispecie specifica.
Premessa: levataccia alle 6. E già si può immaginare quanta voglia si abbia di sentire idiozie quando ti alzi alle sei del mattino! Direi, senza tema di spentita, un terzo della voglia che hai quando ti alzi ad orario umano!
Fine premessa.
E fine, o almeno quasi fine, di una giornata lavorativa. Qualcuno ha voglia di cucinare alle 14, quando si è in piedi dalle 6?! Io no! Per cui, ci si ferma in un fast food, uno di quelli che si è ormai diffuso ovunque, e in cui preparato quelle insalatone enormi, servite in cestelli di pane...
Ottima idea, spessissimo ottima riuscita, se qualcuno non annaffiasse di "scemità" l'insalatona di cui sopra. E così mio fratello, o ingenuo, notando fra gli ingradienti a scelta, in bella evidenza dietro un vetro, una grande coppa di chele di granchio fritte, decide di includerle fra i 5 gusti cui ha diritto, dopo aver sborsato i sui bei 6 euro. Richiesta perfettamente lecita, che viene esaudita con l'inserimento nell'insalatiera di pane di numero 1 chela di granchio 1 !!
Non in senso metaforico, ma letterale! Gliene hanno data una!
E quando lui ha espresso quel minimo di stupore indispensabile, si è sentito rispondere, dalla solerte, geniale signorina al di la del vetro che " se la vai a comprare in un fast food la tela di granchio te la fanno pagare 80 centesimi l'una!".
E qui, veramente, il genio è tanto plateale da meritare un applauso a scena aperta alla crtineria!
Una tela di granchio te la fanno pagare 80 centesimi! Ma che bella scoperta e che bella trovata! Per fregare la gente!
Già, perchè se mi vuoi dire che un ingradiente della tua insalata costa 80 centesimi, e che sei anche tanto generosa a farci la grazia di consedercelo, allora mi devi anche spiegare quanta lattuga compri con 80 centesimi ( altri ingradiente dell'insalata) e quanto pomodoro, e qunto peperone, e quanto tonno, e quanto wurstel!
E si , bella mia, perchè se utilizzi il principio degli ottanta centesimi, allora di lattuga me ne devi mettere  quasi un chilo (0,99 al chilo all' Auchan), di patate più di un chilo ( 0,72 centesimi al kg all'Auchan), di zucchine quasi un chilo ( 0,99 al Kg, Auchan), di pomodoro praticamente un chilo ( 0, 89, Ipercoop), di uova me ne dovresti mettere circa 4 ( 6 a 1 euro all' Ipercoop), e non voglio continuare per non sparare coi bazooka sulla Croce rossa !!!!
Dico io, si può avere più faccia tosta e meno rispetto per l'intelligenza altrui?!?!
Almeno avesse l'onestà di dire che ha avuto disposizioni dall'alto, almeno avesse l'onestà di inventarsi che è contro la sua religione!!!!!
No, se ne deve uscire con lo sguardo di condiscendenza e il tono da "contentino a un bambino capriccioso", pretendendo che una persona sana di mente possa credere che il motivo dell'avarizia "crostacea" stia nell'alto costo dell'articolo " chela"!!
Per citare il grande Totò, " ma mi faccia il piacere" !
E, almeno, si informi, dal momento che una confezione di chele di granchio da 250 grammi costa 1,57 euro!
La madre degli idioti è sempre incinta, è sempre il caso di ribadirlo!!




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cittanova_marzo2006_005

di fioredargento

28/03/2007 - 20:24

Esistono dei posti del cuore, per ognuno di noi... dei posti che significano qualcosa di profondo, ancestrale, qualcosa che non si può spiegare, o, per lo meno, non si può spiegare appieno...
Ecco... per il mio cuore, Cittanova avrà sempre un posto speciale.
Anche se non sarà mai più quella della mia infanzia, anche se non sarà mai più quella guardata con gli occhi della fanciullezza e dell'incoscienza...
Con gli occhi di chi non aveva un solo problema al mondo...
Anche se non sarà più così, per me, Cittanova rimarrà per sempre il paese di mio padre, che lui amava profondamente, e a cui si sentiva così visceralmente legato. E, proprio per questo, rimarrà sempre la patria di origina della parte migliore di me...
Rimarrà il posto che mi ha insegnato ad amare, il posto a cui sono legati alcuni dei ricordi più belli della mia esistenza, delle risate più spensierate, della gioia più pulita. Ed ancora un rifugio, anche se non più come allora... anche se adesso i problemi mi seguono a passo svelto anche lì.

Amo questo paesino, e per me è facile farlo. Perchè, me ne rendo conto, non mi sento confinata fra i suoi confini come chi ci è nato, perchè fra le sue strade mi sento libera, e sperimento un senso di appartenenza che non provo in nessun altro luogo al mondo... E perchè mai... mai... ho visto mio padre felice come fra quelle stradine strette... respirando quell'aria frizzante... e guardando ogni cosa con gli occhi dell'amore.


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di fioredargento

28/03/2007 - 20:08

Ci siamo! Ci siamo, finalmente ci siamo!
Oggi , nelle più importanti sale italiane ( o, semplicemente, in quelle che hanno comprato la pellicola :P ), esce "I 300", trasposizione cinematografica di un arcinoto fumetto di Frank Miller , già autore di Sin City, attesissimo da tre categorie di possibili spettatori, più o meno nutrite : gli ammiratori del fumetto, gli ammiratori di Sin City, e gli ammiratori di Gerard Butler che de "I 300" è il protagonista assoluto.
Categorie che , ne sono certa, hanno sensibilmente partecipato a far si che, negli USA, il film si piazzasse immediatamente come miglior uscita di Marzo di tutti i tempi, superando qualsiasi speranza di produttori e distributori!
E che mi vedono rientrare fra i propri confini almeno in due casi, come ammiratrice di Sin City e come ammiratrice di Gerard Butler !
Personalmente non vedo l'ora che il film arrivi nelle sale della mia città, per potere finalmente vedere questa pellicola di cui sento tanto parlare da anni, e che potrebbe, secondo me, lanciare definitivamente la carriera di un attore che se lo meriterebbe davvero, e non solo perchè si tratterebbe di una consacrazione che segue anni ed anni di gavetta, ma anche perchè premierebbe, una volta tanto, non un nerboruto belloccio, o un bambolotto dallo sguardo pseudo-tormentato, per cui le ragazzine non mancherebbero di strapparsi i capelli, ma un uomo preparato, colto, e molto coraggioso nelle sue scelte. Che non ha esitato a sfreggiarsi il volto, a sottoporsi ad un allenamento vocale massacrante ( per interpretare Il fantasma dell'Opera), o a mostrarsi con i capelli brizzolati per un piccolo film indipendente ( Dear Frankie), e che , nonostante un grande successo personale, non si è affatto montato la testa, continuando a dimostrarsi disponibile sia con il pubblico che con gli addetti ai lavori, di vario genere.
Si, posso ben definirmi un'ammiratrice di Gerard Butler, e posso dire senza tema di essere smentita di aver apprezzato sia le sue interpretazioni sia quel che di se stesso ha raccontato, e rivelato, nel corso delle varie interviste che mi è capitato di leggere e di vedere . Tuttavia, come sanno le persone che mi conoscono, questo non mi impedirà certo di essere obbiettiva quando andrò a vedere "I 300"... l'oggettività è una mia caratteristica innata, e ancora non ho ben capito se sia il caso di definirla dote o difetto. Non mi impedirà di considerarlo un " pacco", se mi sembrerà il caso, o di amarlo alla follia, come mi è accaduto, ad esempio, con Il fantasma dell'Opera .
Nel frattempo, mi accontento di leggere l'intervista a Gerard Butler pubblicata sul mensile Men's healt di questo mese, corredata da un servizio fotografico che non può non essere definito un piacere per gli occhi femminili ! :)
Viceversa, non altrettanto piacevole può essere definito il testo dell'intervista , o pseudo tale, dal momento che il suo autore, tale Jeff O'Connell , dedica uno spazio molto più ampio ai propri commenti e alle proprie impressioni personali che alle parole dell'attore che è stato mandato ad intervistare, e per leggere le quali, mi pare evidente, la gente compra la rivista !
Critica ?!
Iper critica?!
Può darsi!
Dopo tutto ognuno di noi ha diritto alle proprie opinioni personali?!
Certamente !
Ma quando le opinioni personali sfociano in critica e derisione gratuita e, francamente, anche un pò cattiva ?!
Dopotutto, qui non si sta parlando di un attore che abbia dato appuntamento a un giornalista nella hall di un albergo, che lo abbia trattato in maniera scortese o con aria di sufficienza, o che si sia rifiutato di rispondere a questa o quella domanda.
Come lo stesso sig. O'Connell ci fa sapere, Gerard Butler lo ha fatto salire nella sua stanza, e prima ancora si è presentato per 5 minuti interi, per poi scusarsi del disordine nella camera e rispondere senza problemi alle domande che gli venivano poste, anche quando le risposte non contribuivano certo a creare l'immagina dello sportivo e del salutista convinto! Eppure, non solo il giornalista non pare minimamente apprezzare questa considerazione, così rara nel mondo dello spettacolo, ma trasforma praticamente ogni parola dell'attore, ed ogni suo atteggiamento, in un motivo di critica e scherno gratuto.
E così ecco che Gerard Butler "perde" cinque minuti a presentarsi , ed ecco la prima critica gratuita ( perchè ammetto che possa essere ammissibile quella dovuta al suo ritardo all'appuntamento per l'intervista, sebbene dovuta a motivi di salute, e non certo di svago! ), ecco che non riesce ad aprire la porta, avvenimento evidentemente spassosissimo per il sig. O'Connell, a cui evidentemente non è mai capitato di non riuscire ad aprire una porta, o che, può darsi, si era fatta l'idea che il "re di Sparta" le porte le dovesse buttare giù a spallate!
E che risate il fatto che la stanza d'albergo di quest'uomo fosse ingombro di depliant di mattonelle, dal momento che sta ristrutturando casa... probabilmente avrebbe fatto miglior attenzione se avesse dichiarato di aver demandato tutto ad un costosissimo architetto! Senza contare che evidentemente sarebbe stato più salutare , per la sua immagine, se non si fosse affatto scusato per il disordine, dal momento che anche questo è oggetto di scherno!
Senza, naturalmente, dimenticare quanto tutti troveranno esilarante il fatto che Gerard Butler abbia comprato l'appartamento che sta ristrutturando tre anni fa e solo ora se ne stia occupando. Personalmente, io ritengo che il momento in cui un uomo che lavora trova il tempo per ristrutturasi casa sua siano solamente affari suoi, ma evidentemente l'autore del pezzo non è della stessa opinione, e , per chissà quale arcana ragione, reputa che sia interessante per chi legge e assolutamente legittimo dire la sua!
Così come ritiene legittimo schernire il fatto che l'attore che stava intervistando, anziché strafregarsene di lui, si sia preoccupato , quando gli è finito il nastro del registratore, che non si sbagliasse nel voltare la cassetta. Perchè evidentemente la gentilezza non va premiata, e il suddetto giornalista si sentirà a proprio agio con tutti quegli attori che trattano la gente che hanno davanti come se valesse meno di zero!
Ma il brano dell'intervista in cui il sig. O'Donnell si è maggiormente divertito è stato, evidentemente, quello in cui ha avuto la possibilità di criticare tutti gli errori commessi da Gerard Butler per raggiungere la forma fisica necessaria per interpretare "I 300" , e successivamente alla fine delle riprese. In una sfilza di critiche che hanno del paradossale, dal momento che toccano un atteggiamento, ed il contrario dello stesso.
Gerard Butler dichiara di aver addirittura sommato due durissimi allenamenti pur di potersi presentare davanti alle telecamere come un Leonida credibile?! E' un masochista a cui piace farsi del male da solo!
Successivamente a questo periodo così stressante ha avuto un rigetto per l'attività fisica?! E' un ossessivo compulsivo !
Ossessività che, secondo Mr. O'Donnell sarebbe provata anche dal fatto che gerard Butler si è laureato in Giurisprudenza, ma non ha mai esercitato... e qui davvero mi sembra doveroso fermarmi e domandarmi : PERCHE' ?!?!
Da quando laurearsi e poi decidere che la propria strada è un'altra è sintomo di un carattere ossessivo?! Da quando voler conseguire comunque un titolo di studio, ma non rinunciare, per questo, a quel che davvero si vuol fare è sintomo di un carattere ossessivo?! Partendo da questo presupposto, sono ossessivi tutti gli attori che siano anche laureati, gli scrittori che siano anche laureati, i politici che siano anche laureati !
Chiunque abbia scelto una strada diversa da quella che gli apriva il suo titolo accademico è un ossessivo?!
Bè, non sarò una giornalista di fama, ma mi sembra un pò azzardata come teoria!
Così come mi sembra azzardato ricollegare ad un carattere impulsivo svolgere mille lavoretti nell'attesa di sfondare come attore?! Per quel che ne sapevo io è un tratto comune alla stragrande maggioranza di coloro che svolgono questa attività...
O, e, già che ci siamo... che cosa c'è di tanto comico nel fare la guida in un parco acquatico?!
Posso anche arrivare a capire il veleno strisciante nel modo in cui viene buttata lì l'accenno ai passati problemi di alcol di Gerard Butler... e nemmeno, dal momento che Gerard Butler i problemi con il bere li ha vinti e superati dieci anni fa, e da allora non tocca, per sua stessa dichiarazione, nemmeno un goccio più del dovuto!
Ma naturalmente questo non conta niente, quando si ha la possibilità di schernirlo per qualcosa accaduto così lontano nel tempo, nel contesto di una stampa e una società che invece vezzeggia e coccola fior di ereditiere che se ne vanno in giro per locali per notti intere, trascinandosi dietro madri di famiglia , e che vengono poi premiate con contratti pubblicitari miliardari, o modelle che se ne strafregano di avere bambini piccoli, dando la priorità nella loro vita al personale record di striscie di coca che riescono a infilarsi su per il naso in un minuto, ma che devono essere comprese ed aiutate con una bella vagonata di contratti pubblicitari e di moda, tanto per far notare che chi sbaglia... e sbaglia... e sbaglia... e da il cattivo esempio, e si rifiuta di collaborare per far beccare il proprio pusher, va premiata con una seconda... e terza, e decima possibilità!
Scusatemi il tono concitato, ma, bè, queste sono proprio cose che mi fanno andare in bestia!
Riprendendo il filo, quindi e riformulando, non solo non comprendo il veleno strisciante negli accenni ai passati problemi di gerard Butler con l'alcool, ma questo veleno diventa ancora più assurdo e inspiegabile quando tocca argomenti innocui quale, appunto, l'essere stato una guida in un parco acquatico, o l'essere stressato, o il fatto di stare lottando per smettere di fumare. Perchè, naturalmente, nel caso delle modelle di cui sopra, non importa certo l'esempio che queste danno ai loro figli piccoli, o il fatto che continuino a ripetere gli stessi comportamenti, nel caso dell'attore che tradisce la moglie non importa il fatto che abbia sfasciato una famiglia, tradito e ferito una moglie, probabilmente traumatizzato dei figli, ma in entrambi i casi l'importante è solo dare loro un'altra possibilità, all'insegna di un atteggiamento di buonismo ipocrita che, il più delle volte, serve solo a esorcizzare il timore di dovere, a nostra volta, pagare le conseguenze di quel che facciamo, mentre nel caso di un uomo che fuma la cosa importante non è che stia cercando di smettere da anni, perfettamente consapevole che quanto dannose siano le sigarette per la sua salute, ma solo il fatto che non riesca a farlo, per quanto ci provi! sarò solo io, ma trovo grandemente ipocrita questo atteggiamento.
Vi leggo dentro una cattiveria che non so proprio spiegarmi, come non so proprio spiegarmi il veleno, lo scherno, gli attacchi continui e subdoli presenti in tutto il testo dell'intervista. Una serie di frasi in cui i successi vengono trasformati in compulsione, in ossessione, e gli errori in insuccessi clamorosi, in comportamenti da stigmatizzare pubblicamente condendoli con un'ironia che sa solo di cattiveria gratuita.
Gerard Butler, naturalmente, non ha bisogno di essere difeso da me, e probabilmente poche cose potrebbero interessarlo di meno, eppure ho voluto scrivere ugualmente questo piccolo intervento, semplicemente perchè l'atteggiamento del sig. O'Connell mi è sembrato ingiusto.
E in un mondo in cui chi si comporta in maniera esecranda viene portato ad esempio per il suo presunto " coraggio di sbagliare", trovo che sia ancora più importante far notare i piccoli comportamenti ingiusti, specialmente quando pochi li noterebbero altrimenti.
E a maggior ragione quando a commettere questi piccoli gesti ingiusti sono proprio coloro che dovrebbero essere detentori di un più alto senso di responsabilità , perchè hanno nelle loro mani il potere di essere letti e di comunicare con un enorme numero di persone. Persone che potrebbero imparare a giustificare una madre cocainomane, ma a schernire un uomo perchè non sa smettere di fumare, o perchè non riesce ad aprire una porta.
E dal momento che la cattiveria pare essere così esaltante e di moda, mi si permetta di essere anche io cattiva, sul finale di questo intervento, e domandarmi se le parole usate su Men's Healt sarebbero state diverse nell'ipotesi che Gerard Butler non fosse stato Scozzese, e il cognome di chi lo intervistava così chiaramente Irlandese ( e se lo chiede una persona che adora l'Irlanda, ve lo posso assicurare! ) !

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Regalino per la mia dolcissima Anna, che questa paginetta l'ha tanto cercata senza riuscire a trovarla! Direi che valeva la pena di cercare e cercare, tu che cosa dici?!

Un bacio grande grande

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